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Questionari, dalle imprese ancora luci e ombre. Demozzi (Sna): Le compagnie rispettino l'autonomia professionale degli agenti In evidenza

Questionari, dalle imprese ancora luci e ombre. Demozzi (Sna): Le compagnie rispettino l'autonomia professionale degli agenti

MILANO - Sembra una storia senza fine, quella del “Questionario di adeguatezza”, documento obbligatorio che permette all’Intermediario di acquisire le informazioni necessarie alla valutazione delle esigenze del cliente.
Per il Sindacato, fin dalla nascita di tale obbligo, il questionario è un documento che va predisposto a cura dell’Intermediario medesimo, che lo farà sottoscrivere al cliente e lo conserverà per eventuali controlli. Per molte mandanti, al contrario, l’Intermediario sarebbe “costretto” ad utilizzare il questionario predisposto dal sistema informatico di compagnia, che viene spesso emesso addirittura precompliato, dovendolo poi inviare in originale alla mandante, conservandone altresì copia nel fascicolo agenziale.
Eppure la lettura della norma non lascia spazio a simili interpretazioni e propende per la soluzione indicata dal Sindacato. Tuttavia pochi Gruppi aziendali si sono opposti alle interpretazioni distorte delle imprese e per la verità gli stessi agenti, in buona parte, hanno preferito la comodità del questionario “automatico” rispetto alla laboriosa compilazione di un vero e proprio questionario di adeguatezza, di esame delle specifiche esigenze del contraente. Così le indicazioni sindacali, sono rimaste prerogativa di un numero ristretto di agenti, che hanno da subito sposato la via dell’autonomia professionale, fino in fondo. Alcune imprese, come Tua Assicurazioni del Gruppo Cattolica, in questi giorni hanno diramato nuove disposizioni al riguardo. Nel caso di Tua, proseguendo nell’esempio, la compagnia lascia all’agente la scelta di optare per il questionario di propria produzione o per quello automatizzato dell’impresa. Di per sé, questo riconoscimento di autonomia imprenditoriale in capo all’agente, fa certo onore alla direzione di Tua. Peccato che la circolare prosegua indicando che, nel caso di questionario dell’agente, questo documento vada sottoposto alle verifiche della mandante e vada inoltrato, con la documentazione contrattuale di polizza, alla direzione, disposizione quest’ultima che la quasi totalità degli esperti ritiene incoerente con la normativa.
Inoltre, lo spirito della parte conclusiva della disposizione aziendale Tua, lascia sconcertati. Il rifiuto del cliente a rispondere al Questionario IDD dell’impresa, “deve risultare evento eccezionale e statisticamente irrilevante. Allo scopo precisiamo che verranno monitorati i casi di rifiuto alla risposta da parte del cliente e se gli stessi saranno superiori al 5% verranno definiti dei percorsi di verifica delle motivazioni”. Come dire: se i clienti decideranno di avvalersi del diritto di non rispondere, la compagnia sottoporrà l’agente a verifica?!
Il Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi ha fatto sapere che “il Sindacato ritiene inaccettabile un approccio di questo tipo, molto simile a quello contestato ad altra compagnia (Axa, ndr) nei giorni scorsi. Le imprese devono rispettare la piena autonomia imprenditoriale e professionale degli agenti. Purtroppo le imprese, così come talvolta l’Ivass, dimenticano troppo spesso che l’agente agisce a proprio rischio e spese e pertanto ha diritto alla piena autodeterminazione lavorativa”.
La Redazione

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