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L’accordo di Poste Insurance Broker con le compagnie dirette Genertel e Linear è un vero e proprio buco nero In evidenza

ROBERTO BIANCHI ROBERTO BIANCHI

Quanto abbiamo scritto del rapporto sinergico tra Sindacato e Gruppi agenti, soprattutto da quando il legame tra le due rappresentanze risulta così rafforzato. Eppure ogni qualvolta abbiamo l’occasione di provare nei fatti che siamo tutti d’accordo sui rispettivi ruoli, c’è qualcuno che imbocca improvvisamente un cunicolo spazio-temporale all’uscita del quale si ritrova al punto di partenza. E attenzione, il mio potrebbe non essere soltanto uno stereotipo descrittivo preso in prestito dalla fantascienza, dal momento che alcuni ricercatori impegnati nello studio dei viaggi interplanetari sono arrivati a sostenere come, almeno teoricamente, sia possibile passare attraverso tunnel spaziali, denominati wormhole, per collegare due luoghi distanti nell’Universo. Come? Secondo la stessa Nasa utilizzando l’influenza di un forte campo gravitazionale generato da un buco nero.
Ecco un buco nero, come quello del negoziato di secondo livello laddove il ruolo di supporto del Sindacato è definito in modo chiarissimo sul piano teorico, ma un po’ meno su quello della concretezza quotidiana, tanto che ad ogni piè sospinto la rappresentanza generalista viene accusata di una cosa, o del suo esatto contrario, a seconda delle convenienze espresse da questa o da quella rappresentanza aziendale. Prendiamo ad esempio la questione della titolarità autonoma e della proprietà industriale delle banche dati, lo Sna ha fornito per anni gli elementi di valutazione tecnico-politica, consentendo ai Gaa di sviluppare il negoziato con le rispettive mandanti, ritagliandosi nel contempo un ruolo di sostegno esterno e non mancando di guidare chi voleva essere guidato o di bacchettare chi aveva imboccato la strada sbagliata. In questo secondo caso i bacchettati hanno accusato a loro volta il Sindacato di non avere gestito direttamente la materia e di avere abbandonato i Gruppi a risolvere un contenzioso così complesso attraverso accordi sui dati di cui, peraltro, solo le mandanti sentivano l’esigenza.
Siamo così entrati nella macchina del tempo per tornare all’indietro quando gli integrativi aziendali, prima di essere siglati, dovevano essere preventivamente vagliati e approvati dall’Esecutivo Sna. Cioè gli stessi soggetti che rivendicavano maggiore autonomia, lamentavano stavolta di essere stati lasciati liberi di scegliere. Singolare non credete?
Per contrasto, durante il divampare dell’epidemia Covid-19, il Sindacato si è fatto carico di intervenire con tempestività sull’Associazione delle imprese, sull’Istituto di controllo, sui Ministeri competenti, per evitare che la categoria venisse travolta dalla tragedia in atto e ottenendo, per la prima volta nella storia, che il Governo attribuisse a quella degli agenti la rilevanza di attività essenziale ritenuta di primaria importanza per il Paese. L’accusa in tale circostanza è stata esattamente opposta rispetto alla precedente: troppa fretta nel chiedere aiuti economici a favore degli agenti e ingerenza abusiva nella sfera del negoziato aziendale, considerato il luogo ideale per parlare di quattrini, non sempre preservando i diritti acquisiti.
Altra macchina del tempo e altro buco nero, inteso non come assenza di materia, ma al contrario come corpo dotato di un campo gravitazionale così forte da attirare qualunque cosa si aggiri nelle sue vicinanze, proprio come fanno le compagnie a vocazione monomandataria con gli agenti che ne ripetono il mandato e con i Gaa che li rappresentano. Eccoci di nuovo trasportati all’indietro nel tempo quando qualche Gruppo rivendicava la libertà di venire risucchiato dalla mandante e la discrezionalità di accontentarsi degli spiccioli messi a bilancio nei piani industriali.
Vogliamo concludere con Poste Italiane? Qui la macchina del tempo ha lavorato in modo ancora più sofisticato perché di fronte all’ufficializzazione della partnership distributiva di Poste Insurance Broker di Poste Assicura con le dirette Genertel di Generali e Linear di UnipolSai, lo Sna, sempre nel solco del rispetto verso le autonomie aziendali tracciato dal Presidente nazionale Claudio Demozzi, ha confermato il sostengo a qualsiasi sollecitata azione utile a ostacolare questa operazione che rischia di destabilizzare il mercato assicurativo danni italiano.
E di rimando ha ricevuto dai Gaa, o meglio da quelli disponibili al dialogo, l’apertura per un “confronto costruttivo”. Come a dire parliamone pure, ma la scelta giusta per noi, ora come sempre, è “rafforzare la relazione e la centralità delle agenzie a livello di sistema con la compagnia”, anche quando questa è pronta a fare concorrenza ai propri agenti per mano dei 130.000 dipendenti operanti all’interno di 132 filiali e 12.800 uffici postali focalizzati a raccogliere sui target tipici delle agenzie, le stesse delle quali si vorrebbe preservare la centralità nel sistema distributivo della mandante.
Insomma un altro buco nero e poi continuate a dire che si tratta di fantascienza.
Roberto Bianchi

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