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Riflessioni post Congresso del Centenario In evidenza

GIUSEPPE RINALDI GIUSEPPE RINALDI

“Cos’è lo Sna”, ha chiesto il Presidente Demozzi nella sua relazione introduttiva. Se 44 anni fa, qualcuno mi avesse chiesto cosa fosse lo Sna, sicuramente non avrei saputo rispondere. Oggi invece risponderei come S'Agostino quando un sapiente gli chiese: “Tu che sei un saggio, dimmi che cos’è il tempo”. Il Santo rispose: “Se non me lo chiedi so che cos’è, ma se devo risponderti non lo so più”.
Esprimere compiutamente il senso della propria appartenenza alla grande organizzazione di Agenti, quale lo Sna, che ha appena festeggiato i primi 100 anni di storia, di cui ne ho trascorsi 44 al suo fianco, non è semplice. Comunque analizzando i sentieri più reconditi del mondo associativo e agenziale, riusciremo a vivere meglio quei principi e quei valori di appartenenza, solidarietà e amicizia che sono alla base del nostro vivere e sui quali si elaborano tutti i progetti e si fonda l'azione per contribuire al progresso civile della nostra società e della nostra categoria.
Mi piace ripercorrere alcuni dei sentieri del mio agire al fianco dello Sna riprendendo alcuni "aggettivi" che il giornalista Fausto Biloslavo ha usato nel suo intervento introduttivo al Congresso del Centenario e che, come ha ben detto, valgono anche per il nostro mondo. A soli 22 anni, ancora studente universitario mi sono improvvisamente ritrovato, “agente per caso”, ad assumere il primo incarico lavorativo per rilanciare nella mia città un'agenzia della Cattolica. La spensieratezza, l'incoscienza della giovane età, il coraggio di incominciare dal nulla, mi portarono ad accettare l'incarico. Fui subito contattato dal Segretario provinciale Sna De Marca che mi invitò a partecipare a un incontro informativo. C'erano pochi colleghi che con saggezza e esperienza mi illustrarono gli scopi di appartenenza al sindacato agenti.
Forse perché giovane e con la voglia di affermarmi sul territorio, di lì a poco fui chiamato a rivestire l'incarico di segretario amministrativo. Ricordo con piacere e tanta simpatia la partecipazione al mio primo congresso nazionale a Bologna che le due provinciali della Basilicata raggiunsero con un pulmino organizzato dai Segretari Alberto Sansone e Attilio Caruso. Rimasi impressionato dai tanti colleghi presenti e dagli interventi, tra i quali non posso dimenticare quello del Segretario Nazionale Severo Garbusera. Fu allora che compresi l'importanza di esserci e di partecipare a questo importante sodalizio.
Arrivò poi alla Segreteria Nazionale l'amico e collega Tommaso Sorrentino, politico doc e gentiluomo di altri tempi, con lui la partecipazione attiva aumentava e giornalmente prendevo coscienza dell'importanza di confrontarsi con tanti colleghi sia a livello locale che nazionale. E proprio dal confronto e dallo scambio di idee e programmi crescevo professionalmente. Dopo sette anni fui scelto per la rappresentanza di una storica agenzia della mia città: la Ras. Con la perseveranza, la passione e il coraggio di saper cambiare, ho partecipato alla vita associativa del gruppo agenti rivestendo prima l'incarico di rappresentante regionale di Puglia e Basilicata e poi quelli nazionali di componente del consiglio direttivo e vice presidente Uia, al cui vertice c'era Tristano Ghironi. Otre dieci anni di partecipazione intensa e attiva in questa prestigiosa associazione, al fianco di colleghi esperti tra i quali mi piace ricordare Vittorio Zenith, amico di sempre al quale mi legava un rapporto di grande stima.
Fu proprio Tristano Ghironi da Presidente SNA a chiedermi di assumere l'incarico di Presidente Provinciale di Potenza. Sono stati anni difficili, intensi di confronti e di battaglie per la categoria in cui la speranza del cambiamento e l'affermazione del vero ruolo dell'agente di assicurazione non sono mai venute meno.
Ancora oggi vivo con passione la vita sindacale, quale Delegato Regionale della Basilicata e componente della commissione ANA per il rinnovo dell'Accordo Imprese Agenti. Credo fermamente in quei valori che la nostra professione ci fa vivere e che cerco di trasferire giornalmente ai miei figli che mi affiancano. Sono sempre più convinto che senza il confronto costante e l'esperienza maturata in ambito associativo e sindacale, non avrei raggiunto risultati ambiziosi.
Voglio quindi ringraziare tutte le colleghe e i colleghi che partecipano attivamente alla vita associativa e sindacale, riaffermando il nostro ruolo e difendendo la nostra categoria; sicuramente da tutti loro ho ricevuto più di quanto ho potuto dare. Un particolare ringraziamento rivolgo a tutte le donne e gli uomini del Sindacato che hanno organizzato in maniera magistrale la festa del Centenario, offrendoci importanti spunti di riflessione per il nostro futuro in un mercato assicurativo in costante mutamento.
Passione, coraggio, incoscienza, cambiamento, speranza, lealtà: li viviamo tutti giornalmente e sono questi i valori ai quali ci ha invitato a riflettere il Congresso del Centenario appena concluso.
Compito di un Presidente è comunicare entusiasmo, promuovere fiducia, trasmettere ottimismo, essere un bravo allenatore e guidare la propria squadra verso il successo. E tu, caro Claudio, ci sei riuscito!
Grazie.
Giuseppe Rinaldi
Delegato Regionale Sna della Basilicata

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