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“Un regalo di Babbo Natale", così il presidente di un'associazione di rappresentanza degli agenti avrebbe definito la sentenza di condanna di un collega In evidenza

“Un regalo di Babbo Natale", così il presidente di un'associazione di rappresentanza degli agenti avrebbe definito la sentenza di condanna di un collega

Come commentare la notizia secondo la quale il presidente di un’associazione di rappresentanza della nostra categoria avrebbe gongolato, soddisfatto per una sentenza di condanna inflitta a un collega in tema di applicazione del CCNL? Se l’episodio fosse confermato, ci troveremmo di fronte ad una agghiacciante manifestazione di vergognosa e ingiustificabile bassezza.
Ma cosa è successo?
Alla vigilia delle festività di fine anno è giunta notizia che il Tribunale di Genova ha emesso una sentenza di condanna nei confronti di una società di colleghi, iscritti SNA, “rei” di avere applicato il CCNL sottoscritto dalla loro associazione di categoria. È una sentenza di primo grado, quindi non definitiva, per la quale sarà certamente presentato appello con il fondato auspicio che il giudice consideri le ragioni che, con questa unica eccezione, hanno determinato fino ad oggi soltanto giudizi favorevoli agli agenti. Tutti gli altri casi aperti, infatti, si sono conclusi positivamente già nella fase ispettiva da parte delle Direzioni territoriali del lavoro o, quando si è reso necessario ricorrere al giudice, con sentenze a favore degli agenti.
Non ci dilunghiamo a commentare l’innegabile fatto che le segnalazioni di irregolarità contributive spesso provengono da ispettori del lavoro - singolarmente concentrati presso poche Direzioni territoriali del lavoro - che applicano, nel valutare i contratti, criteri appartenenti a un’altra epoca. In tutta Italia, fortunatamente, la maggior parte dei loro colleghi tiene conto delle evoluzioni continue del mondo del lavoro, delle indicazioni provenienti dalle istituzioni, che in più occasioni hanno legittimato la rappresentatività della Confsal, co-firmataria con SNA del CCNL, ma anche dei segnali provenienti dallo stesso universo delle rappresentanze dei lavoratori, che vede il crollo verticale dei consensi – e di conseguenza della delega – verso i sindacati storici facenti parte della Triplice.
Ma torniamo alla vicenda del presidente di quell’associazione che avrebbe espresso soddisfazione nell’apprendere che il collega è stato colpito dalla dura e iniqua sentenza di condanna. Sembrerebbe addirittura che nel comunicare la notizia ai dirigenti della propria associazione, quel presidente abbia scritto di esserne “assai lieto” e che abbia definito questa sentenza come “un graditissimo regalo” nientemeno che di Babbo Natale!  Parrebbe addirittura che nella missiva a firma del presidente sia stato scritto che “come sempre i ‘furbetti’ dopo un po’ vengono beccati, invece la lealtà viene sempre riconosciuta e gratificata”!
Un collega colpito da un simile provvedimento merita sempre solidarietà, appoggio e comprensione e chiunque dovesse essere allietato dalle sue difficoltà dimostrerebbe una pochezza che lo renderebbe indegno di proclamarsi rappresentante della categoria della quale quel suo stesso collega fa parte. Ci consola la consapevolezza che un’associazione che dovesse fondare la sua esistenza su questi disvalori non avrebbe, fortunatamente, una lunga vita.
Non possiamo immaginare cosa possa essere passato per la mente dei colleghi destinatari di questa sentenza, giunta pochi giorni prima di Natale. Non possiamo sapere con quanta amarezza abbiano forse cercato di sorridere ai propri familiari, nascondendo la preoccupazione per questo duro colpo. Ma sappiamo che è nostro istinto e nostro dovere stringerci attorno a loro e farli sentire forti del nostro appoggio, capaci di continuare a lottare per i loro e per i nostri diritti. Questa è la differenza tra il Sindacato Nazionale Agenti e quel tipo di associazione! Questa è la differenza tra chi risponde a una vocazione di protezione, difesa, assistenza ai colleghi e chi risponde ad altre logiche che determinano atti e prese di posizione arroganti ed insensibili, se non addirittura indecenti.
Sinceramente vorremmo sbagliarci ed auspichiamo una, seppure improbabile, smentita.
La Redazione

6 commenti

  • Alessandra
    Alessandra Giovedì, 03 Gennaio 2019 11:14 Link al commento

    Ma quante ancora se ne devono sentire da questo brutto personaggio!
    Cari colleghi spendete meglio i vostri soldi!
    Iscrivetevi all’unico vero Storico e serio sindacato che ha sempre tutelato concretamente!
    Non buttate i soldi nel cesso!

  • un amico
    un amico Venerdì, 28 Dicembre 2018 22:32 Link al commento

    bene Carla Barin, ora che sai anche questa ennesima perla, impara a selezionare gli "amici", visto che come dici tu "sono per sempre" (?!)

  • Felixe
    Felixe Venerdì, 28 Dicembre 2018 17:48 Link al commento

    ..... Parole e comportamento ignobile!

  • Carla Maria Barin
    Carla Maria Barin Venerdì, 28 Dicembre 2018 15:50 Link al commento

    Non entro nel merito della sentenza in quanto non l'ho letta e non ne avrei , comunque, la giusta competenza, per valutarla. Entro però, a gamba tesa, sulla reazione di colui che, pare di capire, sia il Presidente.... di questi Colleghi. Terribile e deludente sul piano umano, inaccettabile sul piano associativo!!! Mai, dico mai, ci si può rallegrare dei disagi altrui. A parte che, trattandosi di un 1° grado, la situazione è auspicabile si possa ribaltare. Ma certo è brutto e squalificante, per un'intera categoria, vederci cos' acidi e velenosi, uno contro l'altro! Cui prodest? Solo alle Imprese!!!! Questa non è solo cattiveria al curaro ma, anche, stupidità!!!
    Si dice che Dio non paghi al sabato: ma, attenti, alla domenica arriva, puntuale come un orologio svizzero, la regolare fattura.
    Sempre che quanto letto corrisponda a verità!
    Auguri Colleghi genovesi: auspico un 2019, per voi e per le vostre famiglie, migliore. Un abbraccio dalla "vecchia" Barin

  • Alessandro
    Alessandro Giovedì, 27 Dicembre 2018 21:34 Link al commento

    Se la nostra testata pubblica una notizia del genere avrà sicuramente fonti attendibilisime. Ne consegue che ogni commento è superfluo per definire la frustrazione di un uomo che per sostenere il suo rancore da perdente calpesta tutto. Ancora una volta " Coso".... é più fortunato chi è odiato di chi odia. Un ultimo appello agli stolti della sua Corte.... Lui calpesterà anche voi sciocchi e pavidi servi.

  • Silvana
    Silvana Giovedì, 27 Dicembre 2018 12:38 Link al commento

    Indecente!

    Sento di fare un appello ai colleghi:
    NESSUNO VERSI PIÙ LA QUOTA A QUESTO BRUTTO ESEMPIO D’UOMO!

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