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Le compagnie pongono a parole gli agenti al centro della distribuzione e nel contempo fanno l’occhiolino a Poste Italiane In evidenza

Le compagnie pongono a parole gli agenti al centro della distribuzione e nel contempo fanno l’occhiolino a Poste Italiane

MILANO - Quella di Poste Italiane è una storia emblematica di come si gestisce per oltre un secolo il servizio pubblico essenziale in monopolio accumulando 1 miliardo e mezzo di debiti, peraltro con una qualità dei servizi postali tra le più basse d’Europa, per poi trasformarla in società per azioni e risanarne il bilancio attraverso un piano di forte diversificazione, associato a tagli drastici del personale e altre forme di macelleria sociale, come la precarizzazione di tutte le nuove assunzioni e la chiusura di numerosi sportelli periferici considerati poco remunerativi, se non addirittura in perdita.
Banca, assicurazione, telefonia mobile, energia, sono le nuove frontiere del business industriale e già da anni Poste Italiane si colloca al primo posto tra i grandi operatori postali europei in termini di tasso di redditività. Fatturato in ascesa e una striscia di utili annuali davvero ragguardevoli provenienti, in massima parte, dall’attività bancaria e assicurativa. Che cosa è rimasto dell’iniziale servizio postale? Assai poco, tanto che oggi esso rappresenta appena il 10% degli oltre 33 miliardi di ricavi. E non c’è dubbio che un player di queste dimensioni, con 14.000 uffici sul territorio nazionale e 140.000 dipendenti, spaventi l’intermediazione professionale, non soltanto nella raccolta vita, ormai appannaggio principale del settore bancario e postale appunto, ma anche nella raccolta danni e auto.
Non si tratta però soltanto di una questione corporativa, quanto piuttosto di un vero problema sociale derivante dal diffuso disservizio cui sono sottoposti gli utenti. Ci riferiamo al disagio provato ogni giorno da ciascuno di noi a causa delle file interminabili alle quali siamo costretti se vogliamo spedire o ritirare una raccomandata, essendo la quasi totalità degli sportelli dedicati alle operazioni bancarie e finanziarie. Ma anche alla difficoltà di accesso al servizio per le popolazioni residenti nei territori periferici o disagevoli e per i cittadini che hanno problemi di età o di salute a spostarsi per raggiungere le aree servite, difficoltà che sarà aggravata con le imminenti 500 chiusure e 600 “razionalizzazioni” di uffici postali annunciate dall’Ad Francesco Caio.
Il comportamento di Poste Italiane sembra apertamente in controtendenza con la risoluzione adottata alla fine dell'anno scorso dal Parlamento UE sull’applicazione della direttiva in tema di servizi postali che obbliga gli stati membri a coprire anche le zone più remote, a fare in modo che i prezzi siano accessibili e a garantire la consegna almeno 5 gg. su 7 a ogni cittadino europeo. In Europa c'è un solo Paese, l'Italia, ove la consegna di lettere e giornali è garantita soltanto a giorni alterni e il 25% della popolazione non può contare sulla consegna 5 gg. alla settimana. Possiamo pertanto immaginare che siano in arrivo le solite sanzioni applicate agli stati inadempienti da parte della UE. In definitiva se le Poste si dedicassero un po’ meno a distribuire polizze rami danni, compresa l’auto, visto che i propri dipendenti non dispongono della necessaria professionalità per affrontare un mercato così complesso e tornassero a fornire un servizio postale più adeguato ne guadagnerebbero tutti, cittadini e intermediari professionali.
Che cosa faranno dal canto loro le compagnie che inneggiano alla centralità degli agenti nei loro asset industriali in occasione di ogni convention? Vedremo, ma intanto Generali interessata alla Rcauto e Unipol agli altri rami, sono già pronte a sviluppare un’alleanza strategica, nonostante si dimostrino molto sensibili alla fedeltà delle rispettive reti agenziali. Niente di nuovo sotto il sole: esclusiva zoppa che esce dalla porta e rientra dalla finestra. 
Roberto Bianchi

6 commenti

  • Silvio
    Silvio Martedì, 01 Maggio 2018 17:46 Link al commento

    La capillarità di poste e gruppo intesa appena saranno a regime eroderanno rapidamente gran parte dei nostri portafogli ? Tariffe aggressive ? Mi chiedo anche queste cose. Ma come faremo a sopravvivere ?

  • Sveglia!!
    Sveglia!! Martedì, 01 Maggio 2018 15:12 Link al commento

    GENERALI e UNIPOL, ho letto bene sulla stampa ieri? e cosa stanno facendo i gruppi agenti di queste compagnie per contrastare questa alleanza strategica con le poste che renderà secondarie le reti agenziali di queste compagnie?

  • Michele
    Michele Martedì, 01 Maggio 2018 10:50 Link al commento

    che futuro avremo noi AGENTI ? quanto dureremo ? qualcuno inizia a parlare di "doppia intermediazione" agente-subagente sul cliente; forse per dire che le figure "subordinate" sono anch'esse dei costi ?

  • Fabrizio
    Fabrizio Lunedì, 30 Aprile 2018 22:34 Link al commento

    se avessero coraggio i gruppi agenti Unipolsai e Generali dovrebbero mettersi di traverso e ostacolare le compagnie in questi progetti, ma ci resta proprio solo il sindacato a fare qualcosa

  • Filippo A.
    Filippo A. Lunedì, 30 Aprile 2018 20:56 Link al commento

    Cmarosa e il GA.GI cosa hanno da dire? Naturalmente nulla, almeno credo... Mai contro mamma Generali...

  • Caterina
    Caterina Sabato, 28 Aprile 2018 13:42 Link al commento

    Cari amici conta solo fare utile e abbattere i costi per le compagnie. Solo e unicamente profitto.

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