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Ccnl Sna tra ponderazione percentuale della rappresentatività e conflitti di interesse In evidenza

ROBERTO BIANCHI ROBERTO BIANCHI

Lo scorso 19 settembre i rappresentanti dei soggetti interessati hanno siglato un’intesa intitolata: “Convenzione tra l’Istituto della Previdenza Sociale, l’Ispettorato del Lavoro, Confindustria, Cgil, Cisl, Uil, per l’attività di raccolta, elaborazione e comunicazione del dato associativo, nonché per l’attività di raccolta del dato elettorale e per la sua ponderazione con il dato associativo”. Come si evince chiaramente dal lunghissimo titolo, si tratta si un accordo destinato a disciplinare la rappresentatività sindacale nelle aziende aderenti a Confindustria. Ma noi che c’entriamo, chiederà qualcuno? Tutto sommato niente, dal momento che le nostre agenzie sono micro imprese ove non avviene l’elezione dell’Rsu, cioè del Responsabile sindacale unitario e anzi in agenzia i sindacati sono pressoché assenti. Tutti i sindacati, compresi Cgil, Cisl e Uil, perché il legame che intercorre tra il personale - mediamente un dipendente e mezzo in ciascuna agenzia - e l’agente, è più di tipo affettivo che aziendale. La convenzione di cui sopra interessa semmai le compagnie i cui livelli occupazionali sono decisamente più alti e la presenza dei sindacati è diffusa e capillare.
Quello che intendo sottolineare prescinde però dalla fattispecie dell’accordo stipulato dalla Confindustria con la Triplice, l’Inps, l’Inl e consiste piuttosto nel condividere l’esigenza di fissare le regole che definiscano la rappresentatività delle organizzazioni sindacali e di conseguenza l’individuazione dei contratti collettivi considerati leader in quanto comparativamente più rappresentativi rispetto a quelli definiti “pirata” che vengono utilizzati per fare dumping sociale a danno dei lavoratori. Tema, quello della rappresentatività, che è rimasto irrisolto anche dopo l’emanazione della circolare Inl n. 3/2018 dedicata proprio alla “vigilanza sull’applicazione dei Ccnl sottoscritti da organizzazioni comparativamente più rappresentative”.
La questione quindi ci interessa da vicino perché affronta il tema della “misurazione oggettiva della rappresentatività sindacale che “costituisce informazione rilevante per l’individuazione del contratto collettivo nazionale di lavoro da assumere a riferimento ai fini del calcolo dei contributi previdenziali e assistenziali…oro da assumere a riferimento ai fini del calcolo dei contributi previdenziali e assistenziali obbligatori…”. La convenzione stabilisce che entro il 31 maggio di ogni anno l’Inps comunichi “il dato della rappresentanza per ogni singolo contratto collettivo di lavoro riferito a ciascuna Organizzazione sindacale”, calcolato sulla base della ponderazione “fra il numero degli iscritti all’organizzazione sindacale e il numero complessivo degli iscritti alle Organizzazioni sindacali, espresso in misura percentuale…”.
Ne consegue, per similitudine, che il Sindacato nazionale agenti con i suoi quasi 10.000 iscritti tra agenti e società può vantare a pieno titolo la maggiore rappresentatività sindacale calcolata sulla base della ponderazione percentuale dei propri iscritti rispetto al totale degli iscritti alle organizzazioni sindacali della categoria. Ovvero che lo Sna è più rappresentativo perché vanta il 90% degli iscritti alle rappresentanze degli agenti. Per contro Anapa con il suo, peraltro mai certificato, 10% di iscritti non è rappresentativo e pertanto ogni eventuale CCNL da essa sottoscritto non potrà mai essere considerato di riferimento.
Sul versante delle maestranze il discorso è un po’ più complicato e quindi sarà necessario ragione per esclusione. Cgil, Cisl e Uil, come dicevamo in precedenza, sono praticamente assenti dalle agenzie e quindi applicando il criterio sopra esposto della ponderazione percentuale non possono essere considerate più rappresentative della Fesica Confsal e della Confsal Fisals. Di conseguenza eventuali Ccnl sottoscritti dalla Triplice, al pari di quelli sottoscritti da Anapa, non posseggono le caratteristiche di contratto leader per i dipendenti di agenzia.
Né Inps e Inl possono pretendere di assimilare i contratti di lavoro dei dipendenti di compagnia a quelli dei dipendenti di agenzia, trattandosi di due fattispecie totalmente differenti, non soltanto dimensionalmente, ma anche dal punto di vista della collocazione merceologica. Ecco quindi che la convenzione della Confindustria con la Triplice sindacale ha per noi grande importanza in quanto fonte di ispirazione riguardo al parere dell’Inps e dell’Inl che, sottoscrivendolo, condividono il contenuto dell’accordo e in particolare laddove fissa i criteri oggettivi mediante i quali calcolare la ponderazione percentuale della rappresentatività e quindi il Ccnl di riferimento che nel nostro caso va attribuito a quello stipulato tra Sna e le sigle della federazione Confsal.
E se ciò non bastasse, rimane un altro dato incontrovertibile e cioè il numero di buste paga che fanno riferimento al contratto di lavoro Sna, di gran lunga superiori rispetto alla somma di quelle che si ispirano agli altri contratti di categoria, come quello Anapa, Confcommercio, Confesercenti.
Insomma, perché l’Inps e l’Inl sottoscrivono la convenzione Confindustria-Triplice e nel contempo non adottano anche nei pochi contenziosi ancora aperti con gli agenti di assicurarazione gli stessi criteri di valutazione nella definizione della rappresentatività? E perché non individuano in quello sottoscritto da Sna e Confsal il contratto di riferimento ai fini del calcolo dei contributi previdenziali e utilizzando l’unico dato certificato e cioè la ponderazione percentuale degli iscritti a Sna rispetto al totale degli agenti iscritti a tutte le rappresentanze agenziali?
Sarà forse perché ricorre l’ipotesi di un conflitto di interessi nel soggetto pubblico il quale, prendendo atto una volta per tutte della prevalenza del Ccnl Sna, finirebbe per incassare meno contributi previdenziali e assistenziali dagli agenti?
Roberto Bianchi

1 commento

  • Aldo
    Aldo Sabato, 28 Settembre 2019 09:36 Link al commento

    tutto giusto ma qualcuno mi saprebbe spiegare per quali oscuri motivi la FISAC-CGL ha firmato un contratto nazionale con una sigla (Anapa) che non ha mai pubblicato un bilancio nè l'elenco degli iscritti, appena nata e senza alcun precedente?

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