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Una pietra miliare nella vita del Comitato Sna dei Presidenti e Rappresentanti di Gruppo Aziendale. Summit a Milano In evidenza

DARIO PIANA DARIO PIANA

MILANO - Sarà che i vecchi marpioni hanno via via abbandonato il campo, o forse che in Sna si respira davvero un’aria di condivisione diffusa sui principali temi riguardanti la categoria, ma sta di fatto che partecipare agli appuntamenti del Comitato dei Presidenti e Rappresentanti di Gruppo Aziendale non è più una fatica come qualche anno fa. Finito il tempo delle schermaglie dialettiche, del confronto improntato alla volontà di non scoprire mai il fianco, del benaltrismo utilizzato come strategia per non esprimere con chiarezza il proprio pensiero, finalmente è subentrato l’entusiasmo di “entrare con due idee in una sala riunioni e uscirne con sei nuove apprese dagli altri partecipanti”, come ha detto con disarmante assennatezza uno dei partecipanti all’incontro condotto con sobrietà e insieme con autorevolezza dal Presidente del Comitato Dario Piana martedì scorso (6 marzo, ndr) a Milano presso l’Uptown Palace Hotel. Scomparsi i sorrisi sornioni di quelli che la sapevano lunga e subentrate le facce più aperte di coloro che magari ne sanno un po’ meno, ma hanno molta volontà di crescere in fretta, sono stati affrontati i temi più sentiti dagli agenti di assicurazione.
“Penso sia giusto sottolineare – è stato il commento di Giuseppe Rapa, componente dell’Esecutivo Nazionale Sna con delega al rapporto con i Gruppi aziendali, dopo la chiusura dei lavori - i grandi progressi sia in termini di presenze, quasi sempre totale, dei Gruppi Agenti ai lavori dei Comitati, convocati negli ultimi due anni, che in termini di qualità del dibattito sviluppato sui tanti temi affrontati, approdato, in tutti i casi, a conclusioni condivise, alle quali hanno fatto seguito concrete iniziative. Questo ritrovato clima di unità di intenti, fra i Gruppi Agenti e lo Sna, può essere considerato, senza dubbi, un punto di forza della nostra categoria e del suo Sindacato, appunto, lo Sna, che contribuirà fortemente al superamento dei grandi e gravi problemi che in questo periodo assillano la nostra categoria”.
Va inoltre posto in grande evidenza che al Comitato dei Presidenti dei GAA, organo statutario Sna, risulta di nuovo accreditata la quasi totalità dei Gruppi Aziendali Agenti con l’unica eccezione di rilievo, manco a dirlo, del GA.GI. di Vincenzo Cirasola.

Revoche
E come dovrebbe avvenire in un mondo normale, le idee espresse dai Presidenti di Gaa sono risultate convergenti sui temi all’ordine del giorno, primo fra tutti quello delle revoche, considerate un congegno ad orologeria pronto a brillare nei momenti cruciali, non tanto per punire coloro che sono fatti oggetto del provvedimento, ma per “educare” tutti gli altri. Pieno quindi l’appoggio alle azioni che lo Sna si appresta a mettere in atto per sterilizzarne gli effetti, nella convinzione espressa dal Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi che “non esistono interruzioni fisiologiche del rapporto di agenzia da parte della compagnia. Le revoche sono tutte patologiche, tanto quelle per giusta causa, quando è vera (e rappresentano la percentuale residua), quanto quelle ad nutum, tantopiù se giustificate dall’andamento tecnico come sta avvenendo negli ultimi tempi. Se un’agenzia non rende - ha aggiunto Demozzi - la responsabilità è da ascriversi unicamente alla mandante che crea i prodotti, li tariffa, disegna le strategie distributive territoriali e infine affida le flessibilità commerciali ai singoli agenti i quali si limitano soltanto a collocare le polizze alla clientela, peraltro nel rispetto delle griglie assuntive che vengono imposte dall’impresa”.
“Ma a prescindere dalle motivazioni”, ha concluso il Presidente Demozzi, “una cosa è certa: lo Sna e i Gruppi non possono condividere politiche aziendali indirizzate a eliminare una parte degli agenti allo scopo di generare ulteriori utili di bilancio, altrimenti si renderebbero complici di azioni che colpiscono gli iscritti e li danneggiano in molti casi in modo irreparabile. Un agente si iscrive alla rappresentanza aziendale e a quella generalista perché in circostanze drammatiche come la revoca si aspetta una risposta solidaristica che lo metta nelle condizioni di vedere effettivamente tutelati i suoi diritti e i suoi interessi".

Accordi integrativi e aumenti provvigionali
La necessità di un confronto costante con lo Sna in via preliminare rispetto alla sigla degli accordi integrativi è l’altro perno di convergenza delle posizioni espresse dai presidenti di Gruppo, i quali hanno condiviso la necessità che nessuno faccia fughe in avanti potenzialmente capaci di creare le condizioni per lo spostamento del negoziato su posizioni più favorevoli alle imprese. In effetti “da un po’ di tempo - ha detto Dario Piana – gli accordi aziendali sono sempre meno ricchi e collegati agli andamenti tecnici i quali, come detto a proposito delle revoche, dipendono in misura trascurabile dalle scelte assuntive operate dagli agenti”. “Bene”, ha detto ancora Piana, “è giunto il momento di rivendicare un aumento della remunerazione del lavoro svolto dagli agenti, soprattutto in considerazione delle provvigioni che le compagnie sono disposte a pagare a canali alternativi come banche e comparatori. Chiedere incrementi provvigionali e integrazioni previdenziali non è più un’eresia”. Tanto è matura questa ipotesi che un presidente di Gruppo, di cui non rileviamo l’identità essendo la trattativa ancora in corso, ha informato i presenti di avere ottenuto l’aumento di un punto percentuale delle provvigioni destinate ai rischi del ramo auto non colpiti da sinistro, mentre un altro, a sua volta, ha annunciato la conquista, a favore di ciascun iscritto, di una copertura Long term care e di una TCM a totale carico della mandante e fermi gli altri termini dell’integrativo.
Di contro è meglio non fare accordi, piuttosto che sottoscrivere un accordo cattivo. Nei negoziati aziendali le rappresentanze devono smetterla di rincorrere i falsi obiettivi proposti dalle imprese giocando sempre in difesa e passare piuttosto all’attacco a partire dall’aspetto economico, cioè dalla richiesta di aumentare i capitolati provvigionali.

Autonoma titolarità dei dati
Altro argomento spinoso quello dell’utilizzo dei dati forniti dalla clientela, visto il tentativo operato dalle maggiori compagnie di limitare l’autonomia degli agenti nell’utilizzo delle informazioni riguardanti i clienti, la loro composizione familiare, l’attività svolta, i beni di proprietà, il reddito personale e così via.
“Proprio perché le compagnie attuano strategie miranti a rendere superflui tanti di noi”, è stato detto in sala, “l’obiettivo dei Gaa deve essere quello di adottare strategie che ci rendano indispensabili: blindiamo la titolarità dati e oscuriamo agli occhi delle mandanti i collaboratori di agenzia, in modo da impedire il monitoraggio della loro produzione e l’acquisizione diretta dei migliori di essi da parte delle mandanti".

Proposta di rinnovo dell’Ana 2003
In tarda mattinata Corrado di Marino, Vice presidente nazionale Sna, ha esposto i criteri ai quali si è ispirata la commissione formata da componenti dell’Esecutivo Nazionale e del Comitato dei Gaa, oltreché da colleghi rappresentativi delle più varie tipologie di agenzia, nell’elaborazione della proposta di rinnovo dell’Ana 2003 che è stata inviata nel dicembre scorso alle imprese. “È la prima volta”, ha affermato Di Marino, “che lo Sna presenta una piattaforma spendibile e credibile sulla quale aprire il negoziato, mentre in precedenza aveva sempre lavorato sulle proposte dell’industria assicurativa”.
L’avvocato Gianluigi Malandrino ha poi illustrato con estrema chiarezza e con la competenza specifica acquisita nei rinnovi degli Accordi nazionali agenti imprese, i punti qualificanti della proposta che vanno dalla definizione dell’agente come consulente del cliente, al regime unico in plurimandato, all’autonoma titolarità dei dati del cliente, alle modalità di scioglimento del rapporto di agenzia, alle nuove regole riguardanti l’indennità di risoluzione e la rivalsa.
“Nonostante alcune compagnie abbiano informalmente fatto giungere segnali di apprezzamento della piattaforma sindacale, ha informato il Presidente Demozzi, lo Sna ha provveduto a sensibilizzare il mondo politico sulle stesse problematiche, ottenendo la presentazione di due Disegni di legge quasi contemporanei, il primo ad opera del sen. Andrea de Bertoldi al Senato e il secondo dell’on. Galeazzo Bignami alla Camera dei Deputati”. Entrambi hanno tra gli obiettivi principali quello di definire correttamente la figura consulenziale dell’agente di assicurazione e di fornire validità erga omnes all’Ana in vigore e a quelli che eventualmente dovessero succedersi nel tempo.

Casse di Previdenza Agenti
Il pomeriggio è stato infine dedicato alle Casse di Previdenza degli agenti, la cui ratio storica e giuridica è stata brillantemente illustrata dal Consulente Sna Domenico Fumagalli e dal successivo dibattito è emersa con chiarezza la convinzione comune che l’entità dei capitali affidati a queste associazioni non riconosciute prive di personalità giuridica, suggerisce la definizione di una prassi condivisa da tutti i rispettivi consigli di amministrazione. Due le decisioni adottate: la prima di replicare le occasioni incontro che costituiscono l’unica occasione di confronto tra i volontari che si impegnano per costituire un pezzo così importante della previdenza integrativa della categoria e la seconda di redigere un vademecum gestionale per la conduzione tecnico-normativa delle Cpa, imperniato sulle best practies del mercato.
Roberto Bianchi

1 commento

  • aldo
    aldo Giovedì, 07 Marzo 2019 17:37 Link al commento

    Va inoltre posto in grande evidenza che al Comitato dei Presidenti dei GAA, organo statutario Sna, risulta di nuovo accreditata la quasi totalità dei Gruppi Aziendali Agenti con l’unica eccezione di rilievo, manco a dirlo, del GA.GI. di Vincenzo Cirasola.

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