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Il coronavirus avanza, il Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi annuncia misure urgenti. Mentre le compagnie restano silenti In evidenza

CLAUDIO DEMOZZI CLAUDIO DEMOZZI

MILANO - Il Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi è tornato nella notte a scrivere a tutta la categoria agenziale, dopo l'annuncio del Premier Giuseppe Conte dell'introduzione di nuove misure restrittive della mobilità e dell'attività d'impresa. Misure senza precedenti nel nostro Paese che testimoniano, se ancora qualcuno avesse un'opinione diversa, l'estrema gravità della situazione. 
"In un quadro di crescente preoccupazione per l’emergenza Covid-19, mentre le misure per il contenimento del coronavirus vengono estese all’intero territorio nazionale e mentre le principali precauzioni e restrizioni, dapprima circoscritte e limitate alle zone rosse del Paese, sono entrate a far parte delle nostre vite stravolgendone le abitudini, il Sindacato sta predisponendo alcune (prime) misure concrete di supporto alle agenzie.
Questo anche perché le compagnie, le nostre mandanti, ad oggi non hanno messo in atto alcun serio provvedimento di sostegno economico/finanziario alle gestioni agenziali, nonostante quasi tutti i Gruppi Aziendali Agenti si siano prontamente attivati, alcuni in sinergia con il Sindacato. Evidentemente gli utili miliardari dell’industria assicurativa italiana, non sono bastati a convincere i super-manager della necessità di “mettere mano al portafoglio”, concedendo ad esempio il raddoppio dei termini per la rimessa degli incassi, la sospensione incondizionata delle rivalse per almeno un anno, un contributo provvigionale straordinario, anch’esso incondizionato, di almeno il 50% delle provvigioni maturate negli stessi mesi dell’anno precedente, da erogare per tutto il periodo di emergenza nazionale e senza obbligo di restituzione (non deve trattarsi cioè di un anticipo, ovvero di un prestito sulle future provvigioni, ma di un’erogazione, di un contributo non ripetibile anche perché, in caso contrario, non sarebbe corretto parlare di contributo ma di semplice anticipo di quanto dovuto).
Non è questa la sede - prosegue Demozzi - per esprimervi il mio personale pensiero sulla credibilità di certe promesse, sulla (reale) considerazione che alcuni super-manager hanno delle reti agenziali o, meglio, degli Agenti e che non perdono neppure una rara occasione, come questa, per smentire... E allora, dobbiamo fare ricorso al “fai da te”, cioè alle auto-cure, alla solidarietà categoriale, alla nostra indiscussa ed indiscutibile capacità di sopravvivenza, per superare anche questa emergenza! Il nostro personale, noi stessi, siamo ad alto rischio di contagio. La nostra disponibilità a garantire la continuità del servizio ai cittadini, per certi versi eroica, sta seriamente minacciando la nostra salute e quella delle nostre famiglie. Tuttavia intendiamo rassicurare i nostri Clienti che non li abbandoneremo all’insidioso mondo online, non li lasceremo al pericoloso “abbraccio diretto” con le Imprese, non ci auto-disintermedieremo (come forse desidera qualche Compagnia) e continueremo a presidiare il nostro territorio.
Riusciremo a garantire, anche questa volta, la continuità aziendale delle nostre agenzie!
Le tante lavoratrici e i lavoratori delle nostre micro aziende, che in questa fase delicata sono sottoposti all’ansia di un lavoro a contatto diretto con il pubblico, reso più complicato o addirittura sospeso per effetto dei diversi decreti che si sono e si stanno succedendo da alcuni giorni, ci aiuteranno, faranno squadra con noi, comprenderanno e condivideranno le nostre decisioni aziendali. Decisioni che dovremo prendere, consapevoli di vivere un periodo complesso, che potrebbe riservarci e probabilmente ci riserverà ulteriori imprevisti, da analizzare, valutare e superare, insieme.
L’Esecutivo Nazionale Sna si sta confrontando giornalmente, per seguire l’evolversi della situazione e per approntare ogni misura idonea ad alleggerire, per quanto possibile, il peso che tutti noi Agenti stiamo sopportando senza alcun reale rinforzo da parte delle Imprese, che fino ad ora hanno dimostrato un evidente disinteresse.
Tra le prime misure che suggeriamo di adottare in ciascuna agenzia, compatibilmente con le singole specifiche esigenze, vi è la messa in astensione dal lavoro di parte del personale. L’afflusso della clientela in agenzia, infatti, parrebbe ridotto su tutto il territorio nazionale. In alcune aree addirittura cessato. Venendo meno il lavoro in front-office, e diminuendo notevolmente il carico gestionale, si creano le condizioni per la fruizione delle ferie da parte del personale dipendente. Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, prevede come prima misura per contrastare e contenere la diffusione del coronavirus di evitare ogni spostamento delle persone fisiche in entrata e in uscita dai territori, salvo per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità o motivi di salute. Ai lavoratori, dunque, si potrebbero presentare di fronte due possibilità: lo smart working oppure l’invito a mettersi in congedo o ferie eventualmente fino al 3 aprile. Nella “peggiore” delle ipotesi potrebbe trattarsi di 4 settimane di ferie. Il DPCM 8 e 9 marzo u.s. riporta espressamente: “si raccomanda ai datori di lavoro pubblici e privati di promuovere, durante il periodo di efficacia del presente decreto, la fruizione da parte dei lavoratori dipendenti dei periodi di congedo ordinario e di ferie”.
In termini generali, le ferie maturano nel corso del rapporto, anche se questo dura meno di un anno o è in prova. Vengono godute in un arco temporale stabilito dal datore di lavoro sulla base delle proprie esigenze organizzative ma il lavoratore deve essere preventivamente informato. Tuttavia il datore di lavoro, in materia di ferie, deve realizzare un equo contemperamento tra le esigenze dell'impresa e gli interessi del prestatore di lavoro. Pertanto, è illegittima la determinazione unilaterale del periodo di godimento delle ferie da parte del datore di lavoro allorché: a) non venga tenuto conto anche degli interessi dei lavoratori e non vi siano comprovate esigenze organizzative aziendali; b) non venga salvaguardata la funzione fondamentale delle ferie, ossia di consentire al lavoratore la reintegrazione delle energie psicofisiche.
Appare pacifico che la riduzione o la sospensione dell’attività giustifichino “l’imposizione” della fruizione delle ferie da parte del Datore di lavoro, almeno per la parte di ferie maturate dal lavoratore. “...si può ritenere che, soprattutto in questa situazione di emergenza e in considerazione della raccomandazione proveniente dal governo, la fruizione possa essere imposta dal datore di lavoro, sia in caso di chiusura totale dell’attività che in caso di riduzione parziale” (così Aldo Bottini, “politica del lavoro”, il Sole24Ore, 11/3/2020, pag. 27).
Per quanto riguarda l’apertura delle nostre agenzie, essa è stata richiamata dal Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte, nel suo intervento televisivo di ieri sera (11 marzo, ndr), in quanto espressione di pubblico servizio, al pari di poste, banche e finanziarie, farmacie, negozi alimentari, trasporti.
Stiamo intensificando ad ogni livello il confronto con le istituzioni, con l’Associazione delle imprese e i Gruppi Aziendali Agenti per riuscire ad ottenere l’accesso a forme di sostegno economico e/o agli ammortizzatori sociali. La situazione, tuttavia, è in continua evoluzione e non possiamo che garantire che ci batteremo perché nessuno resti indietro. Nel frattempo possiamo solo prendere atto che, come ben sappiamo, essere Titolari di un’agenzia di assicurazione, liberi imprenditori, significa anche subire le dolorose ferite dei periodi di crisi, privi di “ammortizzatori” degni di chiamarsi tali. A differenza del nostro personale dipendente, che non ci stancheremo mai di ringraziare per la preziosa collaborazione, ma che beneficia –come tutti i Lavoratori subordinati- della tranquillità di una busta paga, di precise garanzie retributive, previdenziali ed assistenziali.
Aver sottoscritto un CCNL che, coraggiosamente, ha forse sacrificato minimamente l’aspetto puramente retributivo per premiare il mantenimento dei livelli occupazionali e cercare di rinforzare, per quel po’ che è possibile, l’equilibrio economico delle nostre agenzie, si dimostra –oggi più che mai- una scelta oculata, responsabile e lungimirante!
Sono certo che la categoria agenziale sia pronta a trasformare, con intelligenza e determinazione, questa fase tanto critica in una situazione di rinascita e di speranza per tutti gli Agenti professionisti di assicurazione, i loro collaboratori, i loro familiari. Insieme, stiamo vivendo una delle fasi più difficili che mai abbiamo dovuto affrontare nella nostra storia, ma ce la faremo!
Un caro saluto".
Luigi Giorgetti

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