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Il “Progetto 51” di Allianz preoccupa anche le associazioni consumeristiche. Gli interventi di Mara Colla (Confconsumatori) e di Stefano Mannacio (Assoutenti) In evidenza

MARA COLLA MARA COLLA

MILANO - E' un consumatore che uscirebbe gravemente penalizzato quello che volesse confrontarsi con la realtà ibrida preconizzata dll'ad di Allianz Giacomo Campora. Nell’evento, seguitissimo, organizzato da Sna per affrontare ed esaminare il “Progetto 51” della compagnia sono intervenute anche le associazioni consumeristiche a portare il proprio contributo e manifestare vera preoccupazione. Mara Colla, presidente di Confconsumatori, l’associazione con la quale Sna ha in corso un fecondo rapporto di partnership, si è espressa con molta chiarezza: "Se è vero che il progetto di Allianz sembra interessare gli agenti, è anche molto vero che tutto quello che comporterà questa evoluzione promossa dall’impresa cambia nettamente la situazione dal punto di vista della trasparenza del mercato, della concorrenza. Avremo un mercato che si ingessa e tutto ciò è preoccupante perché, se il progetto si dovesse realizzare e prendere piede in altre realtà assicurative, il consumatore potrebbe non poter più contare su un agente libero che possa trovare e condividere con il cliente la soluzione più adatta per lui. In un mercato di scarsa conoscenza finanziaria ed assicurativa - ha proseguito Mara Colla - il consumatore non ha strumenti per muoversi in autonomia e ricercare le polizze di cui può avere bisogno, per cui nasce la necessità assoluta di avere un referente professionale che lo possa guidare nelle scelte. L’alternativa, molto pubblicizzata, sono le piattaforme internet che però non possono offrire la consulenza professionale di un agente sul territorio".
La Confconsumatori ha le idee molto chiare sul ruolo degli agenti e sulla loro preparazione professionale e conta su Sna per lavorare insieme ed eliminare quelle zone d’ombra che esistono anche nella professione agenziale. La presidente Colla si dice dunque preoccupata che questa iniziativa di Allianz possa replicarsi su altre realtà simili e ritiene necessario monitorare attentamente la situazione per salvaguardare l’interesse centrale dei consumatori.
Stefano Mannacio, responsabile del settore assicurativo di Assoutenti, si riconosce orgogliosamente partecipe di una famiglia di assicuratori ed entra nel tecnico con consapevolezza. Rileva preoccupazione per il “Progetto 51” di Allianz; vivo è il timore che altre imprese possono far proprie una simile iniziativa. Constata che la filiera della Rcauto si è impoverita, e questo è un dato allarmante - ha affermato Mannacio. La Rcauto rappresenta la carta d’accesso verso i clienti in un mercato italiano sotto-assicurato e con la tassazione più alta in Europa. Mannacio chiede polizze più chiare e trasparenti, appellandosi alla Carta di Bologna del 2014; ritiene altresì necessario un ritorno al passato con l’eliminazione dell’indennizzo diretto, che ritiene fallimentare; invita quindi a riconsiderare le polizze Rcauto con franchigia. La pandemia ha provocato un generale impoverimento e così Mannacio si chiede cosa potrà succedere al rinnovo di polizze i cui premi potrebbero rivelarsi più onerosi rispetto al passato per gli assicurati più colpiti economicamente? Il rappresentante di Assoutenti ha chiuso il suo intervento con una nota sull’Ivass: "Riteniamo folle che l’Istituto di vigilanza sia presieduto dal direttore generale di Bankitalia e che le nomine siano fatte a livello verticistico; un Istituto di vigilanza - si è domandato polemicamente Mannacio - non dovrebbe vigilare anche su questi aspetti interni?".
Franco Domenico Staglianò

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