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Falsificare il curriculum vitae può costare caro. Corte di Cassazione, condanna a 3 anni e sei mesi nei confronti di un dirigente "senza titoli" In evidenza

Falsificare il curriculum vitae può costare caro. Corte di Cassazione, condanna a 3 anni e sei mesi nei confronti di un dirigente "senza titoli"

MILANO - Quella del curriculum vitae modificato ad arte per impressionare il datore di lavoro è un fenomeno diffusissimo in Italia, figlio della quasi totale impossibilità di accertare la veridicità di quanto dichiarato. E' quanto avrà pensato un cinquantenne della provincia di Treviso che si era fatto assumere in qualità di dirigente da una nota azienda della zona, millantando titoli e master inesistenti. A seguito di un riscontro, era intervenuto il licenziamento e la denuncia dell'accaduto alle Forze dell'Ordine. L'uomo in primo grado era stato condannato a cinque anni di reclusione, pena ridotta in Appello. Da qui il ricorso in Cassazione.
Per la Suprema Corte sono stati posti in essere "artifici e raggiri atti ad ottenere un ruolo dirigenziale nell’ambito della società, con conseguente attribuzione di una cospicua somma di denaro per risolvere dopo pochi mesi, in via transattiva, il rapporto lavorativo". Una risoluzione "determinata - prosegue la Corte - dall'inidoneità a svolgere l’incarico, rivelatosi in seguito attribuito sulla base di false informazioni sui titoli e i precedenti professionali". Per tali motivi è stata confermata in via definitiva la condanna a 3 anni e sei mesi di reclusione.
Luigi Giorgetti