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Il Presidente nazionale Sna, Claudio Demozzi, aderisce al Fondo pensione agenti. Superato l'ostacolo statutario. Via libera dalla Covip In evidenza

CLAUDIO DEMOZZI, PRESIDENTE NAZIONALE SNA CLAUDIO DEMOZZI, PRESIDENTE NAZIONALE SNA

MILANO - “Finalmente ho potuto entrare nella grande comunità degli agenti di assicurazione iscritti al Fonage della categoria, grazie all’opportunità, in accordo tra Sna e Ania e con l’approvazione della Covip, dell’abolizione di quei vincoli di natura statutaria che, di fatto, impedivano, rendendola onerosissima, l’adesione di chi, come me, aveva cominciato l’attività di agente già da diversi anni”. Sono le parole del presidente Sna, Claudio Demozzi, che ha recentemente sottoscritto l’adesione al Fondo Pensione Agenti avvalendosi della possibilità di non versare i contributi calcolati dalla data di inizio dell’attività di agente, ma soltanto quelli a decorrere dall’anno di iscrizione.
La modifica statutaria che consente agli agenti con più anni di attività di aderire al Fondo senza dover versare i contributi arretrati - vincolo che, di fatto, non consentiva l’adesione se non a prezzo di un notevolissimo sacrificio economico - era stata approvata dall’Assemblea dei delegati al Fondo pensione nello scorso aprile e, nei mesi successivi, aveva ottenuto l’approvazione della Covip, insieme ad alcune altre modifiche statutarie.
L’adesione del Presidente nazionale Sna, come lui stesso ha sottolineato, non ha semplicemente il significato di avvantaggiarsi personalmente della partecipazione a una forma di previdenza a prestazione definita, particolarità riservata ormai a pochissime realtà previdenziali, ma è anche l’adempimento di un dovere di sostegno nei confronti dello strumento della previdenza complementare “che è in comproprietà e in cogestione tra agenti e compagnie e che sposa in maniera precisa le esigenze degli agenti di assicurazione. Il Fondo pensione agenti – ha proseguito Demozzi – rappresenta un valore per tutti, non soltanto perché frutto della partecipazione di colleghi appartenenti a una medesima categoria, ma perché esprime il grande valore di una solidarietà intergenerazionale, con peculiarità irripetibili che siamo chiamati a difendere con ogni mezzo”.
Mentre da una parte prosegue l’irresponsabile campagna finalizzata a indurre i colleghi di alcune compagnie a trasferire i propri attivi presso altri fondi pensione aperti presenti sul ibero mercato - senza peraltro evidenziare le enormi penalizzazioni di una simile scelta in termini di perdita sul valori di trasferimento e di rinuncia a prestazioni comunque irraggiungibili con altre forme di pensione complementare – dall’altra parte il Fondo pensione agenti, ormai in una situazione di solidità a lungo termine, continua a garantire le migliori opportunità agli iscritti attivi e agli agenti che intendono aderire per assicurarsi prestazioni di qualità ed alto livello.
Mario Alberti