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Franco Curto, Presidente della sezione Provinciale Sna di Treviso e Coordinatore Regionale del Veneto: Vivere il Sindacato significa aprire gli occhi In evidenza

FRANCO CURTO FRANCO CURTO

Franco Curto, Presidente della sezione Provinciale Sna di Treviso e Coordinatore Regionale del Veneto. "Presidente Provinciale di Treviso da molti anni ed al secondo mandato come Coordinatore Regionale Veneto, mi sono iscritto a Sna nel 1982. Ricordo che mi hanno inviato – come giovane delegato, non ancora trentenne – al Congresso di Montecatini, quando ci fu la scissione di Unapass. Credendo nella mia professione, ho fin dall’inizio trovato corretto essere informato su quello che succedeva in questo settore: perché limitandosi a fare l’agente, per quanto bravi si possa essere, si arriva a conoscere il proprio piccolo ufficio, il proprio piccolo giro di clientela; ma se non ci si apre, se non si frequentano altri colleghi, non si può certo capire cosa sta avvenendo. Un Sindacato serve a creare la squadra, lo spirito di gruppo, a far capire agli agenti che non sono piccole isole solitarie ma fanno parte di un settore importante del mondo economico e del lavoro. Questa la differenza fra essere un bravo agente, che fa quello che dice l’impresa, ed essere un agente con gli occhi aperti che fa questo mestiere in modo qualificante, professionale, consapevole.
Il Sindacato serve a essere forti, avere peso, agire nella maniera corretta e più sicura, altrimenti la voce del singolo è pari a zero. Far parte di un’associazione, significa parlare avendo alle spalle un supporto autorevole ed al contempo essere consapevoli di parlare rappresentando un gruppo di persone. La Sezione Provinciale deve quindi trasferire al territorio le indicazioni e le informazioni dalla struttura nazionale ed a questa le esigenze e le problematiche del territorio. Anche perché alcuni problemi sono comuni a tutte le agenzie, ma altri sono strettamente legati alle specifiche aree.
Treviso è una delle Sezioni con il maggior numero di iscritti – circa 150 – in relazione al numero di agenti operativi. Questo è dovuto anche alla qualità della squadra che io mi onoro di coordinare Ci siamo divisi i compiti, ognuno segue un settore specifico e così siamo in grado di dare risposta a qualsiasi esigenza. L’organismo nazionale deve fare quello che già sta facendo: mettere a disposizione delle rappresentanze territoriali strumenti che possano essere di aiuto ai singoli agenti. Ed è importante che sia composto da persone preparate, che vivono quotidianamente questa professione, perché nessun consulente esterno, per quanto competente, può conoscere fino in fondo le problematiche di una categoria come la nostra, che è particolare e molto diversa dalle altre.
Ai grandi eventi abbiamo sempre una importante partecipazione, perché i temi trattati interessano il vivere quotidiano dei colleghi. La partecipazione alle assemblee ordinarie è invece un po’ meno elevata. I colleghi spesso non si iscrivono perché convinti che le direttive della loro mandante siano le uniche da seguire, salvo accorgersi del Sindacato quando si trovano a dover affrontare un problema… e allora sembrano convinti che Sna abbia la bacchetta magica. Ma le cose stanno cambiando a seguito delle conquiste che il Sindacato ha ottenuto e lo spirito di corpo sta aumentando. Noi organizziamo circa due o tre eventi all’anno, trattando gli argomenti di volta in volta importanti del momento. Il prossimo convegno sarà dedicato alla IDD e alle problematiche Inail, che in questo periodo da queste parti sta facendo ispezioni a tappeto. Con la Sezione di Sinistra Piave, tra l’altro, c’è una buona collaborazione e riusciamo ad organizzare iniziative insieme. D’altro canto, i primi convegni importanti, i primi giri d’Italia sono partiti da qui, e poi la formula ha funzionato ed è stata diffusa.
Gli agenti di un tempo, quelli che oggi stanno andando in pensione, erano bravi, preparati, attenti, c’era grande partecipazione. Ricordo che negli anni ’80 anche le assemblee ordinarie erano sempre piene. I giovani tendono ad essere un po’ più distaccati da queste cose, forse anche perché la società è cambiata, sta diventando una lotta fra poveri. La liberalizzazione delle tariffe Auto non ha portato solo cose positive, ma anche alcuni problemi. Oggi si cerca di dare il massimo ma alle volte non basta. Il cliente viene ancora da noi, ma è più informato di prima o forse crede di esserlo, grazie ad internet.
Non iscriversi al Sindacato significa fare un lavoro senza mordente. Certo, l’attitudine all’impegno sindacale è personale e caratteriale, ma anche chi inizialmente si dedica senza troppa convinzione, in genere poi si appassiona e diventa molto partecipativo. Non si può essere solo venditori di polizze, stare in Sna significa conoscere, sapere, avere contatti, capire dove sta andando il nostro mondo. Non ho mai creduto alla vendita mordi e fuggi, cerco sempre di conoscere bene il cliente, per capirne le esigenze ed offrigli un servizio qualificato. Un agente di assicurazione deve essere un consulente, la figura importante per una famiglia insieme al medico, al prete (se uno è cattolico), al farmacista, al notaio. E questa figura in futuro sarà sempre più importante perché con la diminuzione del servizio pubblico, il cittadino dovrà sempre avere un riferimento maggiore di consulenza su previdenza, sanità ed altri settori fondamentali. Ma anche la polizza Rca, sebbene oggi si possa acquistare dappertutto, avrebbe bisogno di una consulenza attenta e non basata sul prezzo, perché pochi euro di risparmio immediato potrebbero poi costare al cliente centinaia di migliaia di euro in futuro. Non ho mai creduto alla vendita mordi e fuggi: la consulenza assicurativa sarà sempre più importante".
a cura di Alessandra Schofield

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