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Nel Vita / Investimento le Poste puntano ora sul capitale garantito. Demozzi (SNA): le compagnie tornino ad apprezzare il lavoro degli agenti In evidenza

Nel Vita / Investimento le Poste puntano ora sul capitale garantito. Demozzi (SNA): le compagnie tornino ad apprezzare il lavoro degli agenti

MILANO - Poste Italiane ritorna all’antico adagio che vuole gli investitori italiani molto attenti alle garanzie sul capitale anche a scapito del livello dei rendimenti. E così, con una palese inversione di rotta rispetto alle decisioni assunte appena qualche anno fa e rispetto alla politica commerciale adottata da molte grandi compagnie assicurative che operano nel nostro Paese nel ramo vita, Poste ha deciso di far rientrare presso gli uffici i promotori finanziari ingaggiati per promuovere la raccolta di risparmio fuori sede. Si parla di poco meno di quattrocento persone.
L’offerta di prodotti finanziari ritorna quindi ad essere effettuata esclusivamente dentro le mura delle filiali postali. Appare evidente la frenata rispetto alla spinta verso prodotti a più alto contenuto finanziario che era stata delineata dal precedente CEO, Francesco Caio, che dovevano essere offerti anche fuori dagli uffici postali per andare incontro alle mutate abitudini di acquisto dei clienti, che si riteneva richiedessero servizi più flessibili, magari a casa e fuori dall’orario di apertura degli uffici. Forse l’inversione di rotta è dovuta anche alle preoccupazioni legate alle nuove regole europee contenute nella Mifid II che partiranno nel 2018 e che rendono più stringenti gli obblighi di trasparenza e correttezza nei confronti della clientela.
Sembra altresì di poter leggere nella decisione di Poste Italiane l’intenzione di ritornare ad offrire prevalentemente  prodotti a basso rischio, meglio se a capitale garantito, che assicurino al sottoscrittore almeno la restituzione di quanto investito. Anche la compagnia assicuratrice del gruppo, Poste Vita, continua a preferire la distribuzione di prodotti a basso rischio. Nel primo semestre Poste Vita avrebbe collocato presso la clientela quasi esclusivamente polizze tradizionali, che garantiscono al cliente la restituzione di quanto investito, per una cifra che sfiora gli 11 miliardi di euro, mentre la distribuzione di polizze unit linked, che trasferiscono il rischio al cliente, continuano a rappresentare una componente residuale del portafoglio, con 232 milioni di euro raccolti.
Per il Presidente Nazionale SNA, Claudio Demozzi, “anche le compagnie che rappresentiamo dovrebbero porsi qualche domanda e cercare di essere maggiormente lungimiranti, focalizzando l’attenzione sulla richiesta di certezza e di garanzia che i clienti delle assicurazioni chiedono e danno forse per scontate per gli investimenti che affidano agli Agenti. bisogna avere il coraggio di riporre al centro le Agenzie, ritornando a mettere in atto strategie capaci di aumentare l’afflusso dei clienti dentro le agenzie, smettendo di inseguire i fantasmi di clienti ibridi para-digitali, capaci di autoconsigliarsi nella comparazione e nell’acquisto di una polizza, che esistono soltanto nei sogni ad occhi aperti di qualche altissimo manager di compagnia incapace di affrontare la realtà per quello che realmente è”.
La Redazione

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