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Gli Agenti Axa dicono no alla collaborazione con Quixa. Piena solidarietà dal Presidente Nazionale SNA, Claudio Demozzi In evidenza

Gli Agenti Axa dicono no alla collaborazione con Quixa. Piena solidarietà dal Presidente Nazionale SNA, Claudio Demozzi

MILANO - Da un articolo di Tuttointermediari, la rivista online diretta da Fabio Sgroi, si apprende che la Compagnia Axa Italia avrebbe insistito per un utilizzo da parte degli Agenti della Compagnia diretta Quixa, di proprietà della stessa Axa, per lo sviluppo del ramo RcAuto, sostenendo si tratti di un ulteriore strumento di competitività. Gli Agenti dal canto loro non sono dello stesso avviso: Porterebbe a un veloce fallimento per le agenzie.
Effettivamente da anni la questione Quixa è al centro di un movimentato scambio dialettico tra Compagnia ed Agenti. Al recente Congresso del Gruppo Agenti Axa è stato l’ex presidente Lazzaro a sottolineare come la Compagnia telefonica Quixa "al momento non ha ancora conseguito un solo bilancio in utile". Lo stesso Lazzaro ha invitato tutti a pensare «se una cosa del genere, in termini di risultati tecnici, fosse accaduta a una qualunque agenzia, magari tra quelle considerate “fragili” da Axa.
L’ex presidente ha ricordato come «sin dal primo giorno di insediamento di giunta e direttivo (riferito al suo mandato, ndr) il refrain dei precedenti amministratore delegato (Frédéric de Courtois, ndr)  e direttore generale (Maurizio Cappiello, ndr), fino a quando sono restati in carica, è stato sempre lo stesso: “Ma perché non avviate un rapporto di collaborazione con Quixa? È la risposta per quei clienti che abbandonano Axa per il prezzo”, dicevano".
Per Lazzaro, al contrario, «sarebbe stata la risposta per avviare a un veloce fallimento le agenzie, con un rapporto di collaborazione alla metà delle provvigioni e con un premio medio inferiore del 40% rispetto a quello nei nostri portafogli, privi di un mandato, privi di qualunque autonomia, privi di qualsiasi altra facoltà, se non quella di convogliare i clienti verso Quixa, privi, in definitiva, di un’idea d’intermediazione», ha sottolineato.
La Compagnia, si legge nell’articolo, è sempre stata convinta "che avere un rapporto di collaborazione con Quixa sia per le agenzie Axa un ulteriore strumento di competitività rispetto a quei profili tariffari che hanno abbandonato Axa Assicurazioni, anche per pochi euro all’anno di differenza. Il nostro intento è quello di utilizzare Quixa per campagne di recall sui clienti persi negli anni precedenti. Inoltre quixa metterebbe a disposizione degli agenti la propria clientela e i prospect perché questi possano proporre una offerta non auto». Così de Courtois, prima del suo addio. L’Unione agenti Axa, però, non ne vuol sapere e ribadisce «l’incongruenza di gestire il business auto con un marchio diverso".
Nel mirino di Lazzaro, però, non c’è soltanto Quixa. L’ex presidente ha puntato l’indice anche contro Distribuzione Previdenza srl, società interamente posseduta da Axa Assicurazioni e iscritta nella sezione A del Rui (sede legale in corso Como 17 a Milano e sede secondaria in via Giannone 9 sempre a Milano)  "con lo scopo di gestire uno degli ennesimi e portentosi progetti aziendali, ovvero quello di divenire hub dei famosi agenti light. Una di quelle figure, sempre facenti parte del new deal, che si pensava e forse si pensa ancora, possa scardinare l’attuale rete di agenti esistente, creandone in parallelo un’altra e gestendo direttamente la relazione con questi soggetti, simili a venditori a catalogo. Ancora una volta», ha affermato Lazzaro nella sua relazione, «i risultati di questa iniziativa sarebbero tali da far chiedere scusa agli agenti".
Il Presidente Nazionale SNA, Claudio Demozzi, ha espresso piena solidarietà per gli agenti Axa richiamando l’attenzione “sui passaggi evidenziati nell’articolo, che sottolineano come troppo spesso le grandi Compagnie cerchino di indurre gli Agenti a comportamenti autolesionistici, di auto-disintermediazione”.
La Redazione

3 commenti

  • Giacomo
    Giacomo Mercoledì, 26 Luglio 2017 11:18 Link al commento

    La proposta delle compagnie è sempre la stessa: mistificare la realtà per far credere che la collaborazione tra reti tradizionali e vendita online porti vantaggi agli agenti. La storia recente lo ha ampiamente dimostrato, le compagnie online campano solo se c'è un intermediario che le accredita agli occhi del consumatore. In assenza di ciò sono costrette a puntare solo sul prezzo, con le conseguenze bilancistiche che conosciamo.

  • Mario Alberto
    Mario Alberto Martedì, 25 Luglio 2017 23:23 Link al commento

    il problema è complesso e merita una discussione con le compagnie e gli agenti. Credo che le compagnie dovrebbero rinunciare al canale online e telefonico optando per la rete agenziale o per la disintermediazione senza compromessi. Il mercato si specializzerà. Ci saranno compagnie online, telefoniche cioè senza agenti costrette alla guerra dei prezzi fino all'osso e ci saranno compagnie che investiranno nella qualità del servizio, con gli agenti.

  • Giorgia
    Giorgia Martedì, 25 Luglio 2017 17:33 Link al commento

    Ma quand è che se sveglia il gruppo Allianz e prende posizione sulla spinosa vicenda Genialloyd coi mandati agli agenti Allianz?

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