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Confsal: Il contagio da Covid-19 sia equiparato all'infortunio sul lavoro. Arriva la conferma del Presidente nazionale Inail Franco Bettoni In evidenza

FRANCO BETTONI FRANCO BETTONI

MILANO - Con lettera del 17 marzo scorso la Segreteria generale della Confsal, una delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative in Italia, firmataria del CCNL Sna che è quello di riferimento del settore assicurativo agenziale, ha chiesto all'Inail che le infezioni da Covid-19 di tutti i lavoratori potessero essere considerate infortunio sul lavoro e dunque beneficiare del relativo trattamento garantito dall'Istituto. Con la circolare del 3 aprile l'Inail ha confermato l'interpretazione della Confsal, confermando la “piena tutela Inail per tutti i casi di infezione sul lavoro”.
In particolare, la nuova circolare fornisce indicazioni sulle prestazioni garantite in caso di contagio di origine professionale. “Tutti i casi accertati di infezione sul lavoro da Covid-19 faranno scattare - precisa il Presidente nazionale Inail Franco Bettoni - la piena tutela dell’Inail, come per gli altri infortuni o malattie, già a partire dal periodo di quarantena”.
“Per una corretta rilevazione dei casi a fini statistico-epidemiologici - sottolinea Bettoni - ci siamo già attivati per codificare il Covid-19 come nuova malattia-infortunio”. L’emergenza coronavirus ha “riportato in primo piano - prosegue - la necessità di garantire le stesse tutele ai milioni di lavoratori che non sono assicurati con l’Inail e non possono quindi accedere a rendite e indennizzi in caso di contagio”.
Come chiarito dalla circolare, l’ambito della tutela Inail riguarda innanzitutto gli operatori sanitari esposti a un elevato rischio di contagio, aggravato fino a diventare specifico, considerata l’alta probabilità che questi lavoratori vengano a contatto con il virus. Lo stesso principio si applica però anche ad altre categorie che operano in costante contatto con l’utenza, come i lavoratori impiegati in front-office e alla cassa, gli addetti alle vendite/banconisti, il personale non sanitario degli ospedali con mansioni tecniche, di supporto, di pulizie, e gli operatori del trasporto infermi.
"La tutela assicurativa - viene sottolineato - si estende anche ai casi in cui l’identificazione delle precise cause e modalità lavorative del contagio si presenti più difficoltosa".
Luigi Giorgetti