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Verifiche amministrative inquisitorie e verbali vessatori, perché non dire basta? In evidenza

ROBERTO BIANCHI, DIRETTORE RESPONSABILE SNACHANNEL ROBERTO BIANCHI, DIRETTORE RESPONSABILE SNACHANNEL

Chi non ha mai subito un’ispezione amministrativa alzi la mano. Bene, non vedo alcun braccio alzato e quindi devo supporre che tutti sappiate di cosa sto per parlare.
Una bella mattina, mentre sto consumando un cornetto (mi spiace per quelli che lo definiscono brioche, ma si chiama proprio cornetto la specialità pasticcera a forma di mezzaluna) e il simbiotico cappuccino (è questo il nome attribuito alla bevanda che ha un colore simile al saio dei frati minori cappuccini e non cappuccio come viene definito da alcuni), ricevo la telefonata della mia impiegata che mi informa della visita effettuata dall’ispettore amministrativo di una mandante. Sì’, è vero, non ho nulla da nascondere e tutto sommato l’occasione potrebbe risultare utile per eliminare tre o quattro quintali di inutile carta stipata negli armadi, ma chissà perché il cornetto e il cappuccino mi vanno subito di traverso.
Rientro con sforzata disinvoltura in ufficio e saluto con una cortesia altrettanto sforzata l’ispettore osservandolo attentamente per capirne le reali intenzioni. Lui, a sua volta, mi guarda dritto negli occhi per vedere se abbasso lo sguardo e quindi se ho qualche scheletro nell’armadio. Dopo questa prima patetica schermaglia psicologica da parrucchiere, lo faccio accomodare nella mia stanza con la speranza, subito frustrata dai fatti, di armonizzare con lui e di iniziare i lavori con sufficiente serenità.
Prima richiesta il saldo di cassa, che conosce benissimo e rappresenta quindi un retaggio rituale del passato remoto quando la compagnia non era collegata in tempo reale con ogni agenzia e, seconda richiesta stavolta intollerabile, l’esibizione dei movimenti bancari. No, i movimenti bancari del conto separato non glieli faccio vedere e so di fare bene perché ho la fidejussione e perché nel conto corrente sono confluiti anche i premi degli intermediari in A e in B con cui intrattengo collaborazioni e delle altre compagnie. Il sorriso sforzato dell’ispettore si smorza per trasformarsi in una maschera minacciosa e inizia un raffinato pressing emotivo affinché la mia resistenza crolli di fronte alla paventata ipotesi che un rifiuto possa mettere in discussione il rapporto fiduciario con la mandante.
Tutte sciocchezze, la compagnia sa bene che sto esercitando un mio diritto e lo sa anche l’ispettore, ma il problema vero è che, in realtà, il rapporto fiduciario non c’è mai stato e la verifica amministrativa è impostata su comportamenti, modalità e tempi che hanno caratteristiche marcatamente inquisitorie. A partire dal fatto che l’ispezione è avvenuta all’improvviso, senza la presa di un appuntamento, come sarebbe logico tra due soggetti, mandante e mandatario, legati da un rapporto di partnership. Inoltre sarebbe stato naturale che l’ispettore si fosse presentato nella mia agenzia con un elenco di verifiche e una volta terminate nel più breve tempo possibile, se ne fosse tornato da dove era venuto, consentendo a me e ai miei collaboratori di lavorare in santa pace. E invece no, ogni controllo è stato motivo di ulteriori accertamenti e ogni sbavatura è stata lo spunto per nuovi riscontri. Tutto arbitrario, senza uno scopo chiaro, in quanto scaturito al momento secondo il criterio vessatorio, quanto immotivato, che ogni sospetto è alimento per nuovi sospetti.
Un vecchio ispettore, quando ero giovane, cioè tanto tempo fa, mi ammoniva di non considerare e soprattutto di non trattare mai l’amministrativo come un “consulente” in grado di aiutarmi a correggere eventuali errori procedurali o gestionali. Di fatto la verifica è l’occasione per annotare con inchiostro indelebile nel dossier riservato, riguardante ciascuno di noi, ogni macchia nella carriera da utilizzare come una mannaia per decapitarci al momento giusto, se non addirittura nell’immediato.
Non la faccio lunga con la descrizione dell’estenuante controllo dei titoli, dell’analisi cavillosa di listati che spuntano fuori come funghi e mi soffermo soltanto sulla determinazione autoritaria di addebitare qualunque cosa nella contabilità di agenzia e sull’imposizione di effettuare nuovi stop di cassa che comprendano Partite non assicurative di vario genere, con relativo bonifico dei saldi alla compagnia. Tenete conto a questo proposito che, essendo plurimandatario e versando sul conto separato anche i premi che devo rimettere agli intermediari con cui collaboro, oltreché alle altre compagnie, l’ispettore mi sta ponendo nelle condizioni, se non metto prontamente le mani in tasca, di attingere al denaro che appartiene ad altri, oltreché non destinato al pagamento delle Pna, in aperta violazione delle norme codicistiche e regolamentari in tema di separazione patrimoniale.
Finalmente la procedura inquisitoria termina e l’amministrativo si accinge a togliere le tende, per la gioia del personale e in particolare della mia segretaria più esperta che ha tenuto per tre settimane tutto sotto controllo, accumulando uno stress persino superiore al mio. Deve essere ancora celebrato l’ultimo rituale, la lettura del verbale, quello ufficiale s’intende, dato che a quello riservato non avrò mai accesso. L’ispettore che ha messo del suo nel redigere il testo, descrivendo numerosi passaggi in modo persino più punitivo di quanto non abbia fatto a parole durante la verifica, me lo sottopone alla firma con ostentata noncuranza. A questo punto chiamo Luana e le chiedo di portarmi cortesemente il giornale di cassa per farlo firmare all’ispettore, il quale di rimando dichiara scandalizzato che lui non firma la mia documentazione.
Ecco, per lo stesso motivo io non firmo la sua e auspico che nessuno lo faccia, né quando il verbale è positivo, né quando descrive situazioni border line o che possano addirittura configurare violazione delle disposizioni interne dell’impresa o esterne delle autority.
Attenzione, cari colleghi, alle ammissioni implicite di responsabilità che possono costituire il prologo di sviluppi a volte letali.
Ma parliamoci chiaro, professionisti con decenni di esperienza sulle spalle, dotati di una elevata competenza e di una moralità specchiata come noi, possono sopportare ancora a lungo un tale affronto alla propria dignità personale? Io dico di no e voi?
Roberto Bianchi

12 commenti

  • Paolo
    Paolo Venerdì, 24 Agosto 2018 11:50 Link al commento

    Assurdo non prevedere casi specifici nell'Accordo ANA per cui una Compagnia (parte forte del contratto) può revocare un agente per giusta causa. Tale discrezionalità da alle Compagnie la possibilità di utilizzare verbali di ispezioni (scritti unilateralmente) dal quale emergano minime irregolarità amministrative per revocarle per giusta causa. All' Agente non è riconosciuta alcuna tutela per potersi opporre se non quella della giustizia amministrativa; troppo lunga e che mai potrà andare a ricostituire lo status quo.
    Purtroppo, ancora oggi, assistiamo a fenomeni di questo tipo che andrebbero contrastati con forza ed invece i gruppi agenti tacciono.

  • TURI
    TURI Domenica, 12 Agosto 2018 14:18 Link al commento

    buongiorno a tutti. vi racconto l’ultima verifica amministrativa. l’isp mi contesta la mancanza, in sette casi de questionario di adeguatezza. rispondo con una precisa nota, come da direttiva ivass, sulla non obbligatorietà dei questionari per le aziende di una certa dimensione è la conseguente minaccia di telefonare ai nostri consulenti (nostri SNA) risposta, dopo aver riscritto il verbale e sentita la direzione.... “chiedo scusa....” la verifica amministrativa è perfetta come al solito da lei..... IMPARIAMO A RISPONDERE COLPO SU COLPO CON CALMA E DECISIONE.

  • Tamoil
    Tamoil Giovedì, 09 Agosto 2018 16:11 Link al commento

    Per presa visione, con riserva di controdeduzioni......

  • Leonardo Alberti
    Leonardo Alberti Lunedì, 06 Agosto 2018 23:43 Link al commento

    Bellissimo articolo, utile ai tuoi colleghi! È esattamente così! Ho fatto tante ispezioni amministrative nella mia vita, ma con l'obiettivo di pulire le situazioni incasinate e non di trovare l'agente con "il sorcio in bocca"!

  • davide
    davide Lunedì, 06 Agosto 2018 13:55 Link al commento

    Buongiorno, vedo tanti leoni da tastiera, però anch'io in trent'anni ho ricevuto da puri molte visite ispettive, molto spesso come quelle argomentate ..Credo però che si possa migliorare, al solito, se si migliora il livello culturale, la conoscenza e quindi arrivo al punto...per favore Roberto, suffraga citando le norme il perché affermi che relativamente al tuo rifiuto di 'esibire il conto corrente.. "sto esercitando un mio diritto"... sai è piuttosto contraddittoria questa cosa e ci sono avvocati che affermano che tale non sia un diritto...grazie se avrei inteso nel giusto modo la mia richiesta - osservazione

  • Caterina
    Caterina Lunedì, 06 Agosto 2018 13:15 Link al commento

    Divulghiamolo il più possibile questo articolo ! Forza !

  • balilla
    balilla Lunedì, 06 Agosto 2018 12:06 Link al commento

    Perchè non reagisce nessuno a tali azioni vessatorie?
    Io le ho subite 45 anni fa e mi fanno ancora male.
    Se oggi fossi ancora Agente (ho già compiuto 74 anni)
    state tranquilli che reagirei non facendo finta di niente o facendo il democristiano (muro di gomma) come se niente fosse, ma prenderei un'iniziativa che l'ispettore e la mandante si ricorderebbero per lungo tempo. Sperando che sia il primo di una lunga serie di Agenti che si sono liberati della schiavitù alla quale sono costretti da persone frustrate ed invidiose che fanno del misero potere di cui investite dalle compagnie un'arma da usare con sadismo contro gli agenti che poi con il loro lavoro pagano loro lo stipendio. se non ci fossero stati gli agenti di assicurazione i vari dirigenti delle compagnie di assicurazione oggi andrebbero per cartoni. cari colleghi fatevi rispettare e tenete sempre in alto. la testa

  • Gustavo Sacchetto
    Gustavo Sacchetto Lunedì, 06 Agosto 2018 11:35 Link al commento

    Roba d'altri tempi. Il digitale viene sbandierato ai quattro venti solo per riempire agenti e clienti di messaggi ridondanti, non per una verifica dei flussi amministrativi e poi vuoi mettere la sensazione di potere che provano certe Mandanti a farti sentire il loro alito sul collo, soprattutto poi se lavori anche con Altri?
    Invocano la modernità, ma cercano in tutti i modi il rapporto subalterno, monodiretto, altro che partnership. Ormai siamo solo un canale distributivo (quanto odio questo termine!), uno dei tanti ed anche il rapporto privilegiato con i Clienti dà fastidio, è di impaccio.
    Se ha poi quasi 50 anni di onorata presenza su Piazza, poco conta, perché l'egualitarismo del mass market non guarda in faccia nessuno: tutti uguali, commessi viaggiatori in balia degli ispettori di turno, vuoi commerciali vuoi amministrativi, ragazzi per lo più con discutibile esperienza, ma pronti a farti le pulci senza rispetto alcuno, alla minima occasione, anche se fai il tuo lavoro (per il quale hai sputato sangue), con onorabilità è professionalità. Mala tempora currunt, caro Bianchi e riflessioni come queste vengono solo viste come vetuste e figlie di un'autonomia imprenditoriale che secondo Lorsignori, non abbiamo il diritto di avere.

  • Fedele
    Fedele Lunedì, 06 Agosto 2018 11:08 Link al commento

    grande articolo direttore! Sarebbe da inoltrare a tutti gli agenti d'Italia per un'attenta lettura!

  • Caterina
    Caterina Domenica, 05 Agosto 2018 11:21 Link al commento

    Dovremmo dire tutti NO !

  • Roberto
    Roberto Domenica, 05 Agosto 2018 08:36 Link al commento

    Hai ragione, basta !!

  • Alessandro
    Alessandro Sabato, 04 Agosto 2018 23:49 Link al commento

    Anch'io dico di no!

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