Menu

Corte di Cassazione, la responsabilità dell’avvocato in caso di lite temeraria ricade sull'assistito. I rischi ed i consigli legali In evidenza

Corte di Cassazione, la responsabilità dell’avvocato in caso di lite temeraria ricade sull'assistito. I rischi ed i consigli legali

MILANO - L’ordinanza n. 15209 depositata il 12 giugno 2018 censura la condotta dell'avvocato che propone un ricorso per Cassazione basato su motivi manifestamente infondati, con l'implicito, intento, potrebbe dirsi, di abusare del processo ovvero al solo fine di prendere tempo. In tal caso la corte stabilisce che:
1) si possa condannare la parte soccombente, per la condotta processuale del proprio avvocato;
2) la condanna prescinde dall'accertamento preliminare della sussistenza del dolo o della colpa: è sufficiente che la parte - o meglio il proprio avvocato - abbia posto in essere "una condotta oggettivamente valutabile alla stregua di abuso del processo", come aver agito "nell'evidenza di non poter vantare alcuna plausibile ragione".
Un esempio può chiarire l'assunto. Se Tizio:
a) ricevuta da Caio la fornitura di una partita di merce non la paga;
b) costringe Caio a promuovere azione giudiziaria nei suoi confronti per il recupero del prezzo della vendita;
c) resiste in giudizio - al solo fine di prendere tempo - sollevando eccezioni processuali (di incompetenza) infondate, di merito (compensazione con un suo precedente credito verso Caio) inesistenti, si potrà configurare una responsabilità sanzionabile dell'avvocato (che ricadrà in sentenza su Tizio, in quanto parte soccombente).
Il principio espresso dalla Suprema Corte, può essere riassunto nella massima che l'avvocato è sempre, e in ogni caso, chiamato a contemperare le esigenze del proprio assistito con quelle del sistema giudiziario, giacché "nella giustizia civile, il primo filtro valutativo - rispetto alle azioni ed ai rimedi da promuovere - è affidato alla prudenza del ceto forense coniugata con il principio di responsabilità delle parti".
La sentenza segue l'orientamento recentemente espresso dalle Sezioni Unite della Corte di Cassazione (n. 16601/2017) che ha ritenuto compatibile con l'ordinamento giuridico italiano il risarcimento c.d. 'punitivo' (tipico del sistema anglosassone che, per ampliare la funzione deterrente e sanzionatoria della responsabilità civile, prevede la risarcibilità del danno in misura maggiore rispetto all'effettiva perdita patrimoniale subita). Da un punto di vista pratico, la condanna per abuso del processo ricadrà in sentenza sulla parte, la quale potrà poi rivalersi nei confronti dell'avvocato. C'è da ritenere che qualora il legale non si sia cautelato, magari attraverso l'acquisizione di un consenso informato (ovvero provi di aver spinto la parte a desistere dall'intentare una lite temeraria), potrà essere chiamato a rispondere del danno dal proprio assistito. In tal caso, è logico dedurre, l'avvocato chiamerà in garanzia la propria assicurazione contro la RC Professionale (se non esclude espressamente i danni punitivi).
Un'argomentazione in più per convincere i più riottosi alla stipula della polizza, che - sebbene rappresenti un obbligo di legge - non prevede sanzioni, se non disciplinari, in caso di mancata sottoscrizione.
Avv. Pasquale Santoro

 

Lascia un commento

ATTENZIONE :
L'IMMEDIATEZZA DELLA PUBBLICAZIONE DEI VOSTRI COMMENTI NON PERMETTE FILTRI PREVENTIVI.
UTILIZZATE QUESTO MODULO ANCHE PER SEGNALARE EVENTUALI COMMENTI INAPPROPRIATI, OFFENSIVI O GIUDICATI DIFFAMATORI IN MODO DA POTERLI INDIVIDUARE ED ELIMINARE TEMPESTIVAMENTE.
GRAZIE DELLA COLLABORAZIONE.

Torna in alto

Deprecated: preg_replace(): The /e modifier is deprecated, use preg_replace_callback instead in /web/htdocs/www.snachannel.it/home/libraries/joomla/filter/input.php on line 697

Deprecated: preg_replace(): The /e modifier is deprecated, use preg_replace_callback instead in /web/htdocs/www.snachannel.it/home/libraries/joomla/filter/input.php on line 700