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Reato di Omicidio Stradale, Cassazione: deve sussistere un preciso nesso causale tra la condotta del conducente e l’evento mortale In evidenza

Reato di Omicidio Stradale, Cassazione: deve sussistere un preciso nesso causale tra la condotta del conducente e l’evento mortale

MILANO - Prime sentenze della Corte di Cassazione, dopo l'introduzione delle nuove norme sul cosiddetto "omicidio stradale". I Giudici hanno stabilito che le più rigide sanzioni si applicano soltanto se l’incidente è stato causato dal conducente in stato di ebbrezza alla guida e non, invece, per colpa di un altro automobilista: in sostanza, deve sussistere un preciso nesso causale tra la condotta del conducente e l’evento mortale. 
Come noto, la Legge sull'omicidio stradale prevede oggi la reclusione da 2 a 7 anni per chiunque provochi per colpa la morte di una persona violando il Codice della Strada. Per chi, ponendosi alla guida in stato di ebbrezza alcolica o di alterazione psicofisica conseguente all’assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope, cagioni per colpa il decesso di una persona si applica invece la reclusione da 8 a 12 anni.
Si estendono le suddette aggravanti anche :
1) al conducente di un veicolo a motore che, procedendo in un centro urbano a una velocità pari o superiore al doppio di quella consentita e comunque non inferiore a 70 km/h, ovvero su strade extraurbane a una velocità superiore di almeno 50 km/h rispetto a quella consentita, provochi per colpa la morte di una persona;
2) al conducente di un veicolo a motore che, attraversando un’intersezione con il semaforo disposto al rosso o circolando contromano, cagioni per colpa la morte di una persona;
3) al conducente di un veicolo a motore che, a seguito di manovra di inversione del senso di marcia in prossimità o in corrispondenza di intersezioni, curve o dossi o a seguito di sorpasso di un altro mezzo in corrispondenza di un attraversamento pedonale o di linea continua, uccida con colpa una persona.
In tali ipotesi, la pena è aumentata se il fatto è commesso da persona priva di patente di guida o con patente sospesa o revocata e nel caso in cui il veicolo, di proprietà dell’autore del fatto, sia sprovvisto di assicurazione obbligatoria. La pena è diminuita fino alla metà quando l’evento non è esclusiva conseguenza dell’azione o dell’omissione del colpevole. Se il conducente provoca la morte di più persone o la morte di una o più persone e lesioni a una o più persone, si applica la pena che dovrebbe infliggersi per la più grave delle violazioni commesse aumentata fino al triplo. In ogni caso la pena non può superare i 18 anni.
Un caso specifico è quello della fuga del conducente in caso di omicidio stradale: in tale fattispecie la pena è aumentata da un terzo a due terzi.
Luigi Giorgetti

 

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