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Il Sindacato nazionale agenti scrive all'Ania: basta revoche per l'S/P. L'andamento tecnico compete esclusivamente alle imprese! In evidenza

CLAUDIO DEMOZZI CLAUDIO DEMOZZI

MILANO - Il documento è firmato dal Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi e dal Presidente del Comitato dei Gruppi Aziendali Agenti Dario Piana. Destinatario, l'Associazione delle Imprese di Assicurazioni (Ania). Una comunicazione che non lascia spazio agli equivoci, siglata congiuntamente da Demozzi e Piana, a testimonianza della piena condivisione sul tema e della conferma che il fenomeno dell’imputazione agli agenti degli andamenti tecnici negativi sta assumendo proporzioni allarmanti. "Gli Agenti nostri associati - si legge nella nota - continuano a segnalarci l’esercizio da parte di diverse imprese di revoche unilaterali motivate esclusivamente da un ipotetico andamento tecnico negativo delle agenzie interessate. Come ampiamente noto, il risultato tecnico della gestione assicurativa continua ad essere frutto di scelte e attività di pressoché esclusiva competenza delle imprese, solo in minima parte influenzabili dall'attenzione/selezione dei rischi in fase acquisitiva agenziale. L’offerta prevalente di polizze standard interamente predisposte dalle imprese, sia dal punto di vista formale che tariffario, l’assenza in larga misura di ogni reale autonomia assuntiva degli Agenti, sottoposti al vaglio preventivo degli Uffici Tecnici Direzionali su ogni rischio fuori standard, il controllo diretto e totale delle imprese sull’intero processo liquidativo, impediscono di fatto di imputare all’attività agenziale il risultato tecnico del portafoglio. Malgrado ciò, si continua ad assistere ad un improprio trasferimento del rischio d’impresa dalle compagnie alla rete distributiva".
"Il Sindacato Nazionale Agenti - prosegue la lettera all'Ania - intende denunciare e contrastare in ogni modo e in tutte le opportune sedi queste prassi che si stanno diffondendo in modo preoccupante".
Per il Presidente nazionale Sna Demozzi “l’andamento tecnico è sempre più legato alla politica tariffaria della compagnia, ai criteri assuntivi della medesima ed alle flessibilità concesse sui singoli casi proposti dagli Agenti. in un simile contesto, con prodotti ormai quasi esclusivamente standardizzati, non può certo essere addebitato in alcun modo agli Agenti il verificarsi di un andamento tecnico negativo, o di un sinistro catastrofale o mortale. Farlo è un abuso, una scorrettezza. Quando poi si arriva a chiudere un rapporto agenziale con questa motivazione, si supera la buona fede, si oltraggia la correttezza”.
Luigi Giorgetti

4 commenti

  • Paolo Clementini
    Paolo Clementini Martedì, 26 Marzo 2019 10:00 Link al commento

    Dovreste chiedere agli agenti della Fondiaria che 20 anni fà subirono il primo attacco . Io sono uno di quelli

  • Mauro
    Mauro Venerdì, 22 Marzo 2019 16:16 Link al commento

    Condivido contenuto della lettera del sindacato

  • balilla
    balilla Venerdì, 22 Marzo 2019 14:53 Link al commento

    I dirigenti delle compagnie da anni non ragionano più e sono in pieno marasma. man mano che si avvicendano gli ultimi distruggono il lavoro di chi gli ha preceduti ( sembra di vedere la tela di Penelope) L'unica cosa che i dirigenti sanno fare benissimo è prendere lauti stipendi e lo scarica barile sulle pelle degli agenti. La colpa dei loro fallimenti è sempre e comunque solo degli agenti che non hanno capito quello che avrebbero dovuto fare secondo le linee guida da loro impostate.
    Gli errori di valutazione globale del mercato e del corpo agenti che i dirigenti fanno con il loro micro cervelli non sono mai imputabili a loro, ma agli agenti di assicurazione che non hanno capito lo spirito dei loro nuovi progetti e non sono stati in grado di metterli in esecuzione. Da 50 anni la storia è sempre quella. L'anello debole è l'agente di assicurazione. I dirigenti parlano con il CDA della compagnia e spiega cosa vorrebbe fare. Il CDA riferisce ai proprietari ai quali non frega nulla di come i dirigenti dirigono la compagnia. Loro vogliono solo grandi profitti, ad ogni costo, e sulla pelle di chiunque ed in special modo sulla pelle degli agenti di assicurazione. Questa è la verità. fino a quando i proprietari delle compagnie non capiranno che il capitale più importante che loro hanno è la rete agenziale nulla cambierà. Caro sindacato invece di parlare solo con i CDA e/o con i direttori generali(che comunque sono stipendiati dai proprietari) cerca di parlare per lo meno una volta con i proprietari della compagnia spiegando loro che quando un collaboratore è contento rende moltissimo ben oltre il 200%. Questa è la mia modesta opinione. Caro Claudio hai tutto il mio appoggio. Cerca di creare una lobby degli agenti con presenza fissa in parlamento, capisco che è difficile ma penso che l'unica strada per poter risolvere i problemi di gran parte della categoria

  • PAOLO
    PAOLO Giovedì, 21 Marzo 2019 23:13 Link al commento

    PAROLE SANTE !
    MA ORMAI NON ESISTONO PIÙ L'ETICA E LA MORALE. SOLO BUSINESS E IL PIÙ DELLE VOLTE ANCHE ARROGANZA DI QUALCHE MANAGER O PSEUDO TALE.
    CORDIALITA'

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