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Intervento del Presidente Claudio Demozzi: Più tecnologia per migliorare l’efficienza dell’agenzia, ma senza prenderci gioco del cliente In evidenza

CLAUDIO DEMOZZI, PRESIDENTE NAZIONALE SNA CLAUDIO DEMOZZI, PRESIDENTE NAZIONALE SNA

“La carta? Vince anche nell'epoca del web. L'avevano data per morta, invece vive una rinascita. Perché nell'era del sovraccarico informativo la pagina stampata dà chiarezza e aiuta a comprendere meglio la realtà. Così i manager della Silicon Valley mandano i figli in una scuola dove non entrano computer e tablet. E riviste che erano emigrate online tornano in tipografia”. E’ il titolo di copertina del noto periodico “L’Espresso”, tornato per l’occasione in edicola a febbraio di quest’anno, in formato cartaceo e con la testata storica, a dieci anni dalla nascita del suo sito web che ha ottenuto alterne fortune.
Tra lo stupore generale, leggendo l’articolo si apprende infatti che nonostante fossimo “già tutti lì, al capezzale della carta, con i nostri smartphone e tablet in mano. Pronti a tributarle tutti gli onori nella lunga processione di media strategist, analisti, giornalisti, editori, che officiavano i riti accompagnatori della sua inesorabile scomparsa”, la carta sta vivendo una nuova primavera. “Hanno cominciato gli editori di libri e alcuni piccoli librai indipendenti a rompere le righe, soprattutto negli Stati Uniti, rimettendo in moto tipografie e rialzando vecchie saracinesche, quando le vendite degli e-book cominciavano a registrare un piccolo segno meno e quelle dei vecchi tomi un piccolo segno più”, si legge. E come non condividere che “vorrà dire qualcosa se, a partire dagli Usa, alcune storiche testate dopo aver alzato bandiera bianca ritirandosi nell’online, sono tornate in edicola. E se alcune testate nate digitali stanno lanciando versioni cartacee”?
L’articolo ci suggerisce un interessante accostamento: “Alcuni osservatori vedono in questo fenomeno un legame di parentela con la decisione di grandi aziende digitali che aprono negozi fisici, come Google e Amazon”. Ed ecco il punto. Mentre ancora i super-esperti dell’Insurtech (la tecnologia utilizzata nell’assicurazione) suggeriscono alle grandi Imprese l’adozione di modelli total-digital, le più grandi realtà mondiali del digitale passano a modelli fisici, si riavvicinano al contatto di prossimità e alla fisicità delle relazioni commerciali e professionali per garantire un futuro al proprio business. “Perché può essere la carta, nell’era del sovraccarico informativo, a “metterci in pace” con il nostro cervello, come sembra ormai suggerire una mole considerevole di studi iniziati alla fine del secolo scorso. E che giungono, nella stragrande maggioranza dei casi, a una conclusione condivisa: la lettura su carta garantisce una migliore e più profonda comprensione del testo, oltre che una migliore memorizzazione”, evidenzia L’Espresso.
Se tutto ciò è vero, come confermano numerosi esperti e come intuiamo dalla semplice osservazione, anche senza “voler sposare le tesi radicali dello psichiatra e neuroscienziato tedesco Manfred Spitzer, che parla di “demenza digitale” (sostenendo le sue argomentazioni con studi di neuroimaging che “fotografano” le nostre aree cerebrali mentre leggiamo)”, il Legislatore dovrebbe farsi carico di tutelare il Consumatore dalla sottoscrizione, necessariamente frettolosa e talvolta inconsapevole, di contratti digitali e di clausole immaterialmente formalizzate ed accettate con un click anziché dopo un’attenta lettura, comprensione ed espressa accettazione. Nel mondo digitale, è veramente troppo facile incorrere nell’accettazione, inconsapevole quanto superficiale, di contenuti contrattuali dai quali potrà dipendere il risarcimento o meno di un evento potenzialmente in grado di compromettere irrimediabilmente il patrimonio familiare, o il futuro professionale di una persona. Non si tratta certo di acquisto consapevole, quando con un semplice click sulla tastiera si risponde positivamente, quasi automaticamente, a domande quali: accetti o meno il contratto? Confermi o meno il consenso privacy al trattamento e conservazione dei tuoi dati personali? Hai consapevolezza ed accetti i limiti di copertura, gli scoperti e le franchigie previste dal contratto? La firma autografa sul contratto cartaceo, complice anche la naturale diffidenza che ne deriva al consumatore medio, induce al contrario ad una riflessione, all’attenta lettura di tutte le clausole scritte e porta conseguentemente ad una sottoscrizione maggiormente soppesata e dunque consapevole. Queste considerazioni non sono state forse illustrate compiutamente al Legislatore, che non ha attuato fino ad oggi le dovute iniziative, anche inibitorie, a tutela dei consumatori “digitali”, il cui numero è certamente in crescita, come in crescita è il numero delle denunce e delle truffe originate proprio da tale metodologia di vendita.
E per quanto riguarda i ragazzi del millennio digitale, come qualcuno ama chiamare i giovani di oggi, l’autorevole rivista di inchiesta ci informa che “Il caso si presenta con particolare urgenza nella scuola, dove la spinta “ideologica” verso il modello digitale con lavagne interattive multimediali (Lim) e studenti con nello zaino solo il tablet, sta subendo i primi contraccolpi. Joe Heim del Washington Post ha raccontato di recente il “caso Finlandia”, il paese con il sistema scolastico più digitalizzato dove si è persino arrivati a mettere in agenda l’abolizione della scrittura calligrafica. ”Dopo l’introduzione di queste rivoluzionarie innovazioni, si è registrato un evidente “calo di rendimento degli studenti finlandesi nei test Pisa, dove erano tradizionalmente primi al mondo”. Ricordiamoci anche che “molti cervelloni dei giganti della Silicon Valley (da Google a Apple, da Yahoo a Hewlett-Packard) mandavano i loro figli alla steineriana Waldorf School di Los Altos, dove non entra nemmeno un computer o un tablet, ma una montagna di carta, penne e matite. Qualche anno dopo, sempre sul New York Times, Nick Bilton ricordava Steve Jobs come «un genitore a bassa tecnologia». Nel senso che i suoi figli avevano più dimestichezza con carta e penna piuttosto che con l’iPad. Seguiva un lungo elenco di tecnologi delle più importanti società hi-tech che con i figli si comportavano allo stesso modo.
Chi vi scrive, lo sta facendo seduto in soggiorno con il tablet sulle ginocchia e non pensa lontanamente di indurvi a non sfruttare appieno le potenzialità delle nuove tecnologie. Mi basterà condividere con voi un’ulteriore riflessione su atteggiamenti dei quali si sta discutendo in molti centri di ricerca e che ci ha messo in evidenza la nota testata italiana: “Una battaglia passatista contro il digitale per un’inversione a U verso la carta? Evidentemente no. Una salutare pausa di riflessione, più probabilmente. Sorretta da molti studi. Ma anche dalla spontanea richiesta di molti millennials che, come sanno altrettanti insegnanti, di fronte alle lezioni 2.0 spesso alzano la mano: Prof, ce lo stampa?”.
Verso un maggiore utilizzo di strumenti tecnologici, certo, per migliorare l’efficienza delle nostre agenzie, ma con la dovuta attenzione e soprattutto senza prenderci gioco del cliente, unica nostra vera ricchezza! L’adesione ad un contratto che non si vede, non si tocca e quasi sempre non si riesce a leggere, raramente è un’adesione convinta e consapevole, con tutte le conseguenze del caso che chi fa l’Agente da qualche anno conosce fin troppo bene.
Claudio Demozzi
Presidente nazionale Sna

4 commenti

  • alice
    alice Mercoledì, 22 Novembre 2017 19:58 Link al commento

    solo in sna si leggono scritti di così alto spessore

  • Mario Alberto
    Mario Alberto Mercoledì, 22 Novembre 2017 14:10 Link al commento

    questo articolo dvrebbero leggerlo i dirigenti delle compagnie così si schiarirebbero un pò le idee

  • Giuseppe Testa
    Giuseppe Testa Martedì, 21 Novembre 2017 18:32 Link al commento

    C'è poco da aggiungere, completamente d'accordo.
    Bravo!

  • Demetrio Sammarco
    Demetrio Sammarco Lunedì, 20 Novembre 2017 17:55 Link al commento

    Condivido pienamente quanto scrivi. La battaglia sara' contro i "terroristi digitali" e con quanti, e che proliferano sempre piu', si atteggiano a "guru" dell'intermediazione digitale come unica via per reggere sul mercato. Ho la sgradevole sensazione che e' un business facendo leva su terrorismo e buona fede di alcuni agenti resi fragili da questa campagna mediatica. Sono certo che SNA sara' vigile e mettera' in guardia gli intermediari da tutto questo.

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