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Gruppi Agenti Allianz, dura lettera alla compagnia: inaccettabili imposizioni. Pieno sostegno arriva da parte del Sindacato In evidenza

Gruppi Agenti Allianz, dura lettera alla compagnia: inaccettabili imposizioni. Pieno sostegno arriva da parte del Sindacato

MILANO - Con una decisa presa di posizione, i tre Gruppi aziendali agenti Allianz hanno contestato all’impresa alcune recenti decisioni che, secondo gli agenti, sono potenzialmente dannose per questi ultimi e soprattutto gettano lunghe ombre sul futuro della loro centralità nella rete distributiva del colosso tedesco. Alcuni agenti Allianz, iscritti al Sindacato, nel trasmetterci copia della lettera inviata dai GAA all’impresa ed in copia a tutti gli Agenti, segnalano con preoccupazione quanto riportato a proposito degli strumenti digitali, sui quali Allianz sembra puntare molto (troppo?, ndr). Si legge infatti: “Ma gli strumenti digitali devono semplificare e potenziare l’attività di relazione tra l’agente e il cliente, mentre è palese ormai che Allianz intende utilizzarli quale porta di accesso per relazionarsi direttamente con gli assicurati. Qualche esempio? L’obbligo di inserire numero di cellulare e indirizzo mail del Cliente, con la fornitura forzosa, da parte di Allianz, di una PEC, qualora lo stesso cliente ne sia sprovvisto.” Questa disposizione aziendale, che viene definita senza mezzi termini una “inaccettabile imposizione fra Soggetti partners”, probabilmente non è avulsa da possibili profili di illiceità sui quali il Sindacato è stato invitato ad approfondire l’esame. Altro passaggio fondamentale della comunicazione dei GAA è il seguente: “Ricordiamo che il Codice delle Assicurazioni, ed il Regolamento 40/2018, stabiliscono il principio fondamentale del diritto di scelta del Contraente e del suo consenso all’utilizzo di comunicazioni via internet, ed appare appunto una forzatura il voler ostinatamente attribuire al Cliente un indirizzo mail".
Per il Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi “oggettivamente non si può che essere d’accordo sulla posizione dei Gruppi Agenti Allianz”. I GAA presieduti da Umberto D’Andrea, Dario Piana e Paolo Sacchi, scrivono altresì che, come noto, “l’utilizzo di sistemi alternativi al mezzo cartaceo, sono utilizzabili solo se scelti e acconsentiti dal Contraente, il quale resta libero di esigere, sia ab origine che in corso di rapporto (modificando la scelta inizialmente effettuata), l’invio delle comunicazioni di legge su supporto cartaceo anziché digitale”.
Anche su questo passaggio dell’importante comunicazione, il Presidente Demozzi esprime “piena condivisione, troppo spesso le Imprese sembrano dimenticare i diritti degli Assicurati e questo si paga anche in termini di immagine dell’intero settore assicurativo nel nostro Paese”. Non si può soprassedere inoltre neppure sul fatto che “il cliente che sottoscrive ultra, e nel breve su tale piattaforma convergerà l’intero catalogo prodotti Retail, di fatto accetta che Allianz modifichi, pur con una serie di distinguo e di apparenti salvaguardie, condizioni e normativa delle polizze. Evidentemente la mail non servirà solo a comunicare con il cliente, ma a notificare (ecco la ratio della PEC), modifiche contrattuali dettate più da esigenze di bilancio aziendali, che da esigenze assicurative dell’Assicurato, ciò non propriamente in linea con la IDD”.
Per i Gruppi Aziendali, tutti iscritti al Sindacato, “Tutto quanto esposto rappresenta, a nostro avviso, un deciso cambio di strategia distributiva di Allianz, portata avanti senza alcun preventivo confronto con le Rappresentanze degli agenti, e ciò a nostro avviso, non risponde ad una proficua relazione industriale, né tantomeno alle implicite obbligazioni che ci legano.” Ciò che per i Gruppi Agenti Allianz non può essere accettato, né lo può essere per il Sindacato, è che gli Agenti possano essere “relegati a meri distributori di prodotti costruiti dalla compagnia ed inconsapevolmente accettati dagli Assicurati, in netta contraddizione con il principio basilare della IDD".
Secondo il Presidente Demozzi “gli agenti Allianz, o almeno numerosi di essi, sono molto preoccupati ed arrabbiati; l’iniziativa dei GAA non poteva mancare e forse era attesa da tempo”.
La Redazione

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