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Un Fondo sociale per l'emersione dell'evasione assicurativa Rcauto, arriva la proposta Sna per mutualizzare il risparmio delle imprese sui sinistri durante il lockdown In evidenza

Un Fondo sociale per l'emersione dell'evasione assicurativa Rcauto, arriva la proposta Sna per mutualizzare il risparmio delle imprese sui sinistri durante il lockdown

MILANO - La pubblicazione della relazione del Centro Studi Sna sull’andamento della Rcauto durante il periodo del lockdown ha avuto un’importante eco, con diversi passaggi sulla stampa economica nazionale, oltre che su quella specializzata di settore. In effetti, appare clamorosa la cifra di un miliardo e mezzo di euro risparmiata dalle compagnie in conseguenza della diminuzione dei sinistri procurata dalla riduzione della circolazione stradale, stimata in circa l’80% in meno.
Alcune compagnie hanno avviato iniziative unilaterali finalizzate a far beneficiare anche i loro clienti di questo risparmio, con la concessione di voucher di rimborso o di sconti da applicare in occasione del rinnovo delle polizze. Alcune di queste iniziative, come è noto, hanno suscitato la perplessità di alcuni osservatori, fra i quali diverse associazioni di consumatori, alcuni parlamentari e lo stesso Sindacato Nazionale Agenti, fino a determinare interrogazioni parlamentari e, nel caso dell’UnipolSai, l’apertura di un’istruttoria da parte dell’Antitrust.
Il Centro Studi Sna, andando oltre la rilevazione dei numeri, ha approfondito il tema del possibile utilizzo del tesoretto accumulato dalle imprese, sviluppando una proposta di costituzione di un Fondo pubblico, il cui utilizzo “potrebbe contribuire alla soluzione di un problema della collettività, mutualizzandone le risorse e favorendo la crescita della cultura assicurativa nel Paese”. L’attenzione è focalizzata sulla lotta al fenomeno dell’evasione assicurativa, che riguarda oggi ben 2,7 milioni di veicoli, con ricadute sociali di grande importanza, anche in termini di costo indirettamente sostenuto dalla collettività. Attraverso il Fondo si potrebbe creare una tariffa di accesso socialmente sostenibile riservata a quegli utenti che possano dimostrare di rientrare in specifici parametri che saranno individuati (ad es. quelli ISEE). Il recupero dei rischi assicurativi è stimato in circa 500mila veicoli all’anno.
L’operazione avrebbe durata temporanea, ad esempio un anno, offrendo il vantaggio – secondo il Centro Studi Sna – di garantire una maggiore sicurezza nella circolazione per ogni cittadino e per la collettività in generale, ma anche di acquisire nuovi clienti per il comparto assicurativo, di ridurre i sinistri a carico del Fondo vittime della strada, di garantire un aumento del gettito fiscale per lo Stato e le Province, oltre a costituire un concreto aiuto a chi si trova in difficoltà a pagare polizze auto per i costi socialmente insostenibili.
L’obiezione che si possa trattare, di fatto, di una sorta di condono verso chi ha evaso l’obbligo assicurativo trova una risposta negli innegabili vantaggi per la collettività e nell’individuazione, come destinatari dell’iniziativa, di persone che versano realmente in situazioni economiche di svantaggio, perché è evidente che non tutti gli evasori assicurativi sono classificabili come “furbetti”.
Il Lavoro del Centro Studi Sna sull’andamento della Rcauto nel periodo del lockdown è stato pubblicato sul numero 131 de L’Agente di Assicurazione, distribuito nelle scorse settimane nelle agenzie e disponibile, in versione online sfogliabile, a questo link.
La Redazione

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