Menu

Poste Italiane sempre più bancassicurazione e meno servizio pubblico essenziale. In vista alleanze strategiche con Unipol e Generali? In evidenza

Poste Italiane sempre più bancassicurazione e meno servizio pubblico essenziale. In vista alleanze strategiche con Unipol e Generali?

MILANO - Che fare dei quasi 13.000 sportelli postali disseminati in tutta Italia e dei 141.000 dipendenti quando il mercato tradizionale entra in crisi e la tecnologia soppianta interi comparti business? E' la domanda alla quale il management di Poste Italiane sta cercando di dare risposte da un ventennio. Parola d'ordine: diversificare. Un processo difficile, soprattutto perché lento. Ma il mercato si evolve ed occorre fare in fretta per non finire nei guai. Oggi la strategia di Poste Italiane non è quella di aggredire il mercato direttamente, quanto di stringere alleanze strategiche, magari con colossi del calibro di Unipol e Generali. Il "Leone" interessato a potenziare la vendita di propri prodotti Rcauto, la compagnia guidata da Cimbri propensa ad espandere gli altri rami. Con buona pace delle promesse quotidiane fatte alle rispettive reti agenziali tradizionali circa la centralità di queste ultime.
Lo Stato ha da tempo favorito questa trasformazione. La privatizzazione delle Poste si inserisce in tal contesto. Da qui la chiusura degli sportelli nelle zone periferiche perché considerati in perdita o poco remunerativi, da qui il trasferimento di personale e gli accorpamenti in una logica che non ha più quasi nulla di "servizio pubblico essenziale". 
Un po' di storia: nel 1998 il Governo di Romano Prodi incaricò l’ex ministro Corrado Passera di risanare i bilanci di Poste Italiane (in profondo rosso): questa operazione significò, oltre ad una innovazione tecnologica complessiva, che trasformò Poste nella rete informatica più vasta d’Italia, un taglio di personale di 22mila unità. Nacque così BancoPosta, con gli attuali 140 mila dipendenti e 33 milioni di clienti, di fatto la banca più grande d’Italia (con i suoi 500 miliardi di euro di depositi). Nel 2011, quando si aprì il mercato anche ad altri operatori privati per la fornitura di servizi postali, Poste Italiane cominciò a trasferire il grosso dei suoi affari nella finanza, diventando in breve tempo la più grande bancassicurazioni del Paese. Nel 2015 il Governo di Matteo Renzi ha avviato la quotazione di una tranche del 35% delle sue azioni. Poste oggi fa soprattutto banca e assicurazioni, ha dichiarato 33 miliardi di euro di ricavi: di questi, 20 miliardi sono premi assicurativi. Il servizio postale tradizionale in bilancio pesa appena il 10% del totale.
Luigi Giorgetti

6 commenti

  • Elia
    Elia Domenica, 15 Aprile 2018 08:18 Link al commento

    nei piccoli centri rischio chiusura agenzie e sub agenzie, il futuro sarà durissimo

  • Incazzato
    Incazzato Sabato, 14 Aprile 2018 18:37 Link al commento

    la politica dovrebbe preoccuparsi di salvare il lavoro ai piccoli imprenditori come gli agenti di assicurazione, non di creare un mercato sempre più monopolistico in mano a due o tre enormi banche!!!

  • Michele
    Michele Sabato, 14 Aprile 2018 16:46 Link al commento

    e il servizio PUBBLICO di consegna della corrispondenza? Meglio trasformare in banca-assicurazione e poi in qualche anno lasciare anche a casa i dipendenti, postini ecc. ecc. ecc.; strani Governi particolarmente attenti al sociale...

  • Aldo
    Aldo Sabato, 14 Aprile 2018 16:03 Link al commento

    complimenti, sarebbe come privatizzare gli ospedali pubblici e poi autorizzarli a vendere automobili... bella roba!!!

  • Maria
    Maria Venerdì, 13 Aprile 2018 19:20 Link al commento

    Mostruoso !

  • Antonello
    Antonello Venerdì, 13 Aprile 2018 19:01 Link al commento

    Mamma mia....!

Lascia un commento

ATTENZIONE :
L'IMMEDIATEZZA DELLA PUBBLICAZIONE DEI VOSTRI COMMENTI NON PERMETTE FILTRI PREVENTIVI.
UTILIZZATE QUESTO MODULO ANCHE PER SEGNALARE EVENTUALI COMMENTI INAPPROPRIATI, OFFENSIVI O GIUDICATI DIFFAMATORI IN MODO DA POTERLI INDIVIDUARE ED ELIMINARE TEMPESTIVAMENTE.
GRAZIE DELLA COLLABORAZIONE.

Torna in alto

Deprecated: preg_replace(): The /e modifier is deprecated, use preg_replace_callback instead in /web/htdocs/www.snachannel.it/home/libraries/joomla/filter/input.php on line 697

Deprecated: preg_replace(): The /e modifier is deprecated, use preg_replace_callback instead in /web/htdocs/www.snachannel.it/home/libraries/joomla/filter/input.php on line 700