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Nel 2017 Vita in calo per 3,5 miliardi di euro e Danni in aumento dell’1,1%. Occhi puntati sulla relazione del Presidente Ivass, Salvatore Rossi In evidenza

Nel 2017 Vita in calo per 3,5 miliardi di euro e Danni in aumento dell’1,1%. Occhi puntati sulla relazione del Presidente Ivass, Salvatore Rossi

ROMA - Le tecnologie digitali applicate al settore assicurativo al centro delle considerazioni sviluppate dal Presidente Ivass Salvatore Rossi in occasione della presentazione alla stampa e al mercato delle attività svolte dall’Istituto nell’anno 2017. L’Insurtech, la parola “passepartout che ha finito con l’abbracciare qualunque uso delle tecnologie digitali nel mondo assicurativo”, merita la massima attenzione in quanto, ha detto Rossi, capace di “ridisegnare l’offerta di prodotti assicurativi e la modalità distributive”. Le compagnie potrebbero infatti “accedere a un flusso, costante a e mai visto prima, di informazioni su abitudini, tendenze di acquisto, stili di vita, salute fisica dei clienti” e accrescere “la loro capacità di penetrazione se pronte ad approfittarne”.
È evidente che ciò pone seri problemi derivanti dal rischio di violazione della privacy, ma sarebbe sbagliato difendere “un piccolo mondo antico fatto di certezze e di rigidità dei ruoli. Sarebbe suicida oltre che sciocco”. Il regolatore deve quindi porsi il quesito su come sia “possibile mantenere un adeguato livello di tutela del mercato e dei consumatori, garantire un equo trattamento regolamentare di vecchi e nuovi operatori, evitando arbitraggi normativi ma senza frenare l’innovazione”.
Con questo passaggio il Presidente Ivass pone diverse questioni che meritano di essere sottolineate, a partire dalla tesi, più volte sostenuta dal nostro Presidente Demozzi e richiamata anche nell’altro articolo pubblicato in queste pagine, che “l’innovazione va bene purché sia buona, eticamente corretta e rispettosa dell’interesse generale” . Attenzione quindi, aggiungiamo noi, a quella tecnologia che reca vantaggio soltanto alle imprese impegnate oggi, come mai in precedenza, nel creare le condizioni ambientali favorevoli alla marginalizzazione degli agenti.
La seconda notazione che riteniamo di evidenziare consiste nella volontà del regolatore di garantire a tutti gli operatori un trattamento regolamentare equo, quasi ad ammettere che oggi il trattamento equo non sia a carico soprattutto degli intermediari professionali rispetto a quelli non professionali o addirittura accessori. Anzi è paradossale che gli agenti, i quali considerano la clientela parte inscindibile del proprio “capitale sociale” siano sottoposti a un impianto normativo che li impegna al punto da limitarne gravemente l’operatività e l’esercizio dell’impresa.
Il terzo aspetto riguarda l’equilibrio con il quale è necessario approcciare all’innovazione senza cedere a tentazioni conservatrici, ma anche senza intraprendere spericolate fughe in avanti come stanno facendo a nostro avviso le compagnie che sognano un mondo perennemente connesso in cui l’offerta professionale venga sostituita dalla domanda diretta della clientela. Questo più che futuro è fantascienza e guai a farsi prendere dalla frenesia virtuale che sta percorrendo i corridoi dei piani alti dell’industria assicurativa.
Il Presidente Ivass ha poi affrontato il tema delle regole internazionali per poi rivolgersi al mercato interno che fa segnare un arretramento significativo del settore Vita, i cui premi sono diminuiti nel 2017 del 3,6% rispetto all’anno precedente, pari a una flessione di quasi 3,5 miliardi di euro. In controtendenza i rami Danni che registrano un incremento si pure modesto del 1,1%, anche grazie allo stabilizzarsi del valore complessivo della RC auto, dopo un quinquennio, 2013-17, durante il quale il premio medio è sceso di oltre 100 euro.
Questi e gli altri argomenti contenuti nelle considerazioni del Presidente Rossi saranno oggetto di maggiore approfondimento all’interno del prossimo numero della rivista L’Agente di Assicurazione, in cui effettueremo anche l’analisi dei dati e dei temi contenuti nella Relazione annuale, allo scopo di trarre gli elementi di valutazione necessari alla corretta interpretazione degli andamenti di mercato e delle valutazioni effettuate dall’Istituto di vigilanza.
Roberto Bianchi

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