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Anche nell'alimentare la "Triplice" sindacale firma un contratto minoritario e cerca di imporre il proprio CCNL a tutto il settore In evidenza

Anche nell'alimentare la "Triplice" sindacale firma un contratto minoritario e cerca di imporre il proprio CCNL a tutto il settore

MILANO - “Sarebbe proprio il caso di aprire un confronto, ai massimi vertici di tutte le Associazioni sia datoriali che dei lavoratori, per chiarire le conseguenze dell’evidente crisi di rappresentatività che colpisce ormai da molto tempo il mondo del sindacalismo tradizionale, in particolare Confcommercio e Confindustria da una parte, Cgil-Cisl e Uil dall’altra, perché i singoli segmenti produttivi rischiano di rimanere schiacciati tra grandi potentati che ormai inseguono logiche troppo lontane dal praticato quotidiano”. Si esprime così il Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi, commentando l’ennesima notizia di attrito tra varie sigle sindacali che rivendicano il diritto di sottoscrivere il CCNL “leader” per il medesimo settore.
Nella fattispecie si tratta del CCNL alimentare. Nei giorni scorsi le sigle sindacali Fai (Cisl), Flai (Cgil), Uila (Uil) hanno firmato un CCNL con le associazioni datoriali Unionfood, Ancit e Assobirra. Fin qui tutto normale, vista la libertà negoziale garantita dalla Costituzione. Il problema sorge quando CGIL-CISL-UIL affermano di ritenere questo CCNL “il nuovo contratto collettivo nazionale dell’industria alimentare”, non tenendo conto che esistono altre 11 associazioni datoriali del settore, che non hanno sottoscritto l’accordo e che dunque non riconoscono questo specifico CCNL, così come Federalimentare che ne ha preso le distanze.
Per il Segretario generale della Uila-Uil “ora tocca alle imprese riflettere sull’opportunità di applicare i contenuti dell’accordo sottoscritto, oppure subire azioni di lotta, che Fai, Flai e Uila metteranno in campo con il blocco della flessibilità e degli straordinari”. Da notare che le 11 sigle datoriali che non accettano il CCNL in parola, rappresentano il 70% del fatturato dell’industria alimentare italiana e sono dunque maggioritarie.
“Questo comportamento ricorda quanto analogamente accaduto per il settore assicurativo agenziale, nel quale Fisac (Cgil), First (Cisl) e Uilca (Uil) hanno tentato di imporre all’intera categoria il CCNL minoritario firmato con la sigla datoriale, all’epoca appena nata, Anapa di Vincenzo Cirasola; se Sna non avesse puntato i piedi e difeso gli interessi degli agenti, probabilmente oggi il numero delle agenzie e dei Lavoratori occupati sarebbe notevolmente ridimensionato”, aggiunge il Presidente Demozzi, che chiude la telefonata ricordando “quanto sia importante applicare il CCNL Sna/Confsal, contratto di riferimento del settore, informando i nostri dipendenti sui molteplici servizi erogati dall’ente bilaterale collegato al nostro contratto di lavoro Ebisep”.
La Redazione

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