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Proposta Sna per contrastare l’evasione dell’obbligo assicurativo Rcauto. Il Presidente nazionale Claudio Demozzi scrive ad Ania, Ivass e al Ministero dello Sviluppo Economico In evidenza

MARIA BIANCA FARINA, PRESIDENTE ANIA MARIA BIANCA FARINA, PRESIDENTE ANIA

MILANO - Con una lettera indirizzata oggi (23 dicembre, ndr) all'Ania, all'Ivass e al Ministero dello Sviluppo Economico, il Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi ha trasmesso una dettagliata proposta di contrasto all’evasione dell’obbligo assicurativo Rcauto. Nel rilevare che ben 2,6 milioni di veicoli circolano senza pagare la polizza, mettendo a rischio gli altri cittadini e causando sinistri che alla fine gravano sull'intera collettività, il Sindacato - scrive Demozzi - si dice pronto "ad un tavolo di approfondimento al quale intende portare il proprio contributo per dare soluzione ad una problematica socialmente rilevante. È parere degli agenti di assicurazione, supportato dalla loro esperienza, che la prima motivazione della non assicurazione risieda nella incapacità economica, per una larga parte di automobilisti, di far fronte all’obbligo assicurativo a causa di tariffe socialmente insostenibili per la classe di merito 14 Bonus-Malus, e con ulteriore effetto negativo della normativa che assegna alla classe 18 tutti i veicoli privi di attestazione di rischio".
Il Ministero delle Finanze conta circa 6 milioni di contribuenti con reddito fino a 5 mila euro annui. Sulla base delle rilevazioni Istat il 6,4% delle famiglie italiane e il 26,9% di cittadini stranieri residenti, sono classificati in povertà assoluta. Mentre l’Inps ha comunicato che 1,3 milioni di nuclei familiari hanno attualmente in pagamento il Reddito/Pensione di cittadinanza con un importo medio mensile di 523,29 euro (3 milioni di beneficiari).
A queste persone, in autentica difficoltà economica, è principalmente indirizzato il progetto Sna per favorire:
1) la tutela e la sicurezza nella circolazione stradale;
2) il rientro nella legalità degli automobilisti non assicurati;
3) una maggiore mutualità nel settore;
4) la riduzione del fenomeno della violazione di soccorso negli incidenti stradali;
5) la riduzione dei risarcimenti erogati dal Fondo per le vittime della strada;
6) la crescita del gettito fiscale in favore dello Stato, delle Province e del SSN;
7) lo sviluppo di una adeguata e responsabile cultura assicurativa.
"Sna - prosegue Demozzi - ritiene di poter dare validi contributi per la rivisitazione complessiva di tutto il sistema Bonus-Malus; nell’attuale contesto normativo intende formulare una proposta orientata a dare una risposta urgente al tema della evasione dell’obbligo assicurativo. Il progetto prende spunto dallo studio Sna che ha stimato un risparmio sui sinistri stradali di oltre 1,5 miliardi di euro - a vantaggio dell’industria assicurativa - durante la sola Fase 1 del confinamento ex lege. Perno del progetto Sna è la costituzione di un Fondo pubblico che, in una fase sperimentale, potrebbe essere alimentato in proporzione alle quote di mercato dalle compagnie di assicurazione operanti nella Rcauto e beneficiate, ad oggi, del risparmio sui sinistri nel periodo di lockdown. Fondo, che sarebbe auspicabilmente integrato da un contributo pubblico, considerata la valenza sociale dell’intervento. Il contraente di una assicurazione Rcauto per un veicolo usato, privo di attestazione di rischio, beneficerebbe di un incentivo economico proporzionato al premio assicurativo di tariffa e alla propria condizione reddituale da autocertificare alla compagnia di assicurazione; la quale, assumendo il contratto, avrebbe accesso alle risorse del fondo per rientrare della parte di premio scontata al contraente".
Il sistema potrebbe avere, secondo il Sindacato, positivo effetto concorrenziale. Le compagnie, infatti, potrebbero sperimentare tariffe maggiormente flessibili per attirare l’interesse di questo target di automobilisti. Il progetto sarebbe opportunamente sostenuto da una adeguata campagna “pubblicità progresso”, che avrebbe la finalità di sensibilizzare l’utenza verso l’adempimento dell’obbligo assicurativo incentivato.
"Si ritiene prioritario - conclude Demozzi - l’obiettivo di crescita della cultura assicurativa con la realizzazione di un equo sistema capace di andare incontro alle esigenze del mercato ed in particolare delle classi meno abbienti".
Luigi Giorgetti

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