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“Il cambio delle serrature di Generali”, un caso che impone numerose riflessioni In evidenza

ROBERTO BIANCHI, DIRETTORE RESPONSABILE DI SNACHANNEL ROBERTO BIANCHI, DIRETTORE RESPONSABILE DI SNACHANNEL

“Vogliamo costruire un rapporto di fiducia e di lungo termine con le persone, siano essi dipendenti, clienti o stakeholder”. Questa la dichiarazione di apertura del capitolo dedicato dalle Generali ai Valori nel sito istituzionale e sono sicuro che la nobile signora triestina intenda mettere gli agenti in testa agli stakeholder, in quanto soggetti pienamente coinvolti nell’attività dell’impresa e portatori primari di interesse aziendale.
Senonché leggo nel portale di un noto studio professionale di consulenza, segnalatomi da un collega, che un agente, revocato a sua insaputa proprio dalla mandante Generali, ha appreso la notizia della sua revoca dalla copia della mail, inviata sulla pec di agenzia e non sulla sua personale, consegnatagli dal personale della compagnia piombato sul posto con invidiabile puntualità. Per intenderci, tutti in agenzia hanno potuto leggere la notizia tranne il diretto interessato al quale era stata annullata la password di accesso prima ancora che ricevesse la comunicazione in fotocopia. Oltretutto gli scrupolosi ispettori, si presume nel rispetto delle istruzioni ricevute, hanno ordinato all’agente revocato la consegna delle chiavi dell’ufficio e risposto la sostituzione della serratura, in aperta violazione degli impegni assunti da Generali nel 2014 con l’Antitrust in tema di rinuncia al preteso diritto di subentro nei locali agenziali, anche se previsto da patto trilatero contenuto nel contratto di agenzia. Come potrebbe d’altro canto l’agente esprimere le proprie decisioni in merito all’utilizzo dell’ufficio se viene sbattuto fuori senza alcuna esitazione prima ancora della riconsegna?
Posto che tutto ciò sia vero - la suddetta società di consulenza riferisce peraltro di analoghi episodi in occasione dei quali avrebbe sventato, grazie al suo intervento, il tentativo del colosso assicurativo triestino di farsi riconsegnare le chiavi di altre agenzie - potrebbe sembrare che gli agenti in realtà non rientrino tra gli stakeholder con i quali costruire quel rapporto fiduciario di lungo termine enfatizzato in precedenza, forse in quanto considerati soggetti ibridi, a metà strada tra i dipendenti (a stipendio) e i para-subordinati (a provvigioni).
Non rileverebbero infatti, nella fattispecie, le motivazioni che hanno indotto la mandante a revocare il suo agente, quanto piuttosto la palese violazione del suo diritto di proseguire la propria attività nei locali in uso e nel contempo la presunta irregolarità della procedura di notifica, potenzialmente resa nota a terze persone, ma non all’interessato, che nel frattempo era stato privato dell’accesso alla posta elettronica residente nel sistema informativo aziendale.
Pur non volendo entrare nel merito degli eventuali illeciti di natura civile e penale che esulano dalla mia competenza, mi sono comunque posto una domanda: l’agente, per la difesa dei suoi interessi, si è rivolto soltanto alla società esterna o anche al Gruppo agenti? Lo studio di consulenza dichiara infatti nella pagina di presentazione della propria attività di essere “in grado di garantire tempestivamente presso la vostra agenzia, ovunque voi siate sul territorio nazionale, la presenza di un nostro consulente…”, ma questo compete istituzionalmente al Gaa. E anche alla rappresentanza sindacale, tanto che lo Sna mette in atto questa azione di forte e diretto sostegno sul campo ogni volta che da un iscritto perviene la richiesta di tutela sindacale per presunte violazioni dei suoi diritti da parte di una o più mandanti.
Ah, già, dimenticavo, trattandosi di un’agenzia Generali può darsi che l’agente fosse iscritto all’associazione minoritaria e in effetti, essendo il presidente di Anapa anche presidente del Gagi, chi meglio di lui potrebbe risolvere il contenzioso nato con Generali Italia Spa?
O no!
Roberto Bianchi

17 commenti

  • Davide
    Davide Domenica, 20 Maggio 2018 22:02 Link al commento

    grande Bianchi, ottimo articolo ed ottime riflessioni! Chi non le capisce, non è degno di leggerle...

  • Libero
    Libero Venerdì, 18 Maggio 2018 11:24 Link al commento

    CAPUTO lascia stare, penso che la stragrande maggioranza di chi legge sia d'accordo con il direttore Bianchi, per ovvi motivi. Tu non lo sei, per motivi altrettanto ovvi...

  • Michela Mari
    Michela Mari Venerdì, 18 Maggio 2018 09:02 Link al commento

    Capito rischi di essere patetico...

  • Antonio Caputo
    Antonio Caputo Giovedì, 17 Maggio 2018 18:26 Link al commento

    Onestamente, Sig. Bianchi, ho riletto attentamente il suo editoriale, il mio commento e la sua replica......partirei da quest'ultima, nella quale mi accusa di scarso equilibrio ideale, di obiettività ideologica compromessa e di mistificare la realtà!!
    Premesso che il mio contributo non è stato di certo "Ideologico" (ho riferito fatti oggettivi), né fazioso (le intemperanze da stadio non mi appartengono, sia per cultura che per genuino spirito decubertiano ), vorrei dimostrare quanto lei continui comunque a perseverare nell'errore, analizzando proprio i tre punti della sua disamina dei fatti:
    1) il collega revocato sarebbe risultato "difendibile" allorquando si fosse rivolto al suo gruppo agenti (che non è il GA-GI) o al suo sindacato (che non è ANAPA) per denunciare il caso in specie, cosa peraltro mai avvenuta con i citati soggetti (e come allora avrebbero potuto entrambi attivarsi in sua difesa??) Egli ha preferito rivolgersi ad una società di consulenza esterna e comunque a prescindere da ciò il collega merita piena solidarietà e sostegno; nessuno ha mai affermato il contrario;
    2) il cambio della serratura è una prassi deprecabile senza se e senza ma, e a maggior ragione risulta deplorevole il suo evidente tentativo di attribuire ad altri colleghi (io sono uno di questi) con ruoli dirigenziali negli organi di rappresentanza, una silente connivenza con la mandante in questo orrendo modus operandi, insinuando nei lettori del suo editoriale questa percezione e creando un importante danno di immagine e reputazionale agli stessi colleghi; ciò nonostante anche io auspico sempre contributi pacati e riguardosi del prossimo, anziché arringhe in tribunale, nel rispetto reciproco delle idee reciproche e della libera espressione (sempre che la stessa non alteri però la realtà dei fatti come in questo caso);
    3) la tesi che un collega con mandato Generali, a prescindere dall'ex brand di appartenenza, debba innescare una difesa d'ufficio del gruppo agenti storico, al quale egli non appartiene, o al sindacato generalista, nel quale egli e l'eventuale suo vero gruppo agenti non si riconosce, è una tesi ideologica piuttosto fantasiosa ed un puro esercizio intellettuale, di fatto impraticabile ed utopico, per tentare di argomentare una difesa dopo un palese espediente giornalistico con il quale lei ha cercato di reinventare una notizia per creare discredito verso il GA-GI, ANAPA e quindi Cirasola, ma di fatto generando pericolosa disinformazione e allarmismo.
    A questo punto concludo con una legittima domanda: ma se "l'associazione minoritaria generalista" (pur non essendo informata) non ha assistito il collega, quali sono state, invece, le lungimiranti azioni del "principale sindacato di categoria" a difesa del collega contro Generali???
    Magari su questo potrà illuminarci e scrivere il suo prossimo editoriale.

  • Direttore
    Direttore Lunedì, 14 Maggio 2018 18:17 Link al commento

    Il pesante attacco personale ricevuto da Antonio Caputo meriterebbe di ricevere in Tribunale le mie numerose risposte, ma mi astengo dal farlo perché la linea editoriale è quella di garantire sempre la massima libertà di espressione, nella convinzione che il rispetto riservato alle idee altrui, senza filtri e censure di alcun genere, induca i lettori a postare commenti per lo più pacati e riguardosi delle persone.
    Dopo avere scavato fossati, elevato recinzioni invalicabili e riempito gli spalti di poliziotti in tenuta antisommossa, si sta diffondendo l’idea che i facinorosi del calcio si sconfiggano più sviluppando il loro senso di responsabilità che non reprimendoli: se ti lascio libero di decidere e non frappongo più barriere tra te e il campo di gioco, confido che tu abbia tanto buon senso da non invaderlo.
    Al pari di quanto sembrerebbe possa accadere presto negli stadi, all’interno quali non è escluso che qualche forsennato continuerà comunque a dare in escandescenze, anche noi lasciamo a chiunque la piena facoltà di dire la sua, convinti come siamo che la ragionevolezza collettiva e individuale finisca per prevalere, sebbene non sia possibile escludere che, ogni tanto, qualche lettore di scarso equilibrio ideale possa lasciarsi andare con insulti che si commentano da soli e non meritano neppure il tempo di una replica.
    Ciononostante mi piace sottolineare che i fatti sono fatti e non possono essere deformati neppure dai mistificatori abituali:
    1. il collega è stato revocato e quindi merita, almeno fino alla verifica approfondita delle reali motivazioni che spesso differiscono da quelle addotte dalle compagnie, il massimo della solidarietà; dal mio punto di vista la spiacevole locuzione “era indifendibile” deve essere cassata dal vocabolario dei sindacalisti,
    2. il cambio della serratura prima della riconsegna dell'agenzia è una pratica diffusa nel mercato e anche in Generali, almeno stando ai commenti postati dai colleghi in calce al mio editoriale e pertanto, prima ancora per motivi etici che politici, dovremmo avere la forza di affermare con la massima fermezza che si tratta di una prassi deprecabile,
    3. il collega revocato ripeteva un mandato Generali e il compito primario di un Gaa è quello di tutelare i diritti della propria rete agenziale, a prescindere dal brand industriale di provenienza, per cui ipotizzare che il presidente del Gaa storico e insieme anche dell’associazione minoritaria generalista abbia buon gioco nella mediazione con la propria compagnia a favore di un collega anche se non iscritto, non è affermazione strumentale o illogica.
    A prescindere da quanto sopra e almeno a giudicare dalle scomposte affermazioni del signor Caputo, la cui obiettività ideologica risulta troppo compromessa per essere presa in considerazione, devo supporre di avere colto nel segno.

  • Antonio Caputo
    Antonio Caputo Lunedì, 14 Maggio 2018 10:01 Link al commento

    Il tuo passo e chiudo non ammetterebbe repliche, ma permettimi di farlo, perché oltre alla calma ed alla pacatezza, occorre anche l’onesta’ intellettuale. Le mie saranno pure puntuali contestazioni ma la tua ricostruzione, dopo il primo fantasioso tentativo, caro Roberto, onestamente lascia più di un dubbio: nel 1998 Cirasola era nel Consiglio Direttivo, ma all’opposizione, quindi nell’impossibilità di seguire situazioni come quella descritta che ovviamente erano gestite in piena autonomia dalla Giunta Esecutiva e da presidente dell’epoca....la questione invece fu seguita dall’allora presidente dello SNA Ghironi e purtroppo non ebbe esito favorevole per il collega. Per quanto attiene le attuali strategie del gruppo, posso invece confermarti che con la nomina di Vincenzo, l’attività del Gruppo Agenti Generali è sempre stata caratterizzata dall’assistenza diretta e continua ai colleghi in difficoltà, basterebbe leggere le decine e decine di lettere e mail di ringraziamento di nostri colleghi che grazie all’attività del gruppo e in particolare modo di Cirasola, hanno potuto finalmente vedere la luce fuori dal tunnel. In fondo basterebbe riflettere sulla preferenza congressuale quasi plebiscitaria a lui riservata da tutti i colleghi da circa 15 anni, riconoscimento più che meritato per la sua pluriennale dedizione e responsabile gestione del gruppo. La stessa che oggi lo caratterizza anche come presidente di ANAPA. Quindi ti invito, al di là di commenti di bandiera e tifo da stadio, a non infangare un gruppo di colleghi ed in particolare il suo presidente, che tanto ha fatto e sta facendo per la nostra categoria.
    Grazie.

  • Roberto Soldati
    Roberto Soldati Domenica, 13 Maggio 2018 23:22 Link al commento

    Dopo le puntuali contestazioni del collega Antonio Caputo, ho avuto modo di ricostruire la vicenda, che riguarda una vergognosa vicenda di oltre n°20 anni fa, con il diretto interessato Massimo Fumagalli.
    Ho sbagliato e mi scuso dell' errore.
    Ricordavo, e mi sbagliavo, che al tempo Vincenzo Cirasola fosse già stato eletto Presidente del Gruppo Agenti Generali.
    Confermo però che, fin dagli inizi della vicenda, è stato Lui il referente del GAG con Massimo Fumagalli.
    Confermo quindi che il Gruppo, per il tramite di Vincenzo Cirasola, non fece nulla di concreto per cercare di risolvere con la Compagnia questa situazione.
    Questo per l'obiettività dei fatti che, giustamente, mi viene richiesta.
    Per quanto riguarda poi la "serenità, pacatezza e calma",la cui mancanza mi viene inoltre contestata, rilevo purtroppo che, anche se a distanza di vari decenni, la "strategia" delle Generali per risolvere situazioni di questo tipo non è cambiata.
    L'utilizzo del fabbro è sempre di moda.
    Idem, purtroppo, per quanto riguarda le strategie del Gruppo Agenti per contrastare queste incresciose situazioni.
    Nulla di concreto.
    Mi auguro di essere, in un immediato futuro, smentito dai fatti.
    Passo e chiudo.

  • A.M.
    A.M. Domenica, 13 Maggio 2018 22:02 Link al commento

    grande direttore, Roberto Bianchi, una penna che per alcuni risulta velenosa, specie per chi ha la coscienza sporca... Forza Bianchi continua così, non mollare mai

  • Aldo
    Aldo Domenica, 13 Maggio 2018 21:57 Link al commento

    forse Caputo è troppo distratto per ricordare la vicenda narrata da Soldati. E' vero che Cirasola non era ancora presidente del GAA, ma subito dopo si e si è anche interessato alla questione. Quel che scrive Bianchi pare sia tutto vero, tutto confermato. Semmai, dimostrate il contrario, non con le solite chiacchiere da bar o manie di persecuzione

  • Antonio Caputo
    Antonio Caputo Domenica, 13 Maggio 2018 20:54 Link al commento

    Scusa Angelo, ti ho chiamato Andrea...
    ma poi in fondo è il cognome che manca.....

  • Antonio Caputo
    Antonio Caputo Domenica, 13 Maggio 2018 20:46 Link al commento

    Una revoca di un collega è sempre un’evento traumatico e pertanto anche il solo parlarne senza essere assolutamente certi degli eventi non è rispettoso nei confronti di chi li subisce. Quindi per rispondere a Luca, i fatti e non le parole possono essere oggetto di valutazione obiettiva e non emotiva; in questa triste storia, al di là di come si siano realmente svolti gli eventi, resta il dramma del collega, con il quale non si può non essere pienamente solidali, ma anche l’abuso “giornalistico” (abusando anche dell’aggettivo che lo qualifica) di tale vicenda da parte di Bianchi per il solito becero strumentale attacco a Cirasola, che come appurato nulla c’entra, sia come presidente di gruppo agenti che come presidente di ANAPA. Infine un consiglio all’ex collega Andrea: intanto le accuse per essere puntuali devono riportare il nome ma anche il cognome di chi le muove, altrimenti risultano subito poco credibili perché non confrontabili ed eventualmente confutabili.....ma poi, solo per dovere di cronaca, ti ricordo che nel 2008 il tuo “amico” Vincenzo Cirasola era Vice Presidente dello SNA....sei sicuro di non voler rivedere la tua versione dei fatti?? Perché così com’è fa acqua da tutte le parti!!!!

  • Angelo
    Angelo Domenica, 13 Maggio 2018 00:33 Link al commento

    Da ex agente Generali, la prassi del fabbro arrivato 10 minuti dopo la revoca è una prassi capitata anche a me, nel 2008 ancora seduto (per poco) alla mia scrivania chiamai Cirasola pensando che il presidente del mio Gruppo a cui ero iscritto e che conoscevo personalmente mi desse una mano. Col cavolo, l'unica cosa che mi disse "mi dispiace, senti un po' lo SNA, loro ti indicheranno un avvocato". Grazie del consiglio, e calorosi auguri agli ex colleghi così ben tutelati

  • Guido
    Guido Sabato, 12 Maggio 2018 22:42 Link al commento

    Ci sono tanti giornalisti,qualcuno scrive sul Corriere della Sera qualcun'altro su Novella 2000 ...... diciamo che Bianchi non scrive sul primo ma forse anche sul secondo avrebbe qualche difficoltà a farsi pubblicare. In fin dei conti anche la peggior stampa scandalistica ha una sua dignità.

  • Luca
    Luca Sabato, 12 Maggio 2018 22:05 Link al commento

    Non mi sembra di leggere, neanche tra le righe del sempre brillante collega, che il fatto raccontato da Bianchi non sia accaduto come descritto.

  • Antonio Caputo
    Antonio Caputo Sabato, 12 Maggio 2018 21:31 Link al commento

    Rabbia, livore, rancore; ancora una volta, il sedicente “storico” Sindacato, tramite la voce del sedicente “editoriale del direttore Bianchi”, si trasforma nel solito triste e monotono attacco, a Cirasola, al Gruppo Agenti da lui presieduto e, perché no, anche ad ANAPA (che ormai a partire dal 2012, anno di costituzione, ci sta bene sempre, come il cacio sui maccheroni). Questa volta prende spunto da un caso di revoca di un agente di Generali Italia, come riportato da un articolo di un “noto studio professionale di consulenza” (non di uno studio legale?). Ma ciò che contraddistingue il vero giornalismo e la vera informazione sindacale dal chiacchiericcio scandalistico, è in primis la verifica della fonte, ma soprattutto l’approfondimento circostanziato della notizia. E allora, sarebbe stato il caso di verificare a quale ex brand di Generali appartenesse e a quale Gruppo Agenti il collega risultasse iscritto tra i vari ex brand, e a quale sindacato storico di categoria tale gruppo facesse da sempre riferimento?? Magari sarebbe venuto fuori un quadro totalmente diverso, o piuttosto che forse il collega non risultasse iscritto ad alcun Gruppo Agenti o Sindacato (e non per questo il caso divenisse meno meritevole di approfondimento.....forse non da Sna Channel però!!) E allora prima di scrivere sarebbe il caso di informarsi e documentarsi. Ma questi sono i comportamenti etici che appartengono ai veri giornalisti professionisti e non agli ex agenti, che hanno il rancore verso gli agenti di successo e le compagnie di assicurazione, in particolare le primarie, e che scrivono sul “giornalino” di propaganda.
    Così come improvvido risulta il commento di Roberto Soldati, ex collega di Generali, il quale avrebbe dovuto sapere che nel 1998 il presidente del Gruppo Agenti non era Vincenzo Cirasola, nominato qualche anno più tardi, solo nel 2002. Diceva Robert Ingersoll, politico ed abile oratore statunitense: “La rabbia è una raffica di vento che spegne la lampada dell’intelligenza. Nell’esaminare una questione importante si dovrebbe essere sereni, pacati e calmi.”
    E soprattuto obiettivi, aggiungo io!!
    O no!! 

  • Felice
    Felice Sabato, 12 Maggio 2018 19:35 Link al commento

    vero quel che scrive Soldati! Ma in Generali il Gruppo si comporta in modo MOLTO diverso dal sindacato nazionale agenti e questo comporta quanto ha ben descritto il direttore Bianchi

  • Roberto Soldati
    Roberto Soldati Venerdì, 11 Maggio 2018 20:32 Link al commento

    Questa vicenda me ne ricorda una analoga del 1998 con gli stessi attori.
    Da una parte Generali e Cirasola (allora come ora Presidente del Gruppo Agenti ).
    Dall'altra l'amico Massimo Fumagalli agente ad Ivrea (To).
    Fu una revoca ad nutum perchè il collega non accettava la perdita dell'esclusiva.
    Anche in quel caso mandarono i fabbri, cambiarono le serrature ed il Gruppo non fece nulla.
    Peccato però (per le Generali) che Massimo mandò i Carabinieri ( perchè si trattava di un abuso in quanto l'affitto dei locali era a intestato a Lui direttamente) ed il tutto andò sulla prima pagina del giornale locale.
    Ne seguì una serie di cause in cui Generali perse tutto quello che c'era da perdere e pagò molto.
    Cirasola se ne guardò bene dall'intervenire.
    Ora come allora ...

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