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Agenzia delle Entrate, ecco i casi in cui sono sottoposte a tassazione le somme ricevute a titolo di indennizzo assicurativo In evidenza

Agenzia delle Entrate, ecco i casi in cui sono sottoposte a tassazione le somme ricevute a titolo di indennizzo assicurativo

MILANO - La Direzione Generale dell'Agenzia delle Entrate è stata chiamata in queste ore a fare chiarezza circa l'imponibilità o meno delle somme ricevute dal contribuente a titolo di indennizzo in forma assicurativa. Alcune ondivaghe interpretazioni della normativa vigente avevano indotto diversi fiscalisti a "forzare la mano" e ad escludere dall'imposizione fiscale qualsiasi forma di risarcimento.
Come noto, l'art. 6, comma 2, del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (Dpr 917/86, ndr), prevede quanto segue: "I proventi conseguiti in sostituzione di redditi e le indennità conseguite, anche in forma assicurativa, a titolo di risarcimento di danni consistenti nella perdita di redditi, esclusi quelli dipendenti da invalidità permanente o da morte, costituiscono redditi della stessa categoria di quelli sostituiti o perduti. Gli interessi moratori e gli interessi per dilazione di pagamento costituiscono redditi della stessa categoria di quelli da cui derivano i crediti su cui tali interessi sono maturati".
In linea generale - spiega l'Agenzia delle Entrate - qualora l'indennizzo percepito da un determinato soggetto vada a compensare in via integrativa o sostitutiva, la mancata percezione di redditi di lavoro ovvero il mancato guadagno, le somme corrisposte sono da considerarsi dirette a sostituire un reddito non conseguito (cosiddetto "lucro cessante") e conseguentemente vanno ricomprese nel reddito complessivo del soggetto percipiente ed assoggettate a tassazione. Nella diversa ipotesi in cui il risarcimento venga erogato con la finalità di indennizzare il soggetto delle perdite effettivamente subite ovvero di risarcire la perdita economica subita dal patrimonio (cosiddetto "danno emergente"), le somme corrisposte non saranno assoggettata a tassazione. In tale evenienza, infatti, viene meno il presupposto impositivo dal momento che l'indennizzo assume un carattere risarcitorio del danno alla persona del soggetto leso e manca una qualsiasi funzione sostitutiva o integrativa di eventuali trattamenti retributivi.
In sostanza, devono essere ricondotte a tassazione le indennità corrisposte a titolo risarcitorio, purché le stesse abbiano una funzione sostitutiva o integrativa del reddito. Vale a dire le somme corrisposte al fine di sostituire mancati guadagni, siano essi presenti e/o futuri.
Al contrario, non assumono rilevanza reddituale le indennità risarcitorie erogate al fine di reintegrare il patrimonio del soggetto. Vale a dire quando viene risarcita una perdita economica subita dal patrimonio.
"Al fine di pervenire alla corretta qualificazione giuridica delle somme corrisposte - ricorda sempre l'Agenzia delle Entrate - deve essere cura dell'interessato provare concretamente l'esistenza e l'ammontare del danno".
Luigi Giorgetti

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