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Forti multe alle compagnie anche in giugno, Generali e Genertel in pole position. Mano pesante dell'Istituto di Vigilanza In evidenza

Forti multe alle compagnie anche in giugno, Generali e Genertel in pole position. Mano pesante dell'Istituto di Vigilanza

ROMA - Nei primi 6 mesi del 2017 Ivass ha sanzionato le compagnie assicurative per un importo che sfiora i 5 milioni di Euro. Ne siamo contenti? Evidentemente no, anche perché avremmo preferito che il tesoretto fosse investito nelle agenzie, piuttosto che finire nelle casse dell’Autority, ma è evidente che qualcosa non funziona nel rapporto tra compagnie assicurative italiane e consumatori.
Il primo posto, non molto lusinghiero per la verità, spetta a Generali con poco meno di 900 mila euro, pressoché un quinto delle sanzioni complessive semestrali, un bel primato anche considerato il peso del marchio triestino nel mercato italiano, mentre il secondo spetta a Unipol con oltre 650 mila euro, quasi il 15% del totale. In particolare nell’ultimo Bollettino di Vigilanza, il numero 6 del giugno scorso pubblicato il 31 luglio, il Leone è stato sanzionato per 569 mila euro principalmente per mancato rispetto dei termini di liquidazione delle polizze vita giunte a scadenza e, sia pure in misura minore, per violazioni varie nella gestione e nella liquidazione dei sinistri Rcauto, cosa questa che l’accomuna alla compagnia bolognese.
Nel complesso, scorrendo le motivazioni addotte dall’Ivass, viene il sospetto che le imprese operanti in Italia si dimostrino poco attente al danno reputazionale, inevitabilmente riverberato anche sulle rispettive reti agenziali, derivante loro dal fatto di subire multe milionarie in conseguenza di comportamenti che dovrebbero essere estranei al dna di un’impresa assicurativa alla quale è assegnato un ruolo sociale impegnativo nella risposta al bisogno di sicurezza proveniente dai consumatori. Soprattutto quando la compagnia in discussione sono le Generali che vantano una storia bi-centenaria e in qualche modo si candidano a rappresentare l’emblema dell’assicurazione nel nostro Paese, insieme ai propri agenti che sembrano dissimulare a fatica l’ostentazione della primazia aristocratica rispetto ai colleghi.
Il fenomeno del distacco crescente tra l’industria assicurativa orientata al business finanziario e il mondo reale che chiede alla mutualità privata di prendersi carico di alcuni bisogni individuali, posto che a quelli collettivi come il diritto alla sanità, alla previdenza, all’istruzione, alla mobilità, pensa lo Stato, sia pure in una situazione di progressivo arretramento, appare tanto più evidente se prendiamo in esame le motivazioni che hanno indotto l’Ivass a comminare, sempre nello scorso giugno, ben 181 mila euro di multa a Genertel, il brand telefonico del gruppo triestino. Le motivazioni vanno dall’ “utilizzo di materiale pubblicitario contenente espressioni che non consentono una chiara comprensione dei rischi finanziari che caratterizzano il prodotto”, alla “illustrazione fuorviante del regime fiscale relativo alle componenti esenti da tassazione”, alla “mancata consegna del “progetto esemplificativo rielaborato in forma personalizzata”, alla “non piena attendibilità dell’indicatore Costo Percentuale Medio Annuo riportato nella scheda sintetica”.
In particolare mi preme però sottolineare, tra i rilievi mossi a Genertel, quelli riguardanti le “carenti istruzioni alla rete distributiva in tema di raccolta delle informazioni necessarie alla valutazione di adeguatezza dei contratti offerti alle esigenze assicurative dei contraenti” e le “carenze strutturali nel processo di adeguata verifica della clientela”, a dimostrazione che l’allarme lanciato dallo Sna in ogni occasione possibile non è infondato: la corretta verifica dell’adeguatezza contrattuale non può avvenire ad opera di operatori non professionali o, tantomeno, attraverso lo strumento telematico.
Le reali esigenze del cliente, tanto nel ramo vita quanto nei rami danni, possono essere individuate soltanto da un intermediario professionale come l’agente, meglio se de visu e garantendo al cliente la prossimità territoriale nei locali agenziali e subagenziali, sia nella fase di consulenza precontrattuale che in quella di assistenza post-vendita. Altro che digitalizzazione esasperata e contatto con il cliente in tutte le possibili modalità virtuali come vorrebbero le compagnie allo scopo di sottrarre all’agenzia l’intermediazione assicurativa!!
Roberto Bianchi

1 commento

  • Aldo
    Aldo Venerdì, 01 Settembre 2017 11:47 Link al commento

    adesso vediamo che il GA.GI. di Cirasola chiederà i danni alla compagnia per danno all'immagine degli agenti, come invece ha fatto al SNA sul caso Dimatteo. Pronto ad accettare scommesse...

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