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INCHIESTA: La rivoluzione nei servizi finanziari. Lotta al contante, bancomat addio, prodotti standardizzati, videobanking, automazione e smart working In evidenza

INCHIESTA: La rivoluzione nei servizi finanziari. Lotta al contante, bancomat addio, prodotti standardizzati, videobanking, automazione e smart working

MILANO - E' in arrivo una vera e propria rivoluzione culturale che coinvolgerà - volenti o nolenti - tutti i cittadini italiani. Per comprendere meglio il fenomeno in atto, sarà opportuno approfondire alcuni aspetti della vita quotidiana di ciascun di noi. Possiamo iniziare a parlare, a titolo esemplificativo, dei bancomat, o meglio di come li abbiamo conosciuti fino ad ora. Secondo le ultime rilevazioni nel 2020 sono stati 510 milioni i prelievi attraverso gli sportelli automatici di banche e Poste per un controvalore di 80 miliardi di euro. L'ammontare delle commissioni pagate dalla clientela al sistema è stato lo scorso anno di poco superiore al mezzo miliardo di euro.
Un business colossale messo in pericolo però dalla oramai omologata decisione in sede internazionale di eliminare quanto prima il contante e al contempo di affidarsi alla tecnologia in luogo delle persone fisiche.
Ad anticipare questa fase  è stato il gruppo olandese Ing (conosciuto in Italia per il "Conto Arancio") che ha annunciato la chiusura dal primo luglio 2021 delle proprie 63 casse automatiche sparse sul territorio nazionale. Anche in Europa i segnali indicano una riduzione degli sportelli: è notizia recente che Deutsche Bank chiuderà solo quest'anno centinaia di agenzie.
Unicredit, Intesa Sanpaolo, Banco Bpm e altri consentono da tempo operazioni alternative al prelievo come i pagamenti di bollettini postali e Cbill, le ricariche dei cellulari e delle prepagate.
Numerosi istituti stanno progettando poi la cosiddetta "videobanking" allestita in spazi riservati (con caffè e bibite offerti gratuitamente alla clientela). Entro il 2022 si potranno chiedere ed ottenere prestiti istantanei pre-approvati, il rilascio di una carta di credito o altre funzionalità finora riservate al contatto diretto. Con buona pace dei rapporti personali e della consulenza professionale.
Intanto, anche la biometria si affaccia prepotentemente: è il caso della spagnola Caixa Bank che ha sviluppato il riconoscimento facciale biometrico come modalità alternativa al pin per l'erogazione dei propri servizi.
Il 2021 sembra poi essere l’anno della definitiva consacrazione dello smart working. La pandemia ha sdoganato il cosiddetto "lavoro agile", preludio ad una trasformazione radicale della vita di ciascun individuo anche in Italia. Secondo uno studio di Eurofond, nel 2015 il nostro Paese risultava il fanalino di coda dell’Unione Europea in termini di lavoratori in smart working, dietro persino a Grecia, Polonia, Repubblica Ceca ed Ungheria. Il Covid-19 ha accelerato improvvisamente il cambiamento obbligando milioni di persone di ogni età ad utilizzare quotidianamente il computer o il tablet (si pensi alla didattica a distanza). Interi segmenti hanno sperimentato il lavoro da casa: molte imprese hanno così riconsiderato il telelavoro, rivalutandolo sulla base dei significativi risparmi in termini economici (costi di locazione degli uffici, bollette, spese accessorie, imposte locali, ecc.).
Luigi Giorgetti

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