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Ufficio Studi Cgia, nel 2020 le piccole e medie imprese hanno perso 420 miliardi di euro di fatturato. I ristori diretti decisi dal Governo sono appena il 7% dei mancati ricavi In evidenza

Ufficio Studi Cgia, nel 2020 le piccole e medie imprese hanno perso 420 miliardi di euro di fatturato. I ristori diretti decisi dal Governo sono appena il 7% dei mancati ricavi

MILANO - Sono cifre che si commentano da sole quelle presentare dall'Ufficio Studi della Cgia di Mestre. Nel 2020, causa la pandemia, le piccole e medie imprese hanno perso 420 miliardi di euro di fatturato. Ma, a fronte di una débâcle senza precedenti in Italia, l'ammontare dei ristori diretti decisi dal Governo (vale a dire al netto degli aiuti a sostengo della liquidità e dello slittamento di alcune scadenze fiscali) è stato di appena 29 miliardi di euro, pari a circa il 7% dei ricavi perduti. 
Nel 2019 il fatturato delle Pmi era stato di 3.100 mld/€; con una frenata di 420 miliardi, la contrazione 2020 rispetto all'anno precedente sarà del 13,5%. Da segnalare, viceversa, i risultati ottenuti dalle multinazionali del web presenti nel nostro Paese: gli ultimi indicatori danno per certa una crescita di almeno 17 punti percentuali del giro d'affari.
Scorrendo i dati offerti dalla Cgia, si evince inoltre che, escludendo alberghi, ristoranti, bar, pasticcerie e in genere tutte le attività del segmento turismo, gli altri settori maggiormente colpiti dalla crisi economica sono stati:
1) la filiera trasporto persone (taxi, ncc, bus operator);
2) la filiera eventi (congressi, matrimoni, cerimonie, etc.);
3) gli ambulanti, soprattutto con posteggi presso le aree interessate da eventi, stadi (i cosiddetti “fieristi”);
4) la filiera sport, tempo libero, intrattenimento, discoteche, parchi divertimento e tematici (incluse le attività dello spettacolo viaggiante);
5) la filiera attività culturali e spettacolo;
6) il commercio al dettaglio, in particolar modo abbigliamento, calzature, libri e articoli di cartoleria;
7) gli agenti di commercio.
A livello territoriale, infine, le città d’arte ad alta vocazione turistica, come Venezia, Firenze, Pisa, Roma, Verona, Milano, Matera, Padova, Siracusa, Napoli, Cagliari, Genova, Palermo, Torino e Bari hanno subito un crollo verticale delle presenze straniere: in tale contesto le pmi del settore turistico hanno registrato perdite medie di fatturato superiori al 50%.
Luigi Giorgetti

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