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Guarire definitivamente dal cancro, deve significare anche potersi assicurare. Il 27% dei pazienti sconfigge la malattia, ma tornare alla normalità è ancora troppo difficile In evidenza

Guarire definitivamente dal cancro, deve significare anche potersi assicurare. Il 27% dei pazienti sconfigge la malattia, ma tornare alla normalità è ancora troppo difficile

MILANO - Il 27% dei pazienti oncologici, in Italia, guarisce oggi definitivamente. Si tratta di oltre tre milioni di persone che nel corso della loro vita hanno dovuto combattere contro il cancro, riuscendo a sconfiggere la malattia e quindi vogliono tornare ad una vita normale. Eppure – sebbene un ex malato di cancro abbia aspettative di vita analoghe a quelle di chi non ha mai contratto questa patologia – spesso non possono, perché le patologie tumorali hanno delle vere e proprie ricadute sociali; tra queste, le enormi difficoltà (per non dire l’impossibilità) di stipulare polizze assicurative Malattia o Vita (anche quando accessorie ai finanziamenti).
È quanto ha denunciato lo scorso 18 maggio il presidente FAVO – Federazione italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia – Francesco De Lorenzo, in occasione della XII Giornata Nazionale del Malato Oncologico, presentando al Senato il IX Rapporto sulla condizione assistenziale dei malati di cancro. Dichiara l’Associazione “Guarire dal cancro oggi è possibile. Nonostante il crescente tasso di incidenza della malattia, la sempre maggior efficacia delle terapie e la sempre maggior adesione ai programmi di screening per la diagnosi precoce hanno notevolmente cambiato la prognosi delle patologie tumorali, con la progressiva e costante crescita del numero di malati cronici e di persone guarite. Questo rappresenta un’inversione di tendenza rispetto allo stigma – purtroppo ancora molto diffuso – cancro uguale morte.
Conseguentemente sorgono una serie di interrogativi in merito alla condizione in cui versano le persone guarite, dal punto di vista sanitario, sociale ed economico. Queste persone, insieme ai malati oncologici cronici rappresentano oggi la nuova disabilità di massa con una serie di bisogni espressi ed inespressi e con l’esigenza di veder riconosciute tutele giuridiche mirate alla peculiarità e complessità delle patologie neoplastiche, anche al fine di evitare la dolorosa emarginazione troppo spesso generata dall’ignoranza”. Qualcosa, tuttavia, va modificandosi. Scrive infatti De Lorenzo che oggi “l’accesso ai prodotti assicurativi da parte dei richiedenti avviene all’esito di un esame sul singolo caso, che consente, grazie a un’analisi individualizzata, una più ampia assicurabilità. Per quanto riguarda le c.d. polizze vita, la valutazione dell’ex malato è effettuata sulla base di parametri oggettivi, estremamente dettagliati e aggiornati cui le Compagnie assicurative e i riassicuratori fanno riferimento per l’assunzione del rischio di potenziali clienti che abbiano avuto una pregressa diagnosi oncologica. A seconda della classe di rischio attribuita all’ex malato di cancro, la Compagnia formula un’offerta ad hoc per il singolo caso e quantifica il premio, eventualmente prevedendo una maggiorazione o un sovrappremio per un numero di anni predeterminato: il contratto, infatti, viene stipulato proprio in un periodo in cui il rischio per la salute è maggiore. Il premio, con il trascorrere degli anni, verrà diminuito in occasione dei rinnovi successivi, fino a diventare assimilabile a quello riservato alla popolazione c.d. sana ”. FAVO ha sottolineato la particolare attenzione e sensibilità al tema da parte di Aon Benfield Italia e Swiss Re.
Attenzione, avverte il presidente della Federazione: per un ex malato oncologico tentare di sottoscrivere una copertura medica o vita attraverso un canale di vendita che preveda l’acquisizione delle informazioni sullo stato di salute dell’assicurando tramite la compilazione di un semplice questionario a risposta chiusa, più precludere l’accesso alla sottoscrizione “Attraverso una valutazione accurata della documentazione medico-clinica disponibile, le compagnie di assicurazione sono in grado di offrire una protezione assicurativa anche a coloro che, pur avendo una diagnosi pregressa di tumore, si sono perfettamente ristabiliti”.
Alessandra Schofield

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