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Rinvio del Congresso? Chiedere è lecito, accettare la volontà della maggioranza è democrazia. Intervista al Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi In evidenza

CLAUDIO DEMOZZI CLAUDIO DEMOZZI

MILANO - Il Congresso Nazionale Sna si svolgerà il 25 settembre in modalità on line. Sarà un congresso elettivo, perché è necessario rinnovare le cariche, scadute da ormai troppo tempo. Il Congresso si sarebbe dovuto celebrare nello scorso mese di aprile, ma anche questo appuntamento, che era in fase avanzata di organizzazione, è stato bloccato dai DPCM per il contenimento della pandemia in atto. Sull'opportunità della scelta di non rinviare ulteriormente il Congresso abbiamo rivolto alcune domande al Presidente nazionale Claudio Demozzi.
Decidere di tenere il Congresso elettivo in video conferenza è una scelta difficile, forse impopolare. Com'è maturata?
Chiunque dovesse sentirsi chiedere se preferisce che il più alto momento istituzionale della vita del Sindacato sia celebrato in presenza o via web risponderebbe in modo ovvio. Si, è stata una scelta difficile e, aggiungerei, dolorosa, soprattutto per me che mi nutro del confronto con le persone e da quello traggo la mia forza. Pensi che addirittura in pieno lockdown non ho resistito ed ho incontrato Colleghi Agenti, sia da me che in Lombardia, Veneto e Friuli, perché ho messo le loro necessità al primo posto. Ma per il Congresso è stata una scelta necessaria. Ne va della salute di centinaia di Iscritti e dei rispettivi familiari e c’è da tener conto della pesante responsabilità in capo a chi, io in questo caso, è il legale rappresentante del soggetto organizzatore della manifestazione in caso di contagio, o di mancato rispetto delle rigide norme di sicurezza anti-Covid.
La delibera di convocazione del Congresso era stata adottata all’unanimità dall’Esecutivo Nazionale il 4 febbraio e l’appuntamento era stato fissato, in Sardegna, per il 2 e 3 aprile. Poi lo stato di emergenza ed il divieto imposto per Legge ne hanno impedito lo svolgimento. Abbiamo dunque atteso alcuni mesi per valutare il da farsi e monitorare l’evolversi della situazione epidemiologica. Abbiamo altresì acquisito tre pareri legali, che non lasciano dubbi o incertezze. Il periodo di prorogatio non può essere trascinato per troppo tempo. La scadenza naturale della “legislatura” era fissata ad aprile… L’Esecutivo Nazionale aveva ben poca scelta. Quando siamo giunti a luglio ed il Governo ha prorogato lo stato di emergenza, abbiamo dovuto sciogliere ogni riserva e deliberare la convocazione del Congresso.
Oggi ci troviamo di fronte a una delibera già adottata e ad una norma statutaria che prevede, con la convocazione del Congresso, la decadenza di tutte le cariche sindacali. Ogni atto degli organi statutari che non sia di ordinaria amministrazione o che sia compiuto al di fuori del termine temporale strettamente necessario ad organizzare e tenere il Congresso è inopportuno, se non addirittura illegittimo. Il Sindacato, in una fase come questa, è sostanzialmente ingessato ed è bene che lo sia per il tempo minore possibile.
Ci sono anche altri motivi che hanno suggerito questa decisione?
Gli organi statutari sono decaduti. La prorogatio, ormai giunta a quasi sei mesi, potrebbe dover fare i conti con un nuovo inasprimento delle norme anti-contagio e con nuovi rinvii sempre più inopportuni e discutibili, sempre meno legittimi in presenza di una norma di legge che prevede, appositamente, la modalità online per tutti gli adempimenti statutari. Per qualche Legale, avremmo dovuto tenere il Congresso già ad aprile, a distanza, senza esporci a rinvii che, ripeto, sono sempre meno giustificabili in presenza di una specifica norma di legge, promulgata proprio allo scopo di evitare questo tipo di ingessamento.
Chi dice che abbiamo affrettato il Congresso mi fa sorridere. Abbiamo atteso cinque mesi, pur potendolo svolgere ad aprile scorso, davvero a volte capita di leggere delle affermazioni totalmente infondate! Ci sono poi delle ragioni di tipo politico e di rappresentatività, che divengono pressanti ogni volta che ci si avvicina o, peggio, si supera la scadenza del mandato dell’Esecutivo Nazionale. È evidente che, per poter operare al meglio, soprattutto nei rapporti istituzionali e con le controparti, l’Esecutivo e il Presidente sono avvantaggiati da un mandato recente, con una prospettiva temporale adeguata. Di fronte a questi aspetti, la scelta del cuore deve lasciare spazio ad una scelta ponderata, che non può che andare nella direzione dello svolgimento del Congresso, anche se on line.
Si ha notizia di alcune richieste di rinvio del congresso allo scopo di poterlo tenere in presenza. Esiste questa possibilità?
Ad oggi sono pervenute in Sna 29 richieste di rinvio del Congresso, alcune delle quali sottoscritte da pensionati, subagenti ed ex agenti. Tra i richiedenti spiccano 3 presidenti di GAA (Roberto Salvi, Umberto D’Andrea e Claudio Tomiato) e 6 presidenti provinciali (Massimiliano Gadda, Ottavio Pasquotti, Alfonso Santangelo, Marco Delmedico, Onelio Amenta, Emanuele Pirazzoli). Questi avrebbero preferito rinviare il Congresso, sperando di poterlo tenere in presenza ed hanno sottoscritto una richiesta di prosecuzione del regime di prorogatio fino ad aprile 2021, un ulteriore anno dopo la scadenza del mandato.
Qualcuno di questi ha anche chiesto che io trasformassi il Congresso in un Comitato Centrale e che poi il Comitato fosse indotto ad approvare il periodo di ulteriore prorogatio fino alla primavera del prossimo anno. Né statutariamente, né secondo prassi consolidata è previsto nulla del genere! In questo senso, la richiesta appare veramente inappropriata.
Inoltre, la macchina organizzativa in piena attività, con lo svolgimento delle Assemblee provinciali per il rinnovo degli Esecutivi e l’elezione dei Delegati al Congresso, dimostra che la quasi totalità dei colleghi interessati ha preso atto della necessità di celebrare il Congresso il 25 settembre e sta concretamente contribuendo allo svolgimento dell’importante appuntamento associativo. Anche per questa ragione, oltre che per quelle prima esposte, la richiesta di rinvio non potrà essere accolta. Tanto meno quella di “trasformare” un Congresso in un Comitato Centrale, a convocazione avvenuta. Da ultimo, visto che in democrazia contano i numeri: 29 richieste su più di seimila Iscritti persone fisiche, non sono certo la maggioranza.
Una delle obiezioni più ricorrenti è quella della mancanza, con lo strumento del web, di quel pathos, di quella passione che alimentano il confronto personale e diretto fra congressisti.
È certamente un elemento importante al quale, purtroppo, in questa occasione dovremo rinunciare, ma non è affatto detto che la sua assenza renda meno costruttivo il confronto. Come abbiamo già sperimentato nel corso del Comitato Centrale, recentemente tenutosi in videoconferenza, la formula via web costringe in qualche modo a interventi essenziali e ad un confronto maggiormente centrato sui contenuti piuttosto che sulle emozioni. Per il resto, utilizzeremo una piattaforma on line professionale che consentirà il voto segreto, come previsto dallo statuto. Avremo la presenza di avvocati e di un notaio, a garanzia del pieno rispetto delle procedure e dei diritti dei partecipanti.
L’auspicio è che tutti i colleghi contribuiscano con il loro apporto alla buona riuscita del Congresso. Siamo una grande organizzazione, rappresentiamo una Categoria di professionisti seri e preparati, non mancheremo anche questa volta di dimostrare quanto sia forte la nostra vita associativa, con e senza Covid!
Roberto Pisano

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