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Gli agenti sono più forti della pandemia perché svolgono un ruolo sociale In evidenza

FABRIZIO RASIMELLI FABRIZIO RASIMELLI

♦ L'anno 2020 sarà per molto tempo ricordato come l'anno horribilis per il mondo globale e noi come agenti non ci siamo sottratti a questo destino, sia privatamente che come categoria professionale. La nostra categoria ha anche pagato un prezzo al Civid-19 in termine di vite umane fra gli agenti, i collaboratori e il personale, a loro tutti va il mio pensiero commosso per l’eroismo dimostrato nel garantire la prossimità sul territorio ai loro clienti.
Affrontando l'aspetto dal punto di vista puramente professionale occorre evidenziare che questa pandemia ha messo in luce, semmai c'è ne fosse bisogno, che la nostra bistrattata categoria, spesso snobbata e data per morta, superata, obsoleta e considerata un "inutile costo", ha dimostrato piuttosto di essere l'unica rete distributiva che ha retto l'urto della pandemia. Banche, poste e altri canali distributivi hanno segnato il passo denunciando una incapacità di affrontare questa crisi, fatta di chiusure e di innumerevoli difficoltà legate ai vari Dpcm che da marzo si sono susseguiti.
Intanto è stato sancito che la nostra attività è "Essenziale" per la vita di tutti i giorni e questo lo dobbiamo al fatto che sin dal 1° Dpcm le agenzie di assicurazioni sono rimaste sempre aperte per dovere di servizio e per senso di responsabilità nei confronti della clientela. Intanto abbiamo capito e lo hanno capito anche le istituzioni e l‘intera società civile, che il legame con il cliente è ancora forte, solido e che siamo l'interlocutore fidato mentre tutti gli altri sono interlocutori occasionali nascosti, nei momenti critici, dietro la sicurezza dello smart working.
Non è poco e di questo dobbiamo essere orgogliosi come categoria perché solo a fine 2019 sembrava che gli agenti di assicurazione, con loro le loro strutture commerciali e gestionali, fossero superati dal tempo, dalla modernità e che questo canale di consulenza unico nel suo genere in quanto basato su rapporti consolidati negli anni che ancora oggi resistono, si potesse fare fuori da un momento all’altro.
Molte cose sono cambiate in questi mesi e occorre farci anche una domanda sul perché si cambia molto spesso per costrizione e quasi mai per convinzione, come invece è accaduto a chi operando con compagnie più evolute ha potuto continuare a lavorare sfruttando quella tecnologia utile a mantenere il giusto equilibrio fra il rapporto fiduciario e quello digitale. Adesso siamo ancora in piena pandemia e quindi risulta azzardato fare previsioni su cosa succederà, ma dobbiamo tenere a mente che siamo stati, siamo e saremo centrali nel rapporto con i clienti a patto di saper evolvere con loro e assecondare quanto di nuovo (tanto) la pandemia ha portato nelle abitudini dei clienti.
Abbiamo poi l'esigenza di capire come l'economia globale possa rispondere e sopratutto riprendere il cammino di una crescita che ha visto una forte regressione in questo anno maledetto per molti versi.
Chi rimarrà sul mercato? Quali settori si avvantaggeranno di questa congiuntura negativa, quali andranno in crisi e quanti di questi saranno esclusi? Quale economia residuerà da questo anno terribile e quale sarà il destino di molte attività? Chi saprà rispondere più velocemente a queste domande sarà pronto a raccogliere i frutti della futura e auspicata ripresa.
Certamente abbiamo anche capito che agli attuali modelli organizzativi che spesso sono obsoleti e fragili occorre contrapporne altri diversi, innovativi e tecnologicamente rispondenti alle attuali e sopratutto future esigenze.
Lo Sna e i Gruppi agenti eserciteranno un ruolo essenziale nell'immediato futuro, il primo in particolare chiamato a definire un nuovo ANA 202... che sappia interpretare il senso di modernità necessario a tutelare la figura professionale di noi Agenti, dando tutele e difendendo illimitatamente la nostra figura professionale da attacchi che ne minerebbero il futuro.
Lo Sna è chiamato a questo e a molto di più affrontando i tempi per quello che sono lontano da formule superate dai tempi e a difendere il nostro valore etico e professionale che questa pandemia ha portato in primo piano.
I Gruppi agenti, forti di una contrattazione di primo livello di esclusivo appannaggio del Sindacato nazionale, saranno invece chiamati a creare i presupposti affinché si possano liberare energie, recuperare remunerazione, lavorando a modelli nuovi disegnati per ogni compagnia che rispecchino e rispettino le esigenze degli agenti.
Mi auguro che questi terribili momenti vissuti in prima linea e da protagonisti possano servire in primo a noi per avere piena consapevolezza del nostro valore sociale e umano e che le compagnie non dimentichino quanto da noi fatto. E se per caso saranno affette da queste avranno amnesie auspichiamo che siano momentanee, perché ci saremo noi agenti a ricordarlo.

Fabrizio Rasimelli
Presidente della sezione Provinciale Sna di Perugia

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