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Fiancheggiamento o, molto peggio, condivisione delle strategie aziendali? In evidenza

ROBERTO BIANCHI ROBERTO BIANCHI

Spesso mi soffermo a pensare quali possano essere le ragioni per cui un agente ragionevole dovrebbe iscriversi ad Anapa o rimanervi iscritto nel caso lo abbia fatto in passato. Del tema Fonage e della figura meschina che il sodalizio di Cirasola ha fatto nell’accettare prima l’offerta irricevibile dell’Ania e nel prevedere poi il default finanziario abbiamo già parlato tante volte, ma vale comunque la pena di ricordare che il nostro Fondo pensione non solo non è saltato in aria, ma al contrario ha fatto registrare un avanzo record in poco più di due anni e ha richiesto alla Covip la facoltà di ridurre i tagli fatti frettolosamente dal Commissario straordinario.
Abbiamo detto tanto anche del CCNL Sna che Anapa si ostina a esecrare partecipando agli eventi sul territorio organizzati dalla CGIL allo scopo di mettere sotto accusa i cosiddetti contratti truffa nel settore assicurativo e di promuovere il proprio, benché largamente minoritario e non rappresentativo. Questo significa schierarsi insieme alla controparte istituzionale, le organizzazioni sindacali dei dipendenti appunto, anziché dalla parte degli agenti i quali, applicando il contratto della triplice avrebbero subito un grave contraccolpo alla già precaria redditività agenziale.
Sul tentativo di divieto posto in capo agli agenti e ai subagenti di incassare i premi pagati dai clienti, per fortuna sventato da Sna nonostante fosse inserito in una legge dello Stato, la figuraccia è stata ancora peggiore, visto che Cirasola ha mostrato di avere totalmente sottovalutato la gravità del decreto, la cui applicazione avrebbe messo in discussione la sopravvivenza stessa della categoria.
Altra pessima figura a proposito dell’autonoma titolarità delle informazioni ricevute dalla clientela che spetta agli agenti per norma comunitaria e che il Gaa di cui il maximum leader è presidente ha ceduto alla mandante senza curarsi che i dati rappresentano l’oro nero presente e soprattutto futuro, non soltanto per gli agenti, ma anche per l’intera società globalizzata. Non sostenere la titolarità autonoma oltreché, in modo strettamente collegato, la proprietà delle banche dati che li contengono e li gestiscono significa essere fuori del mondo e non avere compreso la portata della posta in palio sulla quale si gioca, tra l’altro, la centralità distributiva del canale agenti.
Che dire ancora del silenzio assordante di Anapa sul disegno di legge proposto in Parlamento dal Senatore Andrea de Bertoldi su ispirazione Sna che, se approvato, costituirebbe una vera e propria pietra miliare nella definizione della figura dell’agente di assicurazione. Si tratta dell’ennesima occasione perduta per dimostrare di stare dalla parte degli agenti e non dell’industria assicurativa.
Per non parlare della presunta e ancora non dimostrata riapertura del tavolo di dibattito con l’Ania per il rinnovo dell’Accordo Nazionale Agenti, di cui Anapa millanta la conquista, nonostante in realtà l’unica proposta concreta e articolata di modifica provenga da Sna che ha elaborato una piattaforma negoziale intesa come punto di partenza per qualsiasi trattativa futura. Anche in questo caso Sna sconta il consueto isolamento provocato dalla mancata presa di posizione dell’associazione corporativa minoritaria che gioca al benaltrismo di maniera per marcare la propria esistenza in vita della quale, peraltro, ormai non ci si accorge quasi più.
Come è possibile infine, in una fase storica nella quale è in gioco la sopravvivenza della categoria, non sostenere la battaglia intrapresa dal nostro Sindacato in tema di aumento dei capitolati provvigionali, scesi al di sotto del livello di sopravvivenza per tante agenzie, a fronte dei bilanci miliardari fatti registrare dalle major del mercato e dei compensi milionari intascati dai rispettivi manager? Siamo in presenza della solita sudditanza psicologica e culturale, o della condivisione di perverse logiche aziendali improntate alla selezione della specie?
E allora, per tornare all’inizio, perché i pochi associati del bonsai non ammettono di avere preso un granchio e non tornano nella casa comune degli agenti di assicurazione italiani come ha fatto la maggioranza delle teste pensanti, mollando alla deriva il rottame in avaria?
Sarà bene che ciascuno di noi si prenda la responsabilità di chiederlo a quelli di loro che conosciamo personalmente per cercare di farli ragionare, perché non facendolo ci esponiamo al rischio di subirne tutti le conseguenze e questo non è un momento nel quale si possa scherzare molto nell’individuazione delle priorità negoziali, nella messa a punto delle strategie lobbystiche e nella definizione delle alleanze politiche.
Roberto Bianchi

8 commenti

  • Luca
    Luca Lunedì, 27 Maggio 2019 13:03 Link al commento

    Chiudendo gli occhi non si risolve nulla. Credo di aver abbastanza esperienza sindacale e conoscenza della categoria, certamente superiore a qualche rivoluzionario da tastiera.

  • Milena C
    Milena C Domenica, 26 Maggio 2019 21:54 Link al commento

    Luca forse non sei così al corrente di quello che tutti pensano a proposito di anapa e di ciò che sta facendo ogni giorno il sindacato. Informati e vedrai che cambierai presto opinione. Per il Direttore sappi che ha una lunga esperienza sindacale e da presidente di gruppo agenti e da giornalista non credo abbia bisogno di lezioni da te. Vai avanti così Bianchi che sei forte!

  • Luca
    Luca Giovedì, 23 Maggio 2019 10:42 Link al commento

    Non credo che così scrivendo si possa superare la mini organizzazione come qui definita, anzi la si alimenta. Per quanto attiene alla risposta del Direttore, è molto scontata e anche un tantino ovvia, tant'è che saggezza popolare dice: " attacca l'asino dove vuole il padrone e, se si rompe il collo, suo danno".

  • Filippo La Torre
    Filippo La Torre Mercoledì, 22 Maggio 2019 18:00 Link al commento

    mi schiero senza riserve con quanto scritto dal direttore! Da superare c'è solo una mini rappresentanza (Anapa) che appare avere unico scopo quello di costituire una spina nel fianco del sindacato agenti danneggiando gli agenti.

  • Direttore
    Direttore Martedì, 21 Maggio 2019 11:50 Link al commento

    Caro Luca, visto che ti rivolgi a me, ritengo utile risponderti per onestà intellettuale. Personalmente non sento alcuna esigenza di superare il Presidente Demozzi e il superamento di Cirasola non mi riguarda.
    Così come non sento la necessità di rifondare le rappresentanze in quanto mi va benissimo lo Sna e di conseguenza ritengo che l'unità sia facile da conseguire: chi capisce di avere commesso errori nelle proprie scelte lascia il bonsai e rientra nel Sindacato Nazionale Agenti

  • Luca
    Luca Martedì, 21 Maggio 2019 11:13 Link al commento

    Caro Direttore, certamente hai fatto un’analisi lucida e chiara. La condivido. Ritengo però che sia giunto il momento del superamento degli steccati ideologici e posizione. Se di vuole salvare la Categoria tutta, occorre andare oltre gli attuali presidenti, rifondare le rappresentanze. Occorrono nuove norme che tutelino maggiormente gli Intermediari assicurativi, liberandoli da cappi e norme volute dalle Imprese. Una nuova e unificata organizzazione di rappresentanza.

  • Aldo0
    Aldo0 Domenica, 19 Maggio 2019 17:38 Link al commento

    dabbero un bell'articolo anche se non tutti lo leggeranno dovreste mandarlo a casa a tutti gli agenti italiani

  • Giacomo
    Giacomo Mercoledì, 15 Maggio 2019 11:24 Link al commento

    Caro Direttore, sappi che nonostante le profonde differenze che hai appena elencato, c'è ancora qualcuno che va in giro a raccontare che il problema non è nei contenuti ma nell'atteggiamento da primadonna di Demozzi e di Cirasola.

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