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Direttiva europea in materia di assicurazioni, due importanti novità in arrivo con oggetto la copertura minima e la sinistralità passata In evidenza

Direttiva europea in materia di assicurazioni, due importanti novità in arrivo con oggetto la copertura minima e la sinistralità passata

MILANO - La nuova Direttiva europea in materia di assicurazioni rappresenta davvero un cassetto pieno di novità. Una di queste riguarda l'armonizzazione delle polizze Rcauto in tutti gli Stati membri dell'UE. Un'attenzione particolare è stata riservata agli importi minimi delle coperture in caso di sinistro. In ogni Paese vige al momento un livello differente e la Commissione intende al più presto rivedere questo parametro, definendo un'asticella (al rialzo) per tutti uguali, in modo da evitare che, ad esempio in caso di incidente la vittima venga risarcita con importi differenti a seconda del luogo del sinistro (in Francia rispetto alla Germania o all'Italia).
Attualmente 13 Stati membri sono soggetti a importi minimi più bassi rispetto a quelli (più alti) previsti dalla Direttiva. Inoltre, a causa delle differenti date dei diversi Stati membri per il ricalcolo periodico degli importi minimi, permane un forte divario tra i Paesi membri che hanno beneficiato di periodi di transizione e tutti gli altri Stati. Si impone a questo punto una armonizzazione.
Altra novità nella nuova Direttiva è quella relativa alla cosiddetta "sinistralità passata", vale a dire la quantità e la qualità degli incidenti causati dall'automobilista nel corso del tempo. L’attuale direttiva - scrive la Commissione europea - dispone che gli Stati membri siano tenuti a garantire che l’assicurato abbia il diritto di esigere un’attestazione di sinistralità passata relativa agli ultimi cinque anni. Tuttavia, non vi è nessun obbligo per le compagnie di assicurazioni di tenere conto di tali attestazioni al momento del calcolo dell'importo dei premi. In sostanza, se un italiano stipula una polizza Rcauto in Francia (ad esempio perché abita al confine) l'assicuratore francese può non tenere conto del fatto che nei 5 anni precedenti l'automobilista non ha avuto incidenti. Ne deriva che al contraente italiano potrebbe essere chiesto di pagare - a parità di condizioni e sinistralità passata - un premio più alto rispetto a quello di un cittadino francese.
Come noto, ad oggi le attestazioni provenienti da un diverso Stato membro vengono ritenute dalle compagnie poco affidabili, se non addirittura volutamente mendaci ! Sicché la Commissione europea è intervenuta affermando che "per facilitare l’autenticazione delle attestazioni di sinistralità passata da parte degli assicuratori è utile che contenuto e formato siano gli stessi in tutta l’UE".
Luigi Giorgetti

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