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Emergenza Covid-19, sospensione Rcauto fino al 31 Luglio 2020. Emendamento al Decreto "Cura Italia". Tanto rumore per così poco? In evidenza

Emergenza Covid-19, sospensione Rcauto fino al 31 Luglio 2020. Emendamento al Decreto "Cura Italia". Tanto rumore per così poco?

MILANO - Nonostante l’emergenza in corso dovuta al Coronavirus, sembra che nella mente dei politici la Rcauto abbia sempre un ruolo fondamentale e questo perché, come ben sappiamo, troppo spesso viene utilizzata come cassa di risonanza per raccogliere consensi. Il 9 aprile, in Senato è stato approvato un emendamento che prevede la facoltà per i clienti di richiedere la sospensione della copertura Rcauto fino al 31 luglio 2020. Nel caso in cui l’emendamento venisse approvato anche alla Camera cosa cambierà realmente? Nei fatti, l’emendamento non inciderà molto sulla realtà vista la possibilità già esistente di sospendere la maggior parte delle tipologie di coperture Rcauto previste dal mercato; in pratica ci sarà la possibilità di sospendere tutte quelle coperture riferibili al settore 5 (motocicli e ciclomotori) che non abbiano acquistato la clausola di sospendibilità in fase di rinnovo o che abbiano eventualmente esaurito le sospensioni previste dal contratto (“la sospensione del contratto è aggiuntiva e non sostitutiva di analoghe facoltà contrattualmente previste”). Potranno usufruire del beneficio anche contratti particolari del settore 1, come ad esempio alcune quelli riferiti alle auto storiche che contrattualmente non prevedono la sospensione.
Sta di fatto che la diffusione di questa nuova possibilità andrà gestita con molta delicatezza poiché restano ferme le seguenti disposizioni:
il veicolo non può circolare né stazionare su strada pubblica o su strada equiparata ad essa qualora privo di copertura assicurativa;
esistono parcheggi privati che all’interno dei loro regolamenti prevedono espressamente l’obbligo di assicurazione Responsabilità civile e Ricorso terzi da incendio, rendendo quindi una violazione alla regola la sospensione della copertura.
Lascio un ultimo elemento di riflessione, anche se molto importante: vero è che ci troviamo in una situazione di emergenza più unica che rara, ma non dimentichiamo che aleggia l’interpretazione resa dalla Corte di Giustizia Europea nel testo della sentenza depositata il 4 settembre 2018 in riferimento alla causa C-80/17 e cioè: se si verificheranno dei danni chi sarà chiamato a pagare?
Ricordiamo che la fattispecie in oggetto si riferisce a un fatto avvenuto in Portogallo, quindi il pronunciamento della Corte di Giustizia Europea afferisce esclusivamente a quell’episodio e non si estende “ipse facto” a tutti i sinistri analoghi avvenuti nella UE, dal momento che, una sentenza, nonostante costituisca un precedente autorevole (giurisprudenza) non fa legge.
Torna d’attualità il tema più volte sollevato dallo Sna in merito alla proposta di trasformare le coperture Rcauto da polizze di responsabilità civile che assicurano la circolazione dei veicoli, in polizze di responsabilità civile che assicurino la proprietà dei veicoli in ogni circostanza ricomprendendo quindi i luoghi privati, le aree portuali, i parcheggi privati ad uso pubblico, e così via.
Tiziano Salerno

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