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Rcauto, l'UEA pubblica i dati (in decrescita) della raccolta premi delle compagnie telefoniche. Demozzi (Sna): senza gli agenti non si va lontano In evidenza

CARLO COLOMBO CARLO COLOMBO

MILANO - "Rcauto, oltre agli agenti (non) c'è di più", inizia con questo titolo la recente comunicazione di UEA, a firma del consigliere Carlo Colombo, tra l'altro noto militante Sna e membro della prestigiosa Commissione Rcauto del Sindacato nazionale agenti che si è occupata di molti aspetti tecnici riguardanti questo ramo assicurativo. I dati esposti da UEA, ottenuti rielaborando quelli Ivass, lasciano poco spazio ai dubbi. Le compagnie dirette, o telefoniche che dir si voglia, contrariamente alle previsioni di molti studiosi e dei super-manager delle grandi Imprese, in Italia non sono mai decollate e dopo vent'anni di investimenti molto rilevanti segnano già il passo, registrando risultati fortemente negativi.
Genertel (compagnia diretta di Generali Italia) presenta un imbarazzante -10,2% di raccolta premi sull'anno precedente; Verti (già Direct Line) un -8,7% di raccolta premi. Le compagnie dirette che segnano risultati positivi, come Genialloyd (+5,1%) e Linear (+13,7%) sono quelle che da alcuni anni si sono rivolte agli agenti, agli intermediari in carne ed ossa, rinunciando alla strategia iniziale che mirava alla totale disintermediazione della distribuzione tradizionale.
Non va meglio la bancassicurazione, nonostante i proclami roboanti e gli investimenti milionari per sfondare in un mercato che, evidentemente, non è quello immaginato dai super-consulenti aziendali e dai super-manager super-pagati delle grandi banche. Intesa Sanpaolo Assicura, ad oggi, detiene una quota di mercato dello 0,50% e nell'ultimo anno ha registrato un -2,2% negli incassi. Creditras, con la sua miriade di sportelli, in questi ultimi anni "si è guadagnata una quota di mercato dello 0,37%" che nel 2017 si è ridotta dello 0,7%. Axa Mps: "l'unione delle competenze e la capacità distributiva della storica banca ha rosicchiato, in questi anni, uno strepitoso 0,32% al mercato registrando un -7,3% nell'ultimo lustro", così esprime chiaramente il concetto la lettera di UEA.
La quota di mercato degli agenti, insomma, rappresenta ancora quasi il 90% del ramo Rcauto in Italia e ciò, ribadiamo, nonostante i ripetuti tentativi di disintermediare l'attività agenziale messi in atto da alcune grandi compagnie e da importanti agglomerati finanziari. Per il Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi, "questi dati confermano ulteriormente quanto a volte le previsioni delle grandi compagnie siano smentite dai fatti, o siano formulate in modo strumentale per indurre negli agenti comportamenti auto-lesionistici o per indurre questi ultimi ad accettare condizioni economiche e di lavoro che, se gli agenti fossero consapevoli fino in fondo della loro centralità, non accetterebbero mai!".
La Redazione

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