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È possibile una rapida ripresa dell’Unione Europea? Il documento dell'informativa periodica del Consiglio Nazionale dei Commercialisti In evidenza

È possibile una rapida ripresa dell’Unione Europea? Il documento dell'informativa periodica del Consiglio Nazionale dei Commercialisti

MILANO - Il Consiglio e la Fondazione Nazionale dei Commercialisti hanno pubblicato l’informativa periodica “Attività Internazionale”, ovvero l’analisi sulle misure economiche adottate in ambito europeo (e non solo) per contrastare la pandemia.
La Commissione europea ha infatti recentemente presentato il pacchetto di politica economica, attraverso il quale l’Esecutivo UE ha peraltro rivolto ai Paesi membri le proprie raccomandazioni ed espresso il proprio parere rispetto ai documenti programmatici di bilancio elaborati dai singoli Stati per l’anno prossimo.
L’informativa analizza nel dettaglio il programma Sure (acronimo di Support to mitigate Unemployment Risks in an Emergency) che prevede cento miliardi di prestiti a tassi agevolati, 27,4 dei quali destinati all'Italia e di essi 6,5 già erogati, che vengono finanziati con obbligazioni Ue. Il Sure, uno strumento di sostegno temporaneo destinato ad attenuare i rischi di disoccupazione durante l’emergenza sanitaria, è stato pensato allo scopo di proteggere i posti di lavoro e i lavoratori più colpiti e costituisce uno dei tre pilastri varati dall’Unione europea allo scopo di contrastare gli effetti della crisi causata dal Coronavirus. Gli altri due sono il Mes, Meccanismo Europeo di Stabilità sinonimo di Fondo salva-Stati costituito a regime da 704 miliardi di euro dei quali 37 sono destinati all’Italia al tasso dello 0,1% annuo e la Bei, Banca Europea per gli Investimenti, che mette a disposizione un pacchetto di aiuti da 1.000 miliardi di euro a favore degli Stati membri.
“Il Consiglio europeo – si legge nel comunicato stampa odierno - è alle prese con il veto posto da Polonia e Ungheria, contrarie a subordinare l’erogazione dei fondi europei al rispetto dello stato di diritto, uno dei principi fondanti dell’Unione, la situazione di impasse che si è creata rischia di bloccare circa 1.800 miliardi di risorse europee e di costringere la UE ad affrontare la crisi economica in esercizio provvisorio”. 
Posto che gli aiuti debbano essere di natura temporanea, così da scongiurare futuri problemi di sostenibilità del debito da parte dei Paesi beneficiari dei prestiti, il sostegno resta comunque indispensabile vista anche la crescente vulnerabilità manifestata dal settore delle banche e delle imprese.
Di estrema attualità, accanto alle misure di contenimento e di lotta alla pandemia incentrate sulla prossima distribuzione del vaccino e ai finanziamenti destinati alla rapida ripresa economica dell’UE cui è riservato il grosso dello sforzo economico, anche i temi legati all’ambiente, alla natura e al clima cui sono destinati complessivamente 208 miliardi di euro. Ne consegue che l’accordo in sede nazionale sull’accesso al Mes e il ritiro del veto da parte dei due Paesi dell’Est, costituiscono i presupposti essenziali per l’accesso a una messe di aiuti senza precedenti capaci di cambiare non tanto il nostro futuro, quanto quello di tutto il vecchio continente.
Roberto Bianchi

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