Logo
Stampa questa pagina

Dlgs "ammazza-agenti", lo Sna invita la Categoria a inondare di note di protesta l'Ivass e il Mi.Se. Il testo della lettera da inviare In evidenza

CLAUDIO DEMOZZI, PRESIDENTE NAZIONALE SNA CLAUDIO DEMOZZI, PRESIDENTE NAZIONALE SNA

MILANO - Con una nota, il Presidente nazionale Sna, Claudio Demozzi, scrive agli agenti di assicurazioni per sollecitare la categoria ad una prima mobilitazione: un massiccio invio di lettere indirizzate a Ivass e Ministero dello Sviluppo Economico al fine di manifestare il dissenso nei confronti del famigerato Dlgs approvato dal Governo lo scorso 8 Febbraio.
"In parziale contrasto con la Direttiva europea - scrive Demozzi - e a nostro parere in evidente eccesso di delega, la norma potrà introdurre nella legislazione italiana (qualora il Dlgs venga firmato dal Presidente della Repubblica senza modifiche) alcune norme gravemente lesive degli interessi degli Agenti assicurativi. Le conseguenze di alcune di queste norme sono potenzialmente devastanti per la Categoria agenziale e ne compromettono irrimediabilmente la centralità nel rapporto con la clientela, mettendo a rischio la sopravvivenza di ventimila Agenti professionisti, trentamila lavoratori dipendenti delle agenzie e duecentomila liberi imprenditori (partite Iva) subagenti e produttori.
In particolare:
-   L’art. 19 del Decreto introduce il comma 1/bis dell’art. 117 C.A.P. e cioè l’obbligo per i clienti di Agenti e Subagenti/produttori di versare i premi direttamente all’impresa assicuratrice, vietando cioè agli agenti di gestire i flussi finanziari dei premi pagati dai clienti mediante il conto corrente separato agenziale; in questo modo gli Agenti sono privati di una delle prerogative professionali fondamentali che ne caratterizzano la figura, l’autonomia e l’imprenditorialità, col rischio che le imprese interrompano il consolidato rapporto di lavoro tra agenti, subagenti e produttori.
-   L’art. 19 suddetto abroga altresì l’ultimo comma dell’art. 117 C.A.P. e dunque la possibilità per l’Agente di garantire la propria capacità patrimoniale mediante una fidejussione bancaria (pari al 4% del portafoglio incassi) essendo così esonerato dall’obbligo di tenuta del conto separato agenziale;
-   Gli artt. 43 e 54 introducono nuovi limiti per le sanzioni che, indistintamente per Agenti ed Imprese, sono fissati ad € 700.000 per le persone fisiche e ad € 5 Milioni per le società (s.n.c., s.a.s., srl, ecc.); viene cioè attribuita, ad Agenti ed Imprese assicurative, medesima capacità contributiva contravvenendo al principio di proporzionalità più volte richiamato dalla Costituzione italiana e dalla Direttiva UE che il Decreto intende recepire".
"Il Sindacato nazionale agenti - prosegue il Presidente Demozzi - aveva più volte intrattenuto il MI.SE e l’Ivass al riguardo, anche producendo documenti ed indicazioni. In nessun documento ufficiale, neppure nella comunicazione A.I.R. (Analisi di Impatto Regolamentare) diramata dal Ministero dello Sviluppo Economico qualche settimana fa, si è mai fatto riferimento alle norme riguardanti la modifica dell’Art. 117 C.A.P. per cui esse risultano estranee anche al procedimento di Analisi di Impatto Regolamentare messo in atto dal Ministero competente. Poiché il Decreto, nonostante il pronto intervento del Sindacato anche nei confronti del Presidente del Consiglio dei Ministri On. Gentiloni, ha proseguito il suo iter senza alcun confronto parlamentare, ci siamo visti costretti ad attivarci su ogni fronte possibile".
Come noto lo Sna ha chiesto ed ottenuto il diretto interessamento di numerosi esponenti politici nazionali, intrattenendo al contempo i presidenti delle Commissioni parlamentari interessate e l’ufficio di presidenza del Consiglio dei Ministri.
"Abbiamo contemporaneamente dichiarato - scrive ancora il Presidente Demozzi - lo stato di agitazione della Categoria, con voto unanime dell’82° Comitato Centrale Sna, riunitosi a Roma lo scorso 23 febbraio. E’ stata data informazione alle Autorità Pubbliche ed alla stampa che, in deprecabile e non creduta ipotesi di emanazione del Decreto senza che siano apportate le modifiche richieste, ricorreremo ad ogni strumento di lotta sindacale ivi inclusa qualsiasi forma lecita di disobbedienza civile".
Come si ricorderà, in questi giorni, con una nota ufficiale pubblicata su www.snachannel.it è scesa in campo anche l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Antitrust), su segnalazione del Sindacato nazionale agenti, per la verifica degli aspetti anti-concorrenziali contenuti nel Decreto Legislativo emanato dal Governo. Infatti, poiché tale nuova disposizione viene riservata esclusivamente agli intermediari in sez. A (Agenti) ed agli intermediari in sez. E (Subagenti e produttori), determina di fatto un diverso trattamento tra le fattispecie di Intermediari a favore tutti gli altri soggetti iscritti al R.U.I. (broker, sportelli bancari e postali e intermediari accessori).
"Sottolineo inoltre - prosegue Demozzi - che i collaboratori iscritti alla sezione E del RUI che operano contemporaneamente per conto di iscritti alla sezione A ed iscritti alla sezione B del RUI sono tenuti ad una doppia disciplina, certamente generatrice di disservizio e difficoltà applicative. Inoltre, sempre sotto l'aspetto degli ostacoli alla concorrenza nel nostro mercato assicurativo, appare evidente come le norme riguardanti la modifica dell’Art. 117 C.A.P. siano potenzialmente in grado di impedire l'operatività in regime di plurimandato, con ciò ingessando la concorrenza ed inducendo gli Agenti ad operare in esclusiva per una sola compagnia, comportamento questo più volte condannato sia dal Legislatore che dall'Autorità Garante della Concorrenza. Chi opera in plurimandato, infatti, è solito  incassare normalmente dai propri clienti un unico pagamento a fronte di più contratti assicurativi sottoscritti con più compagnie: la conseguenza dell’attuazione pratica di quanto previsto dal Decreto in oggetto è che gli Agenti saranno costretti ad incassare, per le diverse polizze di un medesimo Cliente, una pluralità di pagamenti e cioè un pagamento per ogni compagnia con cui il medesimo cliente abbia sottoscritto ciascuna singola polizza. Lo svantaggio operativo e dunque concorrenziale per gli agenti, specie quelli plurimandatari, è palese e discriminatorio".
Da ultimo una riflessione sulla diffusione nelle agenzie di sistemi di pagamento diretto all’impresa (come i POS direzionali, la mensilizzazione con accredito diretto alla compagnia, ecc.). Tutte soluzioni che probabilmente "hanno favorito, se non indotto, l’inserimento nel Decreto della disposizione che vieta il conto corrente separato agenziale intestato all’agente".
La posizione del Sindacato nei confronti di tali strumenti di disintermediazione, rimane fortemente negativa.
"E’ nostra intenzione - conclude il Presidente nazionale Sna, Claudio Demozzi - coinvolgere l’intera Categoria nello stato di agitazione e dare a tutti i colleghi una sufficiente informazione sulla gravità del momento. Anche con la collaborazione dei Gruppi Aziendali Agenti, il cui Comitato ha condiviso la mozione conclusiva del Comitato Centrale Sna e dunque la dichiarazione dello stato di agitazione".
A supporto delle iniziative sindacali messe in atto da Sna, il Presidente Demozzi invita tutti gli agenti a inviare agli indirizzi di Ivass e MI.SE. il documento allegato. La battaglia è appena iniziata.
Luigi Giorgetti


SCARICA IL TESTO DELLA LETTERA DA INVIARE A IVASS E MI.SE.