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Ivass segnala altri 7 siti internet irregolari, ma le truffe online proseguono a ritmo serrato In evidenza

Ivass segnala altri 7 siti internet irregolari, ma le truffe online proseguono a ritmo serrato

MILANO - Nei giorni scorsi l’Ivass ha segnalato l’esistenza di altri 7 siti internet irregolari, allungando così l’elenco che si fa ogni giorno più lungo:
1 www.albaassicurazioni.it
2 www.assicurarcaonline.it
3 www.assicurazionircaonline.com
4 www.assicurazionivitale.com
5 www.polizzareali.it
6 www.sempliceassicurazione.it
7 www.vivaldibroker.com
Le polizze ricevute dai clienti sono pertanto false e di conseguenza i relativi veicoli non sono assicurati, cosicché l’Istituto di controllo ritiene di avere assolto al proprio compito educativo raccomandando di adottare le opportune cautele nella valutazione di offerte assicurative offerte via internet o telefono, ma è evidente che si tratta di pannicelli caldi per curare una malattia sempre più grave.
Il Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi da tempo chiede alle Autorità di “intervenire con forza contro simili comportamenti, arrivando fino a chiedere il divieto di offrire contratti assicurativi attraverso internet oppure al telefono, visto che ormai è evidente a tutti quanto sia pericolosa questa pratica per i consumatori. La ricerca on-line o al telefono di offerte assicurative più convenienti, sta diventando obiettivamente un’abitudine imprudente che espone gli automobilisti alla ricerca di sconti impossibili a pesanti rischi”.
Mettiamo quindi a fuoco la questione centrale riguardante il tema delle truffe consumate nella vendita di polizze false mediante lo strumento informatico: chi opera in modo truffaldino continuerà a farlo, a dispetto di qualsiasi regolamento possa essere mettere in atto dall’apparato burocratico di controllo. Al contrario, il ginepraio di regole imposte agli agenti onesti - e si tratta della quasi totalità - finiscono per interferire sull’attività agenziale e sui costi gestionali in modo ormai insostenibile. Ne consegue che i truffatori continuano a derubare i clienti ignari con una valanga di polizze taroccate secondo la logica del mordi e scappa attraverso le vie di fuga predisposte anticipatamente per non farsi beccare e per ricominciare d’accapo sotto nuove e altrettanto mentite identità.
Nel contempo, in agenzia dove per definizione i clienti vengono coccolati e non derubati, si accumulano montagne di carte inutili che, anziché aiutarlo, impediscono al consumatore di apprendere il minimo indispensabile per effettuare un acquisto consapevole. Non è l’informativa precontrattuale che garantisce la collocazione in agenzia di polizze coerenti e adeguate rispetto ai bisogni delle famiglie, delle professioni e delle imprese, sono piuttosto l’onestà e la competenza degli agenti e della loro filiera commerciale. Né è accettabile che onestà e competenza vengano messi in discussione o che vi sia bisogno di superflua comprova mediante la produzione di documenti cartacei. Al mio cliente non interessa un fico secco di sapere con chi lavoro e se intrattengo rapporti di collaborazione con altri intermediari, si fida di me e questo mi impone, nell’atto di assicurare i suoi rischi, il massimo della responsabilità morale e sociale che nessun documento potrà mai provare o al contrario confutare. E se sono un delinquente come potrebbe sembrare che l’Ivass supponga, lo sarò anche compilando diligentemente tutti i fogli di carta del mondo.
La verità, triste per quello che mi riguarda, è che l’osservanza delle regole burocratiche serve soltanto a salvarmi nel caso la burocrazia, che ha sempre bisogno di giustificare la propria esistenza mediante la creazione di percorsi ad ostacoli disseminati di trabocchetti, non mi capiti tra capo e collo e verifichi che quelle regole non l’ho rispettate. Mi costa meno insomma seguire le norme imposte che beccarmi le multe e i provvedimenti disciplinari previsti in caso di violazione, anche se sono consapevole che quelle famigerate prassi sono utili soltanto a chi le ha inventate e semmai agli studi di consulenza che lavorano sulla compliance di agenzia (anche loro d’altra canto tengono famiglia), ma sicuramente non alla clientela.
C’è poi l’esercito di intermediari non professionali che, nascosti dietro il paravento reputazionale di banche e poste, offrono senza spesso sapere che cosa, tanto per loro quelle norme non sono neppure previste perché “vendono”, è proprio il caso di dirlo, “prodotti” standardizzati, come se essi non somigliassero in modo pressoché fotografico, alle polizze blocco multirischio di cui sono dotati gli intermediari professionali.
Ma non pensate anche voi che sarebbe ora di uscire dall’equivoco cercando di fare le cose buone che servono ai consumatori e non le cose giuste che servono all’Ivass?
Roberto Bianchi

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