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I ciarlatani in malafede e i cialtroni costruiscono a tavolino false verità e fanno il male del Sindacato In evidenza

CLAUDIO DEMOZZI CLAUDIO DEMOZZI

MILANO - Una Relazione, quella letta dal Presidente Nazionale Sna Claudio Demozzi nel corso dell'85° Comitato Centrale Sna, come sempre puntuale sui temi di maggiore interesse per la categoria e sulle prospettive dell’attività sindacale.
L’introduzione è stata dedicata a spiegare che la candidatura di alcuni componenti dell’EN, del Presidente del Comitato dei Presidenti di Gaa e del Presidente del Collegio sindacale Sna nella lista dei delegati all’Assemblea Fonage aveva lo scopo di fornire ad essa maggiore forza e attrattività, in un momento nel quale è determinante marcare la “netta differenza esistente rispetto alla strategia disfattista e filo-compagnie che Anapa ha palesato durante le fasi di pre-commissariamento, di commissariamento e di post-commissariamento del Fonage”.
Demozzi ha poi riservato un passaggio molto amaro allo scopo di invitare i “dirigenti Sna a smettere una volta per tutte di ascoltare le false informazioni e le verità costruite a tavolino” e per mettere in guardia la platea “dai ciarlatani in malafede, che sono solo degli sciacalli nei momenti più difficili e complessi della vita associativa, e dai cialtroni che, ahimè a volte in buonafede, creduloni ed impauriti spargono disinformazione perché, molto semplicemente, non sanno di cosa stanno parlando”.
Dal mio punto di vista è proprio questo il nucleo vero della Relazione perché sono sicuro che il dibattito successivo farà giustizia di una conduzione sindacale improntata alla trasparenza che i vecchi e i nuovi disfattisti stanno cercando, peraltro senza successo, di screditare. I risultati sono sotto gli occhi di tutti, tanto che l’inserimento della categoria tra le attività produttive strettamente necessarie e la successiva inclusione degli agenti e dei subagenti nel novero dei soggetti beneficiari del “fondo liquidità” che per noi vale oltre 300 milioni di euro, sono la prova incontrovertibile dell’efficace azione di lobbing politica sviluppata dalla presidenza Demozzi anche durante il lockdown.
Interessante e meritevole di una citazione, la piattaforma di progetti messi a punto dall’Esecutivo Nazionale, nonostante stia vivendo una fase di prorogatio temporanea, sul piano tecnologico, dei servizi e della creazione di nuovi modelli gestionali e di sviluppo delle agenzie. Largo spazio è stato quindi dedicato al CCNL Sna-Confsal che è passato attraverso il vaglio di numerosi tribunali italiani che ne hanno confermato la validità, fatta eccezione per quello di Genova in controtendenza con l’orientamento di tutti gli altri. È evidente che “in un contesto complesso – ha detto Demozzi - che permette economie dell’ordine di centinaia di milioni di euro per gli Agenti, lettere farneticanti inviate alle nostre controparti, attività di “dossieraggio” a carico di nostri rappresentanti, commenti diffamatori sui social ed infondate accuse di opacità nella gestione dell’ente bilaterale collegato al CCNL, rischiano di creare problemi per la categoria che probabilmente gli autori di dette azioni neppure immaginano, se sono in buona fede”. Né possono esservi dubbi sulla trasparente gestione bilancistica dell’Ente bilaterale Ebisep il cui bilancio “che viene predisposto – ha aggiunto il Presidente Demozzi rivolto ai partecipanti - dallo studio Della Frera Borboni che voi conoscete, è soggetto alla revisione legale da parte del Collegio dei Revisori, composto da 3 commercialisti revisori dei conti indipendenti, liberi professionisti”.
Nessun dubbio infine sulla tenuta della figura professionale degli agenti sul mercato nazionale, dato che “nonostante i ripetuti attacchi delle imprese, dei broker online, delle varie piattaforme, delle “dirette” e delle banche, la quota di mercato che gli Agenti tutt’oggi detengono ci rassicura circa la nostra corretta visione e strategia”, ha detto ancora Demozzi. Una categoria, quella degli agenti che accetta la sfida tecnologica, purché non finalizzata a “ostacolare l’autonomia operativa degli intermediari, di limitarne la libertà gestionale e commerciale o di estrometterli dal rapporto privilegiato con la clientela; ogni tentativo messo in atto a tale scopo sarà prontamente osteggiato dal Sindacato”.
“Ciascun agente di assicurazione, quale imprenditore professionale qualificato, come tale è chiamato a comportarsi sia verso le Compagnie preponenti sia verso i clienti”, ha detto infine il Presidente nazionale Demozzi, rammaricandosi nel saluto finale “per non aver potuto incontrarvi di persona. Mi mancano gli abbracci, le strette di mano, perché no le lacrime di qualcuno, come penso manchino a voi”. Nel ricordo affettuoso dei colleghi che non ce l’hanno fatta, ha poi concluso visibilmente commosso, “in chiusura della mia relazione, quest’anno non ci saranno applausi, ma un minuto di silenzio che vi propongo a partire da questo momento”.
Roberto Bianchi

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