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La proposta Sna e le scie chimiche. Se si parla di Accordo Ana non sono accettabili giochi sulla pelle degli Agenti In evidenza

GIACOMO ANEDDA GIACOMO ANEDDA

Dai resoconti della stampa di settore, apprendiamo che Sna ed “Altri” stanno lavorando per la riapertura della trattativa con l’Ania, per il rinnovo dell'accordo del 2003 scaduto nel 2006. Letta in questo modo, la notizia potrebbe lasciare intendere e immaginare una qualche sinergia – seppur involontaria – tra i diversi soggetti di rappresentanza. Tuttavia se non ci limitiamo alla sola lettura dei titoli ma ci inoltriamo tra la cronaca, possiamo così avere modo di constatare che le cose stanno in maniera ben diversa: da una parte dello schieramento c’è lo Sna che, come da abitudine, affronta il problema di petto e con la massima concretezza, al contrario di altri soggetti di rappresentanza che pur pretendendo di essere considerati tali (vale a dire rappresentanti della categoria), perseverano nella impalpabile logica delle scie chimiche.
A beneficio di coloro che nonostante l’esperienza vissuta, credono ancora che i soggetti di rappresentanza siano sostanzialmente identici, vale sicuramente la pena evidenziare la diversità del modus operandi: da una parte vi è lo Sna che seguendo le indicazioni della base associativa e di concerto con i diversi gruppi agenti, ha dapprima dato vita ad una commissione composta da tecnici e giuristi, con l’incarico di riesaminare i vari punti dell'accordo del 2003 e, sulle basi delle conclusioni raggiunte, ha poi investito ufficialmente l’Ania con una proposta di riforma dell’accordo che tenga conto delle modifiche normative intervenute dal 2003 in poi: la legge Bersani, il Codice delle Assicurazioni, la legge Fioroni- Vicari, il Gdpr in tema di Dati, la Idd e in generale tutti i nuovi regolamenti a firma Ivass.
Al contrario proprio coloro che sino all’altro giorno accusavano lo Sna di essere irresponsabilmente assente sul tema dell’accordo, messi di fronte al fatto compiuto e in mancanza di una offerta da contrapporre, hanno pensato bene di descriversi impegnati in un pirotecnico tour sindacale che aveva il solo torto di non far visita proprio all’interlocutore principale, vale a dire l’Ania. Per il resto nessun documento, tanto meno un progetto ma nemmeno un promemoria da cui partire per poter immaginare una qualche trattativa.
A nessuno dovrebbe mai essere consentito di fare il politicante sulla pelle degli altri e meno che mai su quella degli agenti, sulle loro liquidazioni, sulla titolarità dei dati, sul fondo pensione e più in generale sui diritti acquisti. L’accordo Ana è una cosa troppo seria ed importante per tutta la categoria e non sono accettabili giochini politici tendenti a buttare fumo negli occhi senza esplicitare una vera proposta. È giunto il momento di prendere finalmente una posizione netta e dire chiaramente da che parte della barricata ci si riconosce, fermo restando che c’è sempre spazio per coloro che volessero migliorare ulteriormente le proposte Sna.
Giacomo Anedda

3 commenti

  • Gino
    Gino Giovedì, 20 Dicembre 2018 16:54 Link al commento

    Da anapa solo politicanti impalpabili.

  • Carlo Alberto
    Carlo Alberto Giovedì, 20 Dicembre 2018 12:59 Link al commento

    Condivido pienamente

  • Giustino
    Giustino Giovedì, 20 Dicembre 2018 11:16 Link al commento

    Il punto di Anedda è più che mai puntuale!
    Perché continuare ad alimentare l'associazione di Cirasola? Quali attività gli si possono accreditare per meritarsi sostegno? Si certo, si può dire che ha sottoscritto un contratto con la triplice accrescendo un "pochino" i costi agenziali, si può anche dire di aver creato un "certo imbarazzo" nel tentativo di smantellamento della prestazione definita del Fondo Pensione Agenti, si può anche affermare che è sempre pronto e disponibile alle "buone relazioni" industriali...
    A pensarci bene, oltre a qualche compassata nei giornali, in concreto? Ben ben poco... nulla!
    Che dire di un vicepresidente nazionale Sna (Cirasola), che nell'anno del signore 2012 è stato espulso dallo Sna con lodo unanime del collegio dei probiviri presieduto da Carla Maria Barin? Che avrebbe fatto bene a confrontarsi sul piano delle idee nell'ambito degli organismi associativi Sna piuttosto che creare "tanto rumore per nulla"!

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