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VIII Congresso Nazionale Agit, Demozzi (Sna): facciamo squadra, solo così saremo una forte categoria. In linea il Presidente Mauro Franchi In evidenza

MAURO FRANCHI MAURO FRANCHI

MILANO - “Mi sento quasi fuori posto, qui”. Con questo curioso incipit Claudio Demozzi è intervenuto il 16 novembre scorso al VIII Congresso Nazionale Agit per un saluto di rito, ma in realtà piuttosto “irrituale”. Da mesi – a testimonianza della sempre migliore sinergia tra Gruppi Agenti e Sna – il Presidente Nazionale partecipa ad assemblee nazionali di Gaa che vivono momenti complessi della loro vita associativa, caratterizzati da importanti frizioni con le mandanti su alcuni aspetti vitali per la sopravvivenza della figura stessa di agente assicurativo. La questione della titolarità dei dati dei clienti è senz’altro una di queste: vi sono contesti in cui l’utilizzo da parte dell’agente delle informazioni da questo raccolte, una volta terminato il mandato, viene considerato furto di proprietà industriale, e pertanto fatto oggetto di richieste risarcitorie milionarie. “So che invece per voi, fortunatamente, è normale poter trattare i dati dei vostri clienti ed il mondo che vi sto rappresentando potrebbe apparirvi estraneo e medievale”. Il Gruppo Agenti presieduto da Mauro Franchi – ed ecco “l’anomalia” sottolineata da Demozzi – ha da tempo predisposto un programma autonomo di home insurance – che le agenzie possono personalizzare con il proprio logo, cui il cliente accede con una password, e gli agenti trattano i dati dei clienti con un proprio gestionale “Cose che voi potreste dare per scontate, come è giusto che sia, per le quali lo Sna si batte da oltre dieci anni incontrando anche le resistenze di diversi gruppi agenti che su questo terreno non riescono ad acquisire gli stessi diritti e si sentono quindi quasi stretti all’angolo dal Sindacato”. Ma queste limitazioni – ha proseguito il Presidente Sna – pregiudicano fortemente l’autonomia imprenditoriale degli agenti; Agit ha dunque saputo cavalcare una battaglia d’avanguardia, che non è però ancora patrimonio comune di tutta la categoria.
La scorsa primavera Sna ha chiesto ed ottenuto l’apertura di un tavolo – cui partecipano il Garante Privacy, il Sindacato Nazionale e l’Ania – al quale Sna cercherà di smontare il presupposto di partenza di molte Imprese: i dati dei clienti appartengono alle compagnie, le quali decidono come, se e quando darli in gestione all’agente (sic!) “Capite quanto è lontana l’impostazione delle mandanti da quegli angoli di libertà di cui voi oggi disponete? Vi sono compagnie che hanno fatto, con i gruppi agenti, passi avanti su questo tema; ma non si tratta di diritti generalmente acquisiti. La realtà anzi, soprattutto nelle grandi compagnie, è tutt’altra”. La raccomandazione di Claudio Demozzi ad Agit, quindi, oltre che di utilizzare a fondo le opportunità di cui gli iscritti dispongono, è stata quella di socializzare la realtà del Gruppo fra gli altri colleghi, mostrando che esiste una via diversa e più rispettosa del ruolo dell’agente e contaminando positivamente con il proprio esempio le altre associazioni “Se questo diritto si diffonde nella categoria nessuno si impoverisce, ma tutti si arricchiscono. I dati sono fondamentali per sopravvivere domani sul mercato, sono il vero patrimonio delle aziende; proprio per questo le compagnie sono oggi disposte a fare grandi concessioni in cambio delle informazioni raccolte dagli agenti”. Se il diritto alla titolarità ed al trattamento dei dati diventa patrimonio comune, si consolida e – come è avvenuto per la liquidazione, il territorio, le collaborazioni, la fine del trilatero – diviene diritto acquisito ed intoccabile per ciascuno.
“Oggi, con un tentativo di modifica legislativa introdotto nel Ddl Concorrenza, fortunatamente fallito, qualcuno ha provato a portarci via le libertà di collaborazione che tanto faticosamente abbiamo ottenuto nel 2012. Ma non ci sono riusciti proprio in virtù del fatto che queste libertà sono oggi diffuse ed utilizzate in maniera generalizzata da tutta la categoria, al punto che vi sono realtà con oltre mille codici di collaborazione”. La forza numerica, insomma, è una grande forza politica e contrattuale “È facile difendere un diritto quando è consolidato. E questo, per quanto riguarda la titolarità ed il trattamento dei dati attraverso un proprio gestionale, oggi non è”. Nel maggio 2018 entrerà in vigore il nuovo Regolamento Europeo, grazie al quale il cliente sarà molto più libero di decidere come e a chi affidare i propri dati personali, chiedendone anche il trasferimento da un gestore ad un altro “E allora, dateci una mano a coinvolgere anche i colleghi di altre compagnie, consigliando loro di fare il vostro stesso percorso”.
Sna è libero perché – ha concluso il Presidente nazionale – non ha timore di andare in Parlamento a difendere le nostre ragioni, ma ha bisogno di una base che partecipi. So che il vostro Gruppo già dà tantissimo e che molti di voi partecipano sul territorio alle attività sindacali. Ma proprio come in una famiglia si chiede di più ai più generosi, vi chiedo un’ulteriore mano: chi se la sente, si impegni a coinvolgere altri colleghi e far diventare l’oggi fortunato di alcuni il domani di tutti. Solo così saremo una categoria fortissima, senza la quale nessuna industria assicurativa può stare in piedi. E tutti potremo chiedere il giusto alle compagnie che rappresentiamo.
In perfetta sintonia con le linee politiche del Sindacato nazionale, in un’intervista di prossima pubblicazione su L’Agente di Assicurazione Sna, il presidente Agit Mauro Franchi ha dichiarato “L’intervento di Claudio Demozzi mi è piaciuto molto, perché ha evidenziato moltissimo quanto il “non fare categoria” danneggi il mercato assicurativo nel suo insieme, non solo il singolo agente o il singolo gruppo agenti. C’è un bene superiore, che si identifica nel modo in cui comunichiamo al mondo esterno il nostro ruolo ed il fatto che la nostra attività produce valore non solo economico. Poiché noi non vendiamo un prodotto, ma un’analisi assicurativa, la protezione da eventi dannosi, la protezione del patrimonio, dell’attività lavorativa e della proprietà. Noi per primi dobbiamo comprendere l’importanza ed il peso anche sociale di una categoria professionale, la nostra, che oggi rappresenta il 78% del contatto assicurativo con il mercato. Questo pone sul nostro capo una responsabilità, anche per quanto riguarda la socializzazione della nostra professione e del nostro ruolo. Il Sindacato nazionale deve aggregare per realizzare attività comuni che sarebbe miope fare solo all’interno di gruppi agenti, per quanto possano essere più o meno efficaci, più o meno isole felici o più o meno riserve indiane. Una riserva resta sempre una riserva”.
Alessandra Schofield

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