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85° Comitato Centrale Sna, pieno consenso da parte degli intervenuti e l’Esecutivo Nazionale tira dritto per la sua strada In evidenza

85° Comitato Centrale Sna, pieno consenso da parte degli intervenuti e l’Esecutivo Nazionale tira dritto per la sua strada

MILANO - Quello che si è appena concluso poteva essere un Comitato Centrale Sna che rischiava di alimentare la polemica e la querelle generata per il tramite dei social e invece, probabilmente anche per merito della nuova versione a distanza, gestita peraltro egregiamente sia dal punto di vista informatico, che dai colleghi intervenuti e in primis dal presidente eletto del Comitato Centrale Nicola Vitali, così non è stato.
Nonostante questa nuova versione on line, il primo risultato positivo ottenuto dalla stessa è stato quello della numerosa presenza pari al 93% degli aventi diritto.
Dopo la lettura della Relazione del Presidente nazionale Claudio Demozzi, nella quale sono state ripercorse le tappe più importanti intraprese dall’ultima riunione di Matera del 18 aprile 2019 ad oggi, che potrete leggere ed anche approfondire con l’articolo di commento sulla stessa a firma del direttore Roberto Bianchi, si è così aperto il dibattito con numerosi interventi da parte dei colleghi.
Nel loro complesso i colleghi hanno riconosciuto, quale filo denominatore, la piena soddisfazione ed apprezzamento circa l’operato politico sindacale del Presidente Demozzi e della sua squadra dell’Esecutivo Nazionale.
Sono emersi poi vari argomenti tra cui la diminuzione temporanea delle quote associative per far fronte alle difficoltà economiche del momento, mentre altri, per contro, hanno proposto di aumentarle per sostenere maggiormente l’operato del Sindacato, oppure di non diminuirle e di utilizzarne una parte sul piano territoriale a scopi promozionale della nostra figura professionale. Altri colleghi hanno poi proposto di sottoporre all’analisi dell’Esecutivo Nazionale l’ipotesi di creare una Fondazione al fine di poter devolvere il 5 per mille al Sindacato per scopi di sostegno sociale ai colleghi in difficoltà, anche se questa possibilità sembrerebbe già prevista nello Statuto dello Sna, cosicché la creazione di una Fondazione sarebbe inutile.
Naturalmente poi come, era normale aspettarsi, il dibattito è entrato nel vivo della discussione nata negli ultimi tempi tra Demozzi ed il collega Soldati, alimentata poi probabilmente anche a dismisura da coloro che usano i social, ma poi la stessa si è conclusa con la consapevolezza che all’interno del Sindacato ci siano temi molto più importanti ed urgenti di cui discutere e cercare di risolvere, come quelli che vedono coinvolti alcuni colleghi in contenziosi legati al Ccnl.
Così come quelli nati per colpa dell’emergenza sanitaria e delle difficoltà ad essa collegate, sia di tipo economico che legate al rischio di disintermediazione, palesate da diversi colleghi durante il dibattito e della necessità di fare quadrato nei confronti delle compagnie, al fine che tutto ciò non accada.
Altri poi hanno espresso gradimento circa i nuovi progetti portati avanti dall’Esecutivo Nazionale, sulle forme di pagamento del progetto Sna Pay e sul nuovo modello di agenziale digitale KDA.
Numerosi ed interessanti sono stati quindi i temi trattati, con un livello di intervento anche molto concreto e sintetico che ha consentito di svilupparli in maniera piuttosto efficace, probabilmente anche per merito della modalità con cui si è tenuta la riunione, sebbene per contro è mancata la componente emotiva ed umana caratteristica e direi anche fondamentale, delle riunioni di tipo tradizionale.
Come da prassi, infine, il compito di tirare le fila della riunione è spettato a Claudio Demozzi, il quale ha espresso un apprezzamento per l’opera dell’ufficio di presidenza del Comitato Centrale, ringraziando anche i colleghi intervenuti che lo hanno fatto in maniera sintetica ed allo stesso tempo chiara ed efficace. Circa i temi dibattuti come il sistema di voto proporzionale sostitutivo di quello attuale presidenziale maggioritario, si è detto contrario perché coloro che facessero parte di una squadra in qualità di rappresentanti di una minoranza, finirebbero per essere isolati e privati della possibilità di poter operare, così come avviene in alcuni Gruppi Aziendali che hanno questo tipo di composizione del gruppo dirigente.
Per quanto riguarda poi la reintroduzione dei limiti nel mandato di Presidente, Demozzi si è espresso negativamente perché ritenuta non democratica, dato che tali limiti non devono essere normati, ma lasciati al libero voto degli associati che decidono di votare chi in quel momento ritengono essere il presidente che li potrà meglio rappresentare. In tal senso ha aggiunto che “con me avreste vita facile, perché se avessi l’impressione di vedere che c’è una nuova forza con nuovi obiettivi, più apprezzata di me, sarei il primo a votarlo, purché tali obiettivi siano coerenti con ciò che abbiamo costruito fino ad oggi, diversamente ne sarei antagonista”.
A chi chiedeva tra le altre cose di cercare di ricostruire un’unica sigla sindacale, Demozzi ha ribadito che l’unica associazione è lo Sna, anche perché i colleghi di Anapa pian piano sono rientrati nel Sindacato, dato che le nostre porte sono sempre rimaste aperte, ma unificare tanto per avere un’unica sigla sindacale per poi ritrovare al suo interno colleghi che hanno una visione contrapposta sui temi principali dell’attività sindacale, non sarebbe opportuno e non gioverebbe alla categoria stessa.
L’appello finale poi è stato quello che se qualcuno ha bisogno di chiarezza per aprire la porta non serve che usi il bazooka per farlo, perché così distrugge la casa, ma serve invece suonare il campanello e, dopo essersi fatto aprire la porta, parlare di tutto quello di cui si ha bisogno di chiarire, avendo però l’accortezza di mantenere quantomeno il riserbo, là dove i temi trattati richiedono tale obbligo di riservatezza. È apparso chiara a tutti quindi la volontà di condividere le informazioni e la disponibilità al confronto, purché lo stesso sia costruttivo. I colleghi infatti durante la riunione hanno fatto capire che sono molto più interessati a tutti gli argomenti utili e fondamentali per gli agenti, che a dispendiose ed inutili discussioni sindacali che non fanno altro che nuocere alla nostra categoria, indebolendoci nei confronti di chi ha interesse a trarre vantaggio da tali litigi.
Concludo dicendo che lo slogan dell’ultimo congresso di Rimini è stato Uniti si può! A questo e per questo tutti quanti dobbiamo lavorare, rispettando i valori sindacali che ci appartengono e che ci fanno essere parte di questo Sindacato.
Andrea Pieri

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