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Innovazione “buona” e “cattiva”, Salvatore Rossi (Ivass): possibili rischi per chi si avvicina ai prodotti assicurativi in modo autonomo In evidenza

SALVATORE ROSSI SALVATORE ROSSI

ROMA - Se oggi 27 giugno, in occasione della presentazione della Relazione Annuale, l’Ivass richiama le opportunità per i consumatori connesse all’applicazione delle tecnologie digitali al mondo assicurativo – sostanzialmente riconducibili alla disponibilità di un’offerta ampia, varia e tagliata su misura, grazie ai dati disponibili per le compagnie assicurative – appare tuttavia consapevole dei rischi correlati. Al punto di dichiarare oggi – come da molto tempo ribadisce il Presidente nazionale Sna, Claudio Demozzi – che “l’innovazione va bene, purché sia buona, eticamente corretta e rispettosa dell’interesse generale”.
I pericoli individuati dall’Istituto di Vigilanza per i consumatori vengono sintetizzati nei rischi per i consumatori sicurezza dei dati, condotte sleali da parte di chi li assicura e marginalizzazioni dovute al digital divide.
Durante il briefing riservato alla stampa, abbiamo messo sul tavolo un’altra questione: ovvero se – anche senza tirare in ballo siti fraudolenti ed episodi di phishing – possa essere annoverata tra i potenziali rischi l’estrema facilità di autonomo e diretto accesso da parte dei consumatori a prodotti dei quali non necessariamente colgono bene il contenuto, le garanzie e le esclusioni e come eventualmente ovviare. Il Presidente Ivass Salvatore Rossi ha riconosciuto l’esistenza di questa possibilità: il consumatore può essere imbrogliato, deviato, o semplicemente non comprendere esattamente quello che sta facendo. La Idd, ha ricordato, si è posto questa problema ed afferma che le polizze devono essere il più possibili semplici e comprensibili. Non esiste la bacchetta magica, ha dichiarato, ma è vero che c’è sempre un conflitto tra l’obiettivo di essere completi e quello di essere semplici e comprensibili. Le Compagnie hanno stabilito autonomamente – ma spronate dall’Istituto - alcune linee guida per la semplificazione dei contratti, debbono ora iniziare ad applicarle e gradatamente adeguare i contratti. Secondo il Presidente Salvatore Rossi non si risolverà mai completamente questo problema,, ma si può molto attenuare.
È vero, la bacchetta magica non esiste.
L’intermediazione professionale, però, è una realtà. Non sarebbe più semplice ed efficace lavorare per mettere in grado il consumatore di godere di tutti i benefici dell’innovazione tecnologica senza dover rinunciare alla consulenza professionale?
Alessandra Schofield

1 commento

  • Alberto
    Alberto Venerdì, 29 Giugno 2018 07:08 Link al commento

    Ed allora perché non promuovere campagne di educazione sociale per spingere i consumatori ad evitare il fai da te e rivolgersi agli intermediari professionisti, invece che emanare regolamenti che, in barba alla IDD, consentono a chiunque di vendere qualsiasi cartaccia spacciandola per una copertura assicurativa?

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