Menu
     IL 27 APRILE CONVOCATO L'86 COMITATO CENTRALE SNA     SLP ASSICURAZIONI SPA, ALLA PROPRIA RETE AGENZIALE PROVVIGIONI PARI AL 60% DEL PREMIO IMPONIBILE FINO AL 30 GIUGNO 2021     ISTAT, CRESCE ANCORA LA PROPENSIONE AL RISPARMIO DELLE FAMIGLIE ITALIANE     DECRETO SOSTEGNI, IL GOVERNO PREPARA IL BIS CON NUOVI CONTRIBUTI ALLE PARTITE IVA     E' LEGGE L'ASSEGNO UNICO PER I FIGLI DI ETA' INFERIORE AI 21 ANNI     ISTAT, CROLLO VERTICALE DEI CONSUMI NEL IV TRIMESTRE DEL 2020     PROGETTO 51 DI ALLIANZ, FORTE PREOCCUPAZIONE ANCHE DA PARTE DELLE ASSOCIAZIONI CONSUMERISTICHE

È colpa del clima elettorale in Sna o sono tornati gli incubi del passato? In evidenza

ROBERTO BIANCHI ROBERTO BIANCHI

Il Sindacato Nazionale Agenti si appresta a celebrare il suo LIII Congresso Nazionale, primo in modalità on line, che rappresenta il momento più alto della vita associativa in quanto deputato a tracciarne il disegno politico e gli obiettivi strategici. È pur vero che il rinnovo delle cariche crea sempre una certa fibrillazione, dovuta alla contrapposizione ideologica tra il vertice uscente e quello che desidera prendere le distanze da esso. Sarà quindi per questo che negli ultimi mesi qualche rappresentante di quella che possiamo considerare una risicata minoranza interna, non essendo la leadership del Presidente nazionale Claudio Demozzi messa in discussione dalla stragrande maggioranza degli iscritti, sta manifestando la propria esistenza in vita dopo sette anni di consenso plebiscitario espresso dalla base, non soltanto elettorale, del Sindacato al Presidente nazionale Claudio Demozzi.
Quanto ai toni è evidente che la parte in attacco, quella che intende captare consenso, si lasci andare a esternazioni spesso fuori dalle righe nel convincimento che qualche esagerazione possa giovare al proselitismo rivolto soprattutto agli indecisi e a coloro che storicamente manifestano una certa tendenza al cambio di casacca.
Nel passato, per fortuna non recente, in Sna abbiamo assistito a battaglie campali consumate sull’accidentato terreno dell’agone elettorale con vincitori e vinti che non hanno lesinato colpi bassi ai danni dell’avversario. Situazioni sgradevoli che non aggiungono nulla al dibattito politico e che normalmente servono ad appagare il desiderio di visibilità di coloro i quali amano fare i diversi per il gusto narcisistico di dimostrare che soltanto loro hanno gli “attributi” per andare fino in fondo. Quasi che tutti gli altri siano “pecoroni” piegati sotto il giogo del pensiero unico della maggioranza, un’accusa di totalitarismo ideale piuttosto stravagante che viene utilizzata come un noioso ritornello da chiunque si trovi in minoranza, salvo poi esserne biasimati quando le parti - ma non sarà questo il caso - si invertono.
Andare fino in fondo, dicevo, ma in fondo a che cosa? La storia recente del Sindacato che sembra una riedizione di quel triste passato, fatto di faide e di alleanze trasversali che pensavamo di avere superato nell’interesse reale degli iscritti, è di nuovo scivolata sul terreno delle congetture, delle accuse, degli equivoci, buttati là a bella posta affinché se ne parli senza che alcuno possa mai venire a capo della realtà dei fatti. Chi ci guadagna? Nessuno, neppure chi usa questi metodi discutibili di opposizione politica che riscuotono più rifiuto istintivo che consenso razionale. Chi rischia di rimetterci? Tutti perché l’eventuale indebolimento del Gruppo dirigente conseguente alle maldicenze di cui è fatto oggetto finirebbe per indebolire la categoria nel suo insieme agli occhi della controparte istituzionale, delle Autority e del mondo politico.
Posto naturalmente che l’obiettivo non sia fiancheggiare le imprese fiaccando lo Sna che rappresenta l’unica barriera reale allo strapotere dell’industria assicurativa, rimane soltanto l’ipotesi un po’ triste dell’autocompiacimento derivante dal ricoprire il ruolo di santo difensore delle cause perse nella battaglia contro il vertice associativo. Fatta salva la buonafede, che va in ogni caso riconosciuta a coloro che la pensano diversamente da noi, possiamo però constatare come questi “avvocati del diavolo” indossino l’abito usurato dei cavalieri senza macchia, solitari nell’affrontare le sfide che tutti gli altri non osano combattere, senza mai essere sfiorati dal dubbio che siano proprio loro in torto e che tutti gli altri abbiano ragione.
Ma il fascino sta tutto nel raccontarsi, agli occhi dei propri solidali, come eroi solitari impegnati nella lotta contro il potere costituito e nell’indurre il sospetto, mai la certezza, di un dilagante malcostume che soltanto loro hanno smascherato. Il trucco è semplice e consiste nel porre questioni scabrose in modo da suscitare la curiosità morbosa di coloro che sono soliti pensare male, forse perché abituati ad agire male, per poi porre quesiti la cui unica risposta sembri essere la condanna sommaria. E anche il metodo è altrettanto semplice, basta redigere dossier alluvionali nei quali siano presenti tutti gli ingredienti afrodisiaci del sospetto e rigorosamente assente quello essenziale della verità.
Quelli bravi direbbero che si tratta di storytelling, ovvero dell’arte di raccontare storie a modo proprio e di impiegarle come strategia di comunicazione persuasiva nei confronti di coloro che sono disposti ad essere persuasi.
Per fortuna in Sna ce ne sono assai pochi, come avremo modo di verificare in occasione del Congresso nazionale di fine settembre, altrimenti dovremmo persino preoccuparci.
Roberto Bianchi

Torna in alto

Deprecated: preg_replace(): The /e modifier is deprecated, use preg_replace_callback instead in /web/htdocs/www.snachannel.it/home/libraries/joomla/filter/input.php on line 697

Deprecated: preg_replace(): The /e modifier is deprecated, use preg_replace_callback instead in /web/htdocs/www.snachannel.it/home/libraries/joomla/filter/input.php on line 700