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Auspicabile una riflessione dell'Ania sui nuovi modelli distributivi: in pericolo gli intermediari professionali e le stesse compagnie In evidenza

CLAUDIO DEMOZZI, PRESIDENTE NAZIONALE SNA CLAUDIO DEMOZZI, PRESIDENTE NAZIONALE SNA

MILANO - A margine della Relazione Ania presentata ier (4 luglio, ndr) e del successivo dialogo tra la Presidente Bianca Maria Farina ed il Presidente Ivass Salvatore Rossi, abbiamo intervistato il Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi su alcuni aspetti emersi nel corso dell’evento. Vi proponiamo di seguito una parte del servizio, che troverete integralmente pubblicato nel prossimo numero de L’Agente di Assicurazione.
Presidente Demozzi, vuole commentare l'intervento in Ania del Vicepresidente del Consiglio, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali e Ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio, che ha speso parole di considerazione sull'importanza del settore assicurativo per il sistema Paese?
Il Vicepresidente Di Maio ha posto l'attenzione su alcune tematiche che dovranno essere oggetto di analisi, approfondimento e confronto con le Imprese, come ad esempio la corretta ed appropriata gestione dell'enorme mole di dati che le Compagnie possiedono sul conto degli italiani, sul loro stato di salute, sulle loro proprietà, sulle abitudini di guida, stili di vita, ecc. Così come ha parlato delle informazioni che le compagnie possiedono in tema di ambiente, calamità naturali ed altri fenomeni che interessano l'intera collettività. Non è entrato, credo volutamente, su alcuni aspetti critici di questi temi né su altre criticità che avrebbe potuto evidenziare, mantenendo un alto profilo istituzionale e proiettando il suo intervento soprattutto sul futuro, da vero politico navigato. La platea mi pare abbia gradito questa impostazione.
Durante la relazione presentata il 4 luglio, la Presidente Ania Maria Bianca Farina ha manifestato la propria preoccupazione per l'avvento sul mercato da parte dei grandi competitor digitali in quanto ritenuti non competenti sulle tematiche assicurative. Nessun problema, invece, a quanto pare, se a distribuire polizze sono gli operatori postali. Secondo lei, è possibile fare davvero un distinguo di questo tipo?
Sul caso Poste Italiane la mia opinione è nota, così come è nota la coincidente posizione formalmente assunta dal Sindacato Nazionale Agenti che ha presentato un esposto al Ministero competente (MEF) in persona del Sottosegretario di Stato On. Bitonci; è nota anche la posizione dell'Ania che formalmente ha chiarito di non poter entrare nel merito delle scelte strategiche delle singole compagnie associate. Credo che l'Ania dovrebbe dare maggiore spazio ad una riflessione, anche interna, su tutti i nuovi modelli distributivi che si stanno affacciando al mercato assicurativo italiano, con particolare attenzione per i casi di Poste, Intesa Sanpaolo, Coop, oltre che ovviamente Amazon ed altri grandi operatori digitali. Questi progetti non mettono in pericolo solo gli agenti ed i broker, ma anche le stesse compagnie, in particolare quelle piccole e medie. È interesse di tutti tenere sotto controllo il fenomeno e, ove possibile, limitarlo o per lo meno limitarne le conseguenze dannose, anche per i Consumatori.
Complessivamente, che impressione ha tratto dalla Relazione Ivass presentata nei giorni scorsi e dalla odierna Relazione Ania per quanto concerne la visione di Authority ed Imprese sul ruolo dell'intermediario professionale nel mercato dei prossimi anni?
Dovrei dilungarmi troppo per chiarire le mie personali impressioni. Il Sindacato effettuerà nei prossimi giorni delle valutazioni dettagliate sul contenuto delle due Relazioni. Certo, la prima superficiale ed immediata impressione è che si continui a trattare il servizio assicurativo, il contratto di assicurazione, alla stregua di scatole di tonno o pacchi di pasta esposti sullo scaffale di un supermercato, cioè alla stregua di prodotti materiali in vendita, facilmente comparabili e valutabili dal potenziale cliente. Così non è! Non mi stancherò mai di ripetere, anche alle Istituzioni, che il contratto di assicurazione è per sua natura un contratto complesso, dai mille risvolti e dalle enormi conseguenze nel caso di inadeguatezza o errata composizione. È anche per questo che c'è bisogno di rimettere in luce, anche alle Istituzioni, quanto sia indispensabile, insostituibile l'apporto dell'Intermediario professionale nell'incontro tra domanda ed offerta di polizze, per il miglior servizio al consumatore. Per il resto, in attesa che l'Esecutivo Nazionale svolga le valutazioni sopra dette, non posso che rilevare come alcuni passaggi del dr Rossi corrispondano alle perplessità da me più volte espresse, ad esempio in fatto di tecnologia "buona" e tecnologia "cattiva", così come alcuni passaggi della presidente Ania sulla tutela dell'ambiente e sull'importanza delle assicurazioni nel nostro Paese non possono che trovarmi d'accordo.
Alessandra Schofield

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