Menu

Intervista al Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi: "Ora vi spiego i rischi sindacali che corre la nostra categoria" In evidenza

CLAUDIO DEMOZZI CLAUDIO DEMOZZI

MILANO - Nel suo intervento al congresso della associazione AUA, il Presidente Nazionale Sna Claudio Demozzi è sembrato piuttosto deluso per alcune scelte poste a base del nuovo soggetto di rappresentanza, arrivando a chiedere espressamente maggiore attenzione e partecipazione da parte degli stessi associati. Per cercare di capire meglio il pensiero del presidente Sna, gli abbiamo posto alcune domande.
Presidente Demozzi, durante il tuo intervento al recente Congresso fondativo di Aua che ha unito sei diversi gruppi agenti sotto un'unica rappresentanza, sei sembrato piuttosto ruvido Ed hai anche provocatoriamente chiesto alla sala: dove eravate? Perché?
Perché molti colleghi, seri militanti sindacali, quando partecipano alle riunioni Sna criticano aspramente le scelte dei loro presidenti di GAA a volte davvero con motivazioni fondate e convincenti. Poi però, quando partecipano agli eventi di quegli stessi Gruppi Aziendali Agenti, non trovano il modo, forse il coraggio, di prendere la parola e palesare le stesse critiche. Perché? Succede così che un presidente di GAA, magari in piena autonomia senza neppure passare dal suo congresso, decida di sovvenzionare la nascita di Anapa, i cui scopi e la cui ideologia non sono certo sconosciuti o da interpretare, con i soldi del Gruppo. E nessuno lo impedisce. Nessuno o quasi nessuno denuncia pubblicamente la cosa e nessuno sfiducia quel presidente di Gruppo, pur segnalando il grave fatto al Sindacato lasciando così che sia il Sindacato, e nella fattispecie il sottoscritto, a farsi interprete del pensiero e della rabbia dei colleghi. Questo atteggiamento è pericoloso, perché rischia di far passare troppe cose come questa di cui ho appena parlato, che fanno male alla categoria, che arrecano pregiudizio agli interessi di tutti gli agenti!
Come, per fare un altro esempio, le provvigioni variabili in base all'S/P. Molti colleghi hanno mal sopportato questo passaggio nel penultimo accordo integrativo Unipol, eppure solo dentro Sna questi colleghi hanno trovato la forza ed il modo di far esplodere la loro contrarietà. Certo perché in Sna esiste un'ampia democrazia e libertà di intervento, ma forse anche perché questi militanti spesso sono troppo prudenti quando vivono l'esperienza del Gruppo Agenti, Prima o poi il Sindacato queste cose le deve dire ai diretti interessati, o no?! Io non sono mai stato e non sarò mai un presidente da discorsi di circostanza. Dovevo portare questo messaggio, anche a rischio di attirarmi le ire, le antipatie di una parte della sala. La verità, si sà, a volte fa male, ma se dici la verità non corri mai il rischio di sbagliare. 
Più in concreto, quali rischi sindacali intravedi per la categoria.
Nel caso specifico della nuova associazione agenti UnipolSai, spero che aver rimosso dallo statuto di alcuni GAA l'automatica adesione a Sna non comporti in futuro la rinuncia a tale adesione. Spero anche che aver abbandonato la tradizionale definizione di Gruppo Aziendale Agenti, definizione che connota chiaramente il ruolo politico sindacale del Gruppo e la sua aderenza alla logica rivendicativa propria del Sindacato, non disperda il bagaglio storico culturale di chi ha lottato, anche duramente, per ottenere quei diritti, normativi ed economici, che oggi molti, troppi colleghi danno per scontati.
Spero altresì che la contiguità tra la nuova associazione agenti UnipolSai e la compagnia, resa strutturale con una precisa norma statutaria che prevede la condivisione di un membro del Consiglio di Amministrazione dell'Impresa, non comprometta la naturale contrapposizione che dovrebbe sempre distinguere le Parti che difendono interessi che spesso, quasi sempre, possono essere divergenti se non opposti. Da ultimo, ma non per ultimo, trovo che spesso alcuni Gruppi Agenti trascurino di affrontare i veri temi sindacali del momento, come l'aumento delle tabelle provvigionali di mandato, la semplificazione burocratica tra agenti e compagnia, la corretta gestione delle Partite Non Assicurative (PNA), la libertà nella gestione del conto corrente separato agenziale, la limitazione e la razionalizzazione delle ispezioni amministrative dell'Impresa presso le agenzie, il controllo delle revoche ed il contrasto, senza se e senza ma, alle revoche immotivate, o con motivazioni strumentali e la ferma condanna di tutte quelle revoche fondate su giusta causa pretestuosa. Potrei continuare per ore...
Hai prospettato dei pericoli nella reciproca presenza e partecipazione di un rappresentante delle compagnie negli organi di rappresentanza degli agenti. Puoi essere più preciso?
Penso di aver già risposto prima. Tuttavia se qualche collega volesse approfondire l'argomento, esiste un'ampia letteratura sull'argomento ed esistono testi universitari che illustrano la radicale differenza tra il sindacalismo all'italiana, un sindacalismo di lotta, rivendicazione, con una storia a tratti drammatica ma di cui andare orgogliosi, e diverse forme di rappresentanza sindacale, tra le quali il modello tedesco che prevede la cogestione,  termine che si riferisce alla partecipazione attiva dei lavoratori nei processi decisionali delle aziende. Il termine include però anche la partecipazione ai risultati economici e alla redistribuzione degli  utili, è bene ricordarlo sempre.  La disciplina della cogestione varia significativamente a seconda degli ordinamenti nazionali.
Agli estremi opposti si trovano le situazioni degli USA e della Germania: negli USA i lavoratori non hanno alcuna rappresentanza negli organi decisionali e la gestione è affidata a manager che hanno il compito di massimizzare il profitto per gli azionisti soci, proprio come accade nel nostro Paese e nelle Compagnie di assicurazione. In Germania, i lavoratori e le rappresentanze sindacali hanno invece un potere significativo nella gestione dell'azienda e nel determinare la redistribuzione degli utili. L'esperienza, il tentativo di UnipolSai con l'inclusione di un Agente nel CdA della compagnia, come lo possiamo collocare? Sul tema esistono altresì degli editoriali di un noto esponente sindacale, profondo conoscitore della materia, direttore di Snachannel, Roberto Bianchi, che ha chiarito più volte la differenza tra le diverse forme di sindacalismo e gli effetti delle varie forme di contaminazione tra parti conflittuali nelle relazioni industriali. Basta informarsi per comprendere meglio le ragioni del mio grido d'allarme. Che non è uno sfizio, non è affatto un sassolino che mi sono tolto dalla scarpa, ma dovrebbe essere un argomento sul quale i colleghi, tutti, dovrebbero riflettere, ragionare e decidere.
Cosa intendevi dire quando hai parlato di superficialità nelle relazioni tra associati e rappresentanti degli organi statutari?
Che un iscritto ad un Gruppo Agenti non può votare uno statuto che non ha neppure letto, come ammesso da buona parte dei colleghi che ho incontrato proprio ieri al Lingotto! Così come un iscritto, militante, non può accettare che si trasformi il suo Gruppo Agenti in una libera Associazione, con finalità diverse e con diverse modalità di approccio nei confronti della compagnia, senza il necessario dibattito, confronto congressuale, che può essere anche aspro ma che deve esserci per garantire la democraticità di certe scelte, tanto importanti per centinaia di colleghi iscritti. Chi sceglie liberamente di iscriversi ad un Gruppo Agenti, di partecipare alle riunioni, ai congressi, non può affrontare temi così importanti con superficialità, perché non ne va solo del suo futuro, ma anche di quello di tutti i colleghi agenti che operano per la medesima compagnia e continuano a confidare nel Gruppo Agenti, nella sua capacità di interpretare e tutelare al meglio gli interessi collettivi degli agenti.
Non voglio pensare che tutti i colleghi militanti dei GAA siano superficiali, e non l'ho mai detto, ma una parte lo è, i fatti lo dimostrano e questo è molto grave. Vorrei che il mio grido di allarme, che è anche di dolore, potesse risultare utile per svegliare tutti i colleghi agenti dal torpore, dall'assuefazione, dalla confusione nella quale purtroppo ogni giorno rischiano di cadere. E quando un presidente di GAA opera scelte strategiche importanti, se non si è d'accordo si deve alzare la mano, ci si deve impegnare in prima persona, altrimenti a cosa serve la nostra appartenenza, la nostra militanza?!
Per il resto, alla nuova Associazione degli agenti UnipolSai faccio mille auguri, confermando, ma è ovvio, che il Sindacato è e sarà sempre pronto ad ogni forma di assistenza e supporto, sia per l'Associazione nel suo complesso che per ogni singolo collega iscritto. Del resto, è così da cento anni e per quanto mi riguarda spero sarà così per sempre...
Giacomo Anedda

15 commenti

  • Christian
    Christian Sabato, 13 Aprile 2019 09:51 Link al commento

    Basta non iscriversi al nuovo gruppo. Poi ci contiamo e ne fondiamo uno nuovo

  • Stefano A.
    Stefano A. Sabato, 06 Aprile 2019 10:07 Link al commento

    Ancora una volta il presidente mette il dito nella piaga e la categoria rimane attonita

  • Dario
    Dario Sabato, 06 Aprile 2019 10:01 Link al commento

    Ma è vero che tutti gli ex presidenti dei gruppi confluiti nella AUA ricevono un lauto compenso di carica tipo cinquemila euro al mese??? Sveglia!!!

  • ArrabbiatoexIUS
    ArrabbiatoexIUS Sabato, 06 Aprile 2019 09:53 Link al commento

    Prima convocazione della nuova associazione, all’ordine del giorno del consiglio nazionale REMUNERAZIONE ORGANI STATUTARI, cioè soldi a tutti, i nostri soldi... no comment!

  • Davide O.
    Davide O. Sabato, 06 Aprile 2019 09:49 Link al commento

    Presidente sei un grande!

  • Giuseppe Stria
    Giuseppe Stria Martedì, 02 Aprile 2019 18:37 Link al commento

    Demozzi è maturato a tal punto da risultare saggio anche quando sembrerebbe polemico o critico, complimenti! Ricordo però che è una nostra creatura, che ha imparato tutto dentro Sna e che dunque appartiene al Sindacato e non può andarsene fino a qùando non lo decideremo la maggioranza di noi, sia chiaro!

  • Onofrio
    Onofrio Mercoledì, 27 Marzo 2019 02:26 Link al commento

    È ora che i presidenti prendano una posizione precisa in merito all'adesione allo Sna, senza la quale non mi iscriverò. Non sono nessuno, sarò uno in meno, non importa. Nel tempo ho compreso che solo Sna rappresenta seriamente i miei/nostri interessi. Io sto con Demozzi.

  • Massimo Z.
    Massimo Z. Martedì, 26 Marzo 2019 19:17 Link al commento

    Al libgotto ero assente e me ne assumo la responsabilità. Perché ero assente? Perché, malgrado i non pochi dubbi da parte di molti colleghi dei vari gruppi, i vertici hanno deciso, ancor prima delle decisioni assembleari, di andare da un notaio e costituire la nuova associazione. Perché? Inoltre le situazioni “ibride” per cui alcuni gruppi si sciolgono ed altri no lascia molti dubbi sulla chiarezza di intenti. Tutte cose dichiarate nel precedente congresso ma passate in archivio con la velocità della luce. Purtroppo il torpore che investe tanti colleghi presta il fianco a certe iniziative. Torpore che induce i colleghi a non leggere quanto andranno a votare. Ai posteri ...... beh è proprio il messaggio di Demozzi che sottoscrivo senza remore. Anche io ero assente, per scelta

  • Max
    Max Martedì, 26 Marzo 2019 19:12 Link al commento

    Al libgotto ero assente e me ne assumo la responsabilità. Perché ero assente? Perché, malgrado i non pochi dubbi da parte di molti colleghi dei vari gruppi, i vertici hanno deciso, ancor prima delle decisioni assembleari, di andare da un notaio e costituire la nuova associazione. Perché? Inoltre le situazioni “ibride” per cui alcuni gruppi si sciolgono ed altri no lascia molti dubbi sulla chiarezza di intenti. Tutte cose dichiarate nel precedente congresso ma passate in archivio con la velocità della luce. Purtroppo il torpore che investe tanti colleghi presta il fianco a certe iniziative. Torpore che induce i colleghi a non leggere quanto andranno a votare. Ai posteri ......

  • Roberto
    Roberto Martedì, 26 Marzo 2019 18:05 Link al commento

    Spero vivamente che almeno Fabrizio Chiodini, rappresentate del gruppo ius, quello numericamente più numeroso tra quelli confluiti in AUA, spieghi ai colleghi se le preoccupazioni siano fondate o meno.

  • Sandokan
    Sandokan Martedì, 26 Marzo 2019 16:46 Link al commento

    ma quando non dovesse esserci più questo presidente limpido e senza peli sulla lingua chi cavolo vigilerà su tutte queste cose e sui misfatti dei tanti che in nome dei colleghi pensano solo ai loro interessi personali???

  • Carlo
    Carlo Martedì, 26 Marzo 2019 14:20 Link al commento

    Gruppo diventato una associazione e che non prevede iscrizioni e allo SNA, di fatto ad uso e consumo della compagnia, non ha alcuna funzione utile oltre a quella di gestire convenzioni, formazione, società di servizi, che di fatto diventano il bisnes attorno a cui si azzuffano interessati VARI. Normale e scontato che adesso nasca una associazione a costi di associazioni di poche decine di euro, per fornire le poiché cose indispensabili, (polizze, convenzioni, programmi informatici indipendenti ecc..) e con il costo risparmiato, iscrizione a SNA, per la vera tutela sindacale.

  • Filippo R
    Filippo R Martedì, 26 Marzo 2019 11:58 Link al commento

    E' sempre la solita storia, in nome e per conto dei colleghi dicono di agire nell'interesse altrui, chiedono democraticamente il consenso ma poi approfittano della beata ingenuità degli associati per fare come gli pare e se gli si domanda spiegazioni, non danno risposte.

  • giorgio
    giorgio Martedì, 26 Marzo 2019 10:47 Link al commento

    Demozzi ha detto chiaramente come la pensa il sindacato nazionale, senza nascondersi dietro il dito o dietro la falsa diplomazia. Sono rimasto sorpreso dal fatto che nonostante le precise critiche sollevate, nessuno dei 6 presidenti seduti al tavolo del congresso, sia intervenuto per smentire o fugare i dubbi sollevati. Nessuno che abbia smentito che il passaggio da gruppo ad associazione può comportare un pericolo o che il non aver voluto l'obbligo di iscrizione allo sna, sia stato solo un disguido e non un calcolo politico per fare in modo di non doversi rapportare preventivamente col sindacato di categoria. Spero che qualche presidente voglia spiegarcene le ragioni.

  • Goffredo
    Goffredo Martedì, 26 Marzo 2019 10:35 Link al commento

    Presidente, faccio mea culpa. Anche io ho approvato il progetto di fusione senza approfondirne i dettagli. Se mi fissi accorto che il nuovo gruppo non prevedeva l'iscrizione allo Sna, non l'avrei votato. Visto e considerato che non ho ancora compilato il modulo di adesione al nuovo organo di rappresentanza, ti comunico che sino a quando non verrà inserito il riconoscimento allo Sna, non lo firmerò mai e invito tutti i colleghi che ancora non hanno chiesto l'adesione di fare altrettanto.

Lascia un commento

ATTENZIONE :
L'IMMEDIATEZZA DELLA PUBBLICAZIONE DEI VOSTRI COMMENTI NON PERMETTE FILTRI PREVENTIVI.
UTILIZZATE QUESTO MODULO ANCHE PER SEGNALARE EVENTUALI COMMENTI INAPPROPRIATI, OFFENSIVI O GIUDICATI DIFFAMATORI IN MODO DA POTERLI INDIVIDUARE ED ELIMINARE TEMPESTIVAMENTE.
GRAZIE DELLA COLLABORAZIONE.

Torna in alto

Deprecated: preg_replace(): The /e modifier is deprecated, use preg_replace_callback instead in /web/htdocs/www.snachannel.it/home/libraries/joomla/filter/input.php on line 697

Deprecated: preg_replace(): The /e modifier is deprecated, use preg_replace_callback instead in /web/htdocs/www.snachannel.it/home/libraries/joomla/filter/input.php on line 700