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Blockchain, anche al settore assicurativo piace l'innovativo protocollo di comunicazione considerato molto conveniente In evidenza

Blockchain, anche al settore assicurativo piace l'innovativo protocollo di comunicazione considerato molto conveniente

MILANO - Lo scorso ottobre Munich Re, Swiss Re, Aegon, Allianz e Zurich hanno istituito un consorzio – il progetto prende il nome di Blockchain Insurance Industry Initiative B3i, che inizia ad entrare oggi nella fase più operativa – il cui obiettivo è studiare, sperimentare ed eventualmente attuare su vasta scala la Blockchain. Il concetto di Blockchain (letteralmente catena di blocchi) viene tendenzialmente associato soprattutto alle transazioni in Bitcoin, ma in realtà è molto più ampio: si tratta di un database di transazioni crittografate cui sono collegate più postazioni interconnesse e sincronizzate alla medesima rete e definite “nodi”, tramite cui è possibile scambiare dati senza doversi avvalere di provider di posta elettronica o servizi in cloud. In questo sistema, ogni operazione viene validata da ciascun nodo e tutte le transazioni sono permanentemente tracciabili. Tutti i componenti della catena partecipano alla governance in maniera paritaria.
Blockchain è, quindi, un archivio distribuito e decentralizzato (perché non è collocato su un solo server, ma contemporaneamente su tutti i nodi della catena) ed anche un Registro pubblico basato su una rete Peer to Peer (ovvero paritetica), in cui tutti i nodi fungono appunto contemporaneamente da client e da server rispetto agli altri nodi: non c’è un’autorità centrale a verificare, legittimare ed autorizzare le transazioni, che sono identificate da una timestamp (marca temporale), ovvero una serie di caratteri che definisce la data e l’ora dell’operazione.
La Blockchain viene considerata affidabile ed al sicuro anche dagli attacchi di tipo informatico, dal momento che un nodo può essere colpito, ma gli altri conservano la propria operatività, trasparente (poiché le operazioni sono visibili a tutti i partecipanti), conveniente (perché viene meno la necessità di un intervento di terze parti), inalterabile, irrevocabile. E, naturalmente, è del tutto virtuale. L’interesse del settore assicurativo nell’utilizzo di questo protocollo di comunicazione è molto vivo: è proprio di questi giorni la notizia che Ernst & Young, Microsoft, Ap Poller-Maerks ed altri operatori hanno siglato un accordo per la prima piattaforma blockchain di aggregazione dati – attenzione a questo particolare – per le assicurazioni marine, comparto ritenuto generalmente piuttosto inefficiente. Ritorna, insomma, il concetto dei dati e delle informazioni come patrimonio, come oggetto effettivo di scambi e transazioni.
Alessandra Schofield

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